Sommario del n. 1, anno 21, gennaio-marzo 2003
Logo: AIDA "Le Scienze dell'informazione fra storia e attualità: una visione al femminile"
numero speciale monografico dedicato a Maria Pia Carosella
- a cura di Anna Baldazzi
AIDAinformazioni
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L'editoriale & l'introduzione - Gli articoli - Le rubriche
Il fascicolo è illustrato con immagini tratte dal Manuale della segretaria moderna, Franco Angeli, 2. ed, 1959 - cortesia dell'editore
da: Dacia Maraini, Dolce per sé, Rizzoli, 1997
«L'altro giorno, sai, tuo zio Edoardo e io siamo andati per funghi. Piovigginava e abbiamo gironzolato per boschi e prati con gli ombrelli aperti. "È buono questo?" mi chiedeva lui dolcemente chinandosi a staccare dal terreno bagnato un curioso cappello vegetale dalla tesa lucida e vischiosa. Si fida di me tuo zio, perché sono anni che vado a funghi, perché consulto i miei libri di micologia.

La mia è una passione che riguarda tutte le attività di ricerca e raccolta, la cueillette come viene chiamata nei libri di antropologia. Le donne sono sempre state addette alla raccolta di cibi, è un'esperienza che sta nella nostra memoria storica. Se chiudi gli occhi puoi vederle le tante donne delle lontane epoche passate, vestite di un solo straccetto legato alla vita, con i figli a cavalcioni su un fianco o sulla schiena, che camminano e camminano scalze con gli occhi fissi al suolo cercando funghi, erbe medicinali, bacche, lombrichi, licheni.

La ricerca non è solo funzionale a ciò che si sta cercando; la ricerca contiene in se stessa la ricompensa della sua fatica. La ricerca è infatti un atto di sensuale intelligenza che spinge la fantasia a concentrarsi sul linguaggio complesso della natura, discernendo un'erba da un'altra, un terreno da un altro, ripercorrendo gli itinerari di una logica ferrea anche se continuamente in mutazione. [...]

Per me la ricerca dei funghi fa parte di quella memoria femminile che è entrata nel mio bagaglio sapienziale come un talento innato: cercare, studiare, cogliere, mettere da parte, cucinare, trasformare, accudire, cibare».

L'editoriale
La prima volta di un numero monografico di "AIDAinformazioni" si sofferma a scandagliare a tutto campo quello che può apparire un tema inusuale ma certo di grande suggestione: donne e cultura documentaria. Non appaia una visione limitata o artificiosamente circoscritta: nella prospettiva attuale di costruzione della società della conoscenza una riflessione sulla storia della Scienza della documentazione e sull'intelligenza e l'attività dei precursori di questa, sui contributi fondanti al pensiero e alla pratica professionale, inizia ad imporsi come giustamente urgente e doverosa. E vero è che negli scarsi e parziali tentativi finora compiuti in questa direzione i protagonisti al femminile del settore hanno sofferto, tranne qualche sporadico caso e sicuramente ben più degli interpreti al maschile, di amnesie e disattenzioni.

Tuttavia l'obiettivo di questo numero monografico - configurazione editorialmente inedita per la rivista e destinata a ripetersi su temi di grande peculiarità ed interesse come questo - non risiede in un tardivo riconoscimento, né in un semplicistico/semplificante rivendicazionismo di genere, oppure nello sposare determinati orientamenti di pensiero o assumere acriticamente linee ideologiche rigidamente definite: mira soprattutto ad avviare una riflessione specifica, partendo dalla memoria e da un giusto riconoscimento verso chi allo sviluppo del settore ha contribuito con passione e operatività; su prospettive più generali attinenti alla "presenza" scientifica delle donne, alla loro frequente (auto)formazione professionale, alla presenza di genere nella inedita dimensione informativa e culturale della rete, alla individuabile specificità femminile all'interno dei modi della ricerca della conoscenza.

