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l'informazione
in rete sul mondo della documentazione avanzata
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| anno 6. n. 1 - gennaio 2007 |
Nel contempo nell'area della NISO (National information standards organisation) statunitense, <http://www.niso.org>, sono in corso alcuni progetti di norme ad uno stadio più o meno avanzato di approvazione. A quanto ricordato da «Documentaliste», ottobre 2006, p. 195, è prevedibile possano essere in seguito trasformate in norme ISO.
Il periodico ne identifica 8, tra cui la produzione di una guida di norme fondata sulle migliori pratiche di sviluppo dei servizi web, in particolare nel settore delle biblioteche e dei centri di documentazione; la revisione del documento Z39.87 Technical metadata for digital still images assieme alla creazione di una lista completa di metadati tecnici necessari alla gestione durevole e interoperativa di collezioni di immagini digitali; l'identificazione del ciclo di vita degli articoli di periodici, di cui possono esistere in linea varie versioni (dal preprint al postprint alle varianti), stabilendo una terminologia normalizzata per descrivere questo ciclo; ecc.
[MPC]
A fine ottobre è stata dunque inaugurata nella sede del Goethe Institut di via Savoia la "Casa d'Europa", che essenzialmente è «la nuova Biblioteca europea» (cfr. <http://www.bibliotecaeuropea.it>), in cui «sono confluiti i libri, cd e altri materiali provenienti dalle biblioteche di undici istituzioni straniere presenti a Roma»: dalle ambasciate alle accademie ed istituti culturali appartenenti a paesi UE, oltre alla Svizzera.
La Casa d'Europa ospiterà anche mostre, conferenze ed altri eventi. Nata per iniziativa del Comune in collaborazione con le istituzioni citate e con il sostegno della C.E. «sarà gestita dalle Biblioteche di Roma secondo il modello delle biblioteche pubbliche».
Roma dall'alto, la mostra fotografica alla Casa dell'Architettura, grazie alla fotografia aerea intende innanzitutto mostrarci quanto l'urbanistica della città sia cambiata nel suo insieme ed anche nelle vicende occorse intorno a singoli monumenti (Vittoriano, Colosseo, Borgo/via della Conciliazione, ecc.). Sono 320 immagini di grandi dimensioni, suddivise in 9 sezioni e selezionate fra migliaia di foto.
La conoscenza dell'evolversi della città dal 1870 è lo scopo primario della mostra; a noi piace insistere sulla novità dello strumento - eminentemente visivo - utilizzato: la fotografia aerea. Strumento d'informazione che, per Roma, è nato meno di un secolo fa, poiché «la fotografia aerea romana è nata quando l'11 febbraio 1919 il tenente dell'Aeronautica militare Umberto Nistri eseguì la prima ripresa aerea zenitale della Città».
D'altronde, anche il curatore della mostra, Carlo Travaglini, ne proclama la «forte valenza scientifica, sottolineando l'importanza della fotoanalisi» a scopi conoscitivi.
Ancora la fotografia come mezzo per documentare questa volta un contenuto davvero unico (gli slogan del femminismo) nella particolare mostra Io sono mia. Ha luogo nella prima Casa della Donna, da cui le femministe sono partite da tempo, ex Pretura di via Governo Vecchio, ora restaurata e destinata ad ospitare una pinacoteca.
A suo tempo la Casa accolse «il variegato mondo politico del femminismo romano e non solo. Qui sono nati il primo settimanale politico, i primi gruppi di self-help sulla salute, la prima radio, i mille collettivi...».
«"Io sono mia" fu una delle prime scritte che comparvero sui muri del Governo Vecchio... subito seguita da centinaia di scritte e disegni che si inseguivano per le stanze e i corridoi umidi e bui.»
Quando il palazzo diventò pericolante e le femministe dovettero lasciarlo, tre fotografe «decisero di porre