Un numero che rovista quindi nella memoria per giungere al presente, all'attenzione verso le problematiche al femminile connesse più in generale all'approccio alla scienza, al mercato del lavoro, all'identità e alla documentazione di genere. Una serie di contributi che propone, forse per la prima volta in maniera così organica, una rivisitazione dell'attività di vere e proprie figure di protagoniste del pionierismo documentario: Léonie La Fontaine (per cui la documentazione ha costituito soltanto uno degli strumenti di informazione/formazione per le donne, e per cui femminismo, pacifismo e documentazione - valori mai così attuali come in questo momento storico - si sono intrecciate in un connubio inscindibile), Ingetraut Dahlberg, Suzanne Briet, Madame Documentation (autentica documentalista ante litteram, parte di quella avanguardia spesso misconosciuta impegnata in un rinnovamento della professione bibliotecaria sulla base di una visione più ampia del documento), per giungere anche - ed era certamente doveroso - alle "italiane della documentazione" (fra le altre Olga Pinto, Fernanda Ascarelli, Guerriera Guerrieri, Anna Saitta Revignas, Maria Valenti, Maria Bruna Baldacci e le dieci fondatrici dell'AIDA che qui, a vent'anni dalla costituzione dell'Associazione, meritava certamente ricordare). Tra loro, doverosamente, Maria Pia Carosella, a cui questo numero è giustamente dedicato, memoria della documentazione italiana, collaboratrice storica e preziosa della rivista dell'AIDA e autrice anche in questo numero così importante per la storia di "AIDAinformazioni" di una testimonianza - ça va sans dire - lucidissima e appassionata.

Un grazie a chi nella redazione, con professionalità e quel tanto di passione in più che solo le donne sanno mettere, ha saputo costruire un "volume" di così grande interesse.
 

il direttore
Introduzione di Lucia Maffei, presidente di AIDA
Questa primavera del 2003 segna un passaggio, da molti si ritiene una cesura, fra un prima e un poi della storia di questi anni. L'invasione americana in Iraq ha segnato una svolta negli equilibri mondiali. È stato detto che ha sanzionato l'esistenza di due superpotenze, gli Stati Uniti, dominati in questo momento da una leadership imperialista, e le pubbliche opinioni, specialmente occidentali, che in larga parte hanno manifestato la loro contrarietà all'intervento in Iraq. Al di là delle rispettive posizioni sulla crisi irachena, una differenza di fondo, più delle altre, marca le due "potenze": da una parte la leadership statunitense che adopera tutti i complessi intrecci con il sistema dei media per  proiettare i valori e il  way of life americano come prototipi di vita per il mondo globalizzato; dall'altra i mille colori e le mille appartenenze di un movimento vasto e  segmentato che non dice solo no alla guerra, ma anche alla riduzione dei tanti saperi e delle tante culture,  radici e sensibilità a un unicum. Assume quindi come suo valore fondante la valorizzazione delle differenze. 

Questo numero della nostra rivista è stato immaginato e proposto da Anna Baldazzi, come un contributo concreto dell'Associazione per far emergere lo sguardo al femminile sulle scienze dell'informazione. E le riflessioni in esso contenute ci rinviano ad alcuni temi, che si aprono a riflessioni più ampie e si ricollegano ai problemi dell'oggi. Esso si colloca all'interno dell'universo culturale che considera la valorizzazione dei pensieri "parziali" un  antidoto contro la prevaricazione di un modello culturale e antropologico sugli altri.

Quello delle donne è un pensiero che ribalta la prospettiva consueta da cui si guarda ai fenomeni. Questa prospettiva inedita getta una luce nuova sul mondo, e anche, nello specifico, nella nostra professione. Illumina porzioni di panorama di solito in ombra e, nel nostro caso, fa emergere dall'oblio  i contributi femminili alla teoria e alla pratica della professione. La prospettiva di genere fa emergere la ricchezza delle sensibilità, delle diverse ottiche a cui si guarda alla professione, delle esperienze e delle generazioni. Basta leggere i contenuti di questo numero della rivista per cogliere la vivacità e la ricchezza dei differenti contributi.

Differenza è quindi una parola importante, che si oppone a omologazione;  differenza si coniuga con complessità, perché significa  pluralità dei punti di vista; in ultima analisi, quindi, è il presupposto per la ricchezza e la pienezza del ragionamento in opposizione alle semplificazioni e alle banalizzazioni. Uscire oggi con questo numero vuol quindi dire usare  gli strumenti della professione per documentare le diverse articolazioni di un pensiero ricco. 

Documentare la differenza. L'anno internazionale della donna che questo numero vuole in qualche modo contribuire a realizzare, porta con sé in Italia un fiorire di percorsi di studi di genere. L'università della riforma Berlinguer si è finalmente aperta ad accogliere percorsi di studi al femminile. Sono nati molti master in cui si  approfondiscono percorsi culturali e professionalizzanti specifici, molti all'interno delle aree disciplinari umanistiche e di scienze sociali. È un evento importante perché significa far incontrare un mondo ricco di risorse, intelletti e professionalità con l'istituzione di ricerca e di didattica. Una cosa che balza immediatamente agli occhi è che la distanza fra l'accademia e  la ricerca di genere in Italia ha prodotto una carenza di strumenti di documentazione specifici. Le università anglosassoni hanno prodotto ormai da tempo repertori e bibliografie specifiche, sezioni particolari dei loro cataloghi, destinati a facilitare l'accesso alle opere collegate con gli studi di genere. In Italia si hanno interessanti iniziative, documentate anche in questo fascicolo, ma quasi  mai nate dalla volontà dell'istituzione università. Il che è abbastanza coerente con la mancanza, per tanti anni, di percorsi formativi specifici. Il discorso cominciato con questo numero della rivista potrebbe continuare nel futuro, monitorando nel tempo quanto si sta facendo  in Italia per documentare il ricco panorama di attività del mondo che si riconosce nella pratica e nello studio della differenza.

In ultimo, ma solo perché e l'evento più a noi vicino, questo è anche il primo numero del 2003, l'anno in cui AIDA compie i suoi venti anni. Non è senza significato che l'Associazione lo apra guardando all'altra metà del cielo, all'esterno, ma anche all'interno di se stessa. Al passato, ai contributi che dalle fondatrici e dalle socie sono arrivati a segnare un  percorso di innovazione del pensiero  e della professione; al futuro, in cui la pratica del pensiero della differenza guidi l'azione dell'AIDA. Chi conosce l'Associazione e frequenta gli eventi che si organizzano nel suo àmbito, sa che la discussione anima spesso la nostra attività, che le componenti umane e professionali al suo interno sono significativamente diversificate. È la ricchezza che ci consente di intessere rapporti proficui con tante professioniste e professionisti fuori e dentro l'Associazione, che rappresentano  la rete di conoscenze comune che produce sapere. Senza questa rete l'Associazione non potrebbe esprimersi attraverso le tante iniziative di nuovi servizi e prodotti accessibili sul nostro portale. L'ultimo, in ordine di tempo, è AIDApace, un sito di documentazione nato in occasione del dibattito che in assemblea suscitò la proposta di rispondere con le nostre competenze specifiche alla babele delle voci scaturite dall'intreccio informazione/censura/autocensura/propaganda seguito alla crisi irachena. All'invito a collaborare alla nascita del repertorio, hanno risposto in tanti, colleghe e colleghi, fuori e dentro l'AIDA, individuando probabilmente in questo strumento un tentativo di contribuire ad un processo di conoscenza e consentendo di arricchire in poco tempo la griglia di voci predisposta da Domenico Bogliolo.

Documentare anche in questa occasione la differenza, organizzare in un repertorio ragionato le diverse voci, offrire percorsi chiari. Esplicitare la differenza per contribuire alla costruzione del pensiero critico. Quest'ultimo non può che portare al confronto e alla possibilità dell'incontro, rivelando ancora una volta le potenzialità positive insite in un uso non strumentale della conoscenza. D'altra parte, le radici della nostra professione affondano nel pacifismo "globale" di Otlet e Lafontaine e collocano quindi la nostra associazione a pieno titolo fra i creatori di strumenti di supporto per l'indagine - quanto più libera - del mondo che  ci circonda.

In chiusura, due pensieri in particolare: ad Anna Baldazzi, un grazie per la  tenacia con cui, pur fra mille difficoltà anche private, ha ideato e costruito questo numero e a Maria Pia Carosella, un altro grazie per aver fatto nascere e crescere la documentazione in Italia e la nostra Associazione in particolare, ma un grazie anche tutto personale per la carica di umanità, simpatia e intelligente leggerezza che riesce a trasmettere. 

Le Scienze dell'informazione fra storia e attualità: una visione al femminile,
a cura di Anna Baldazzi

Gli articoli dello speciale monografico

Memorie e profili: pioniere e oltre

Scienza, conoscenza, documentazione di genere
Adriana Valente, Loredana Cerbara - Sguardo di ragazze sulla scienza e i suoi valori
Parole chiave: Public understanding of science – Indagine – Donne – Etica e responsabilità della scienza
Abstract: Il progetto di Public understanding of science, realizzato dal CNR in collaborazione con il British Council, è stato finalizzato promuovere un dibattito pubblico tra studenti sia di scuola che di università ed esperti su temi scientifici di interesse generale; una prima sperimentazione ha avuto ad oggetto il tema degli organismi geneticamente modificati. L'obiettivo primario è stato quello di consentire al "pubblico" degli studenti di assumere un ruolo attivo nel dibattito; a tal fine, tre mesi prima della data prevista per la giornata di dibattito pubblico, sono stati costituiti diversi gruppi di discussione tra studenti. Prima dell'avvio del progetto e dopo la partecipazione sono stati distribuiti dei questionari per cogliere le riflessioni di studenti e studentesse sui temi scientifici posti, sui canali di approccio all'informazione scientifica e, soprattutto, sui valori scientifici coinvolti. I questionari sono stati dedicati, in buona misura, a cogliere gli orientamenti delle persone, e dei giovani in particolare, sulla natura ed i valori della scienza, molto più di quanto non siano stati volti a registrare la posizione su questo o quel fatto scientifico, o a prendere atto del livello di alfabetizzazione scientifica degli studenti. L'ipotesi verificata in questo lavoro è che l'identità di genere incida sulla rappresentazione della scienza, sulle convinzioni elaborate dai giovani su alcuni aspetti centrali dello sviluppo scientifico, così come sul rapporto tra scienza e società.
Girls' view on science and its values - The project related to public understanding of science, promoted by the National Research Council and the British Council, has been aimed at promoting a public debate among school and University students and experts on scientific issues of general interest; first, the issue of genetically modified organisms has been considered. The main objective has been to allow students to have an active role in the debate; for this purpose, three months before the debate, several discussion groups among students have been organised. Questionnaires have been distributed, devoted to acquire participant's concepts about the nature and values of science, more than registering their level of scientific literacy. The hypothesis verified in this work is that gender identity has an influence on science representation, on concepts related to central aspects of the scientific development and on the relationship among science and society.
Maria Castriotta, Daniela Luzi - Donna+Salute+Lavoro, ovvero documentare una discriminante di genere
Parole chiave: Genere – Salute e sicurezza del lavoro – Pari opportunità – Documenti programmatici
Abstract: Se l'incremento della presenza femminile nel mercato del lavoro ha segnato, da un lato, importanti progressi in termini di pari opportunità, esso ha evidenziato, dall'altro, la necessità di riesaminare le politiche e le pratiche sia in tema di occupazione, che di salute e prevenzione. È quanto emerge dai risultati di recenti indagini, dai documenti programmatici elaborati da organismi internazionali e dalle indicazioni contenute in numerosi progetti che applicano una prospettiva di genere. La diffusione delle informazioni sulle elaborazioni in corso, sia teoriche che pratiche, diventa un fondamentale strumento non solo per diffonderne i risultati, ma soprattutto per avviare un concreto processo di eliminazione delle disuguaglianze.
Woman+Health+Work or to document a gender difference - The notable increase of the participation of women in the work market has marked important outcomes in terms of equal opportunities; it has nevertheless outlined the need of re-analyzing policies and practices, regarding both employment and safety and health. This approach is confirmed by the results of recent investigations, by consensus documents drafted within international organizations, as well as by indications contained in a certain number of gender oriented projects. In this view, the dissemination of information regarding the activities in progress, both theoretical and practical, is a fundamental tool to share the results and above all to start an effective process of elimination of inequalities.
Chiara Biasin - Formazione al femminile nell'editoria italiana 2002
Parole chiave: Formazione professionale – Editoria femminile – Valutazione
Abstract: La formazione destinata a donne e/o scritta da donne viene censita all'interno del panorama editoriale del 2002, con lo scopo di individuare l'incidenza tematica e di circoscrivere lo spazio assegnato alla formazione di genere. Benché una elevata percentuale del pubblicato consenta una diretta identificazione di genere, l'analisi semantica dimostra che solo un terzo dei testi editi nel 2002 è opera di autrici; ulteriormente, la marginalità editoriale della formazione rivolta a donne rivela l'evidente scarto tra l'attenzione per le questioni occupazionali, formative ed imprenditoriali che riguardano le donne e la riflessione scientifico-epistemologica sulla formazione al femminile.
Women training in the Italian publishing scenario (2002) - In the 2002 publishing scenario, training oriented to women and/or written by women is listed to outline the importance and to define the place assigned to training. Although a high percentage of publications are linked to this gender, semantic analysis shows that women have written only one out of three of the publications issued in 2002. Moreover, the lack of publications on this topic shows the difference between job and professional interest and the issues regarding women and the scientific reflection on women training.
Antonella Schena - "Dalla parte delle bambine e delle adolescenti": identità di genere e documentazione sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza
Parole chiave: Condizioni – Bambine – Adolescenti femmine – Infanzia – Adolescenza – Italia – Centro nazionale di documentazione ed analisi per l'infanzia e l'adolescenza – Documentazione – Identità di genere – Indicizzazione – Thesauri
Abstract: La condizione delle bambine in Italia è oggi molto cambiata rispetto a qualche anno fa. Esse hanno acquisito una maggiore consapevolezza e sicurezza di se stesse, superando lo stato di inferiorità in cui si trovavano rispetto al genere maschile. Non si può dire tuttavia che questo processo sia giunto a conclusione, né che i diritti siano acquisiti una volta per tutte. La ricerca delle donne in questi ultimi anni si è orientata verso diversi ambiti disciplinari e più specificamente verso la pedagogia. L'assunzione della problematica di genere comporta un’innovazione profonda ed in modo particolare all’interno delle pratiche pedagogiche e delle politiche formative. Il Centro nazionale di documentazione ed analisi per l'infanzia e l'adolescenza si è occupato di analizzare e documentare la condizione dei bambini e degli adolescenti in Italia, con la finalità di supportare le politiche del Governo a loro favore. Vengono analizzati più in dettaglio l'attività di indicizzazione del Centro e gli strumenti messi in atto per rappresentare l'identità di genere.
"On girls and teenagers side": gender identity and documentation on children and teenagers condition - In recent years the situation of girls in Italy has undergone many changes. Today girls have acquired a greater awareness of themselves and have grown in self confidence, overcoming that state of inferiority in which they found themselves compared to their male counterparts. It cannot be said however that this process has been completed, nor that their rights have been finally acquired once and for all. Research work by women in the last few years has been addressed towards several different disciplines especially education. Examination of the female issue has brought great innovation, particularly within educational practices and training policies. The National Childhood and Adolescence Documentation and Analysis Centre has taken on the task of analyzing and compiling documentation concerning the condition of the children and adolescents in Italy, with the aim of giving support to those government policies which could benefit these categories. The Centre's indexing work and the tools available for the representation of gender identity are analyzed.
Dai professionalismi esperienziali alla certificazione istituzionale: 20 anni di formazione in Italia Gli archivi e i siti delle donne in rete
Caterina Liotti - Il Centro documentazione donna di Modena. Gli archivi delle donne tra conservazione e diffusione
Parole chiave: Centro di documentazione per le donne - Femminismo
Abstract: Ammessa la poca visibilità delle donne nella storia, negli anni meno recenti imputabile non tanto alla mancanza di documentazione quanto piuttosto al tipo di domande che vengono rivolte alle fonti stesse, si riscontra la nuova considerazione loro attribuita nei nostri giorni. Premesso che in Italia pochi sono gli archivi, nel senso proprio del termine, prodotti dai movimenti delle donne, per la seconda metà del Novecento vengono individuate 5 tipologie ricorrenti di soggetti produttori di raccolte documentarie al femminile. Tra le caratteristiche di queste raccolte: grande interconnessione delle fonti, supporti molto vari, cui si aggiunge l'importanza attribuita al linguaggio, ecc. Vengono descritti brevemente e seguiti nel tempo (dal 1944) gli archivi dell'UDI (40 nel 2002), conformi alla struttura verticistica dell'Unione, e messa in evidenza la constatazione del 1983 relativa all'importanza dell'archivio in vista del futuro. Da ultimo si considera più a lungo la storia, l'attività di ricerca e di servizio del Centro documentazione donna di Modena sorto nel 1996, associazione culturale nata per creare un luogo per la conservazione e la fruizione delle fonti per la storia delle donne in età contemporanea a livello locale e regionale. Può giovarsi del ricco patrimonio archivistico (il cui "cuore" sono gli archivi locali dellUDI) e librario ivi conservato.
City of Modena Women Documentation Centre. Women archives for the conservation and the info diffusion - The lack of women visibility in the past has not been caused by a lack of documentation but rather to the approaches used to get information. In our days a new consideration has been turned to women. In Italy there are few archives realized and managed by women movements. In the second half of the 1900s five producers of documentary collections about women are described. Among the characteristics of these collections there are: great interconnection of the sources, different supports, and the great importance attributed to the language, etc. The archives of UDI, Unione Donne Italiane are shortly described since 1944 to 2002 (40 archives). Finally, the origins and activities of the City of Modena Women Documentation Centre are described. The centre was created in 1996 as a cultural association with the goals of creating a place for the conservation and the use of information sources on local women activities in our age. The Centre is supported by important archives (the local archives of UDI are the most important) and libraries collections.
Laura Ducci - Web and women sites: come le donne costruiscono la rete
Parole chiave: Documentazione - Siti web - Selezione e valutazione - Storia al femminile
Abstract: In Internet la comunità femminile è una soggettività forte e sempre più definita. I Web Women Sites, ossia i siti costruiti e vissuti dalle donne, sono protagonisti nel mondo dell'informazione e della comunicazione virtuale e, nella loro eterogeneità, manifestano una volontà comune nel migliorare le proprie funzionalità tecniche e i propri strumenti di marketing, attraverso un utilizzo consapevole di tutti i mezzi che Internet offre. Una volontà che presto potrà e dovrà farsi realtà, specialmente nel campo della multimedialità e formazione a distanza. La ricerca è stata condotta attraverso interviste via e-mail a quattro donne che in rete lavorano quotidianamente da anni e attraverso l'analisi sistematica di dodici siti e portali presenti oggi sul web in Italia.  Un primo risultato dello studio qui presente è stata l'identificazione di tre rappresentazioni del mondo femminile della rete: Internet come nuova modalità di lavorare, come nuovo strumento tecnologico, come nuovo mezzo di comunicazione. Il passo successivo è stato il tracciamento di alcune caratteristiche - tecniche, contenutistiche e comunicative – tra i siti recensiti, che definiscono oggi lo scenario femminile del web e lasciano intravedere le sue possibili prospettive di sviluppo.
Web and women sites: how women are building the net - Internet feminine community is a strong and more and more definite subject. Web Women Sites, sites which are built or lived by women, are protagonists in the virtual information and communication, and they have a common will to improve own technical functions and own marketing instruments, through a conscious use of all the internet media. A will that is going to become soon reality, especially in multimedia and e-learning fields. The research has been conducted through interviews via e-mail to 4 women who have been working on the web since years, and through a systematic analysis of 12 web sites or portal which today are present on the net in Italy. A first result of this study has been the identification of 3 representations of feminine world on the Net: Internet as a new way of working, as a new technological instrument, as a new communication media. Next step has been to draw some characteristics - about technique, content and communication - across reviewed sites, which today define web feminine scene and let foresee their possible perspectives of growing.
Le rubriche dello speciale monografico
Schegge a cura di Domenico Bogliolo Opinioni In-formazione - Competenze e professioni emergenti
Roberto Turchetti - Dal virus dos al virus "donna" full texthtml logo
Vita dell'Associazione a cura di Domenico Bogliolo full texthtml logo

Recensioni a cura di Anna Baldazzi

Segnalazioni bibliografiche a cura di Anna Baldazzi full texthtml logo

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Mail to Webmaster; Aggiornamento 2003-04-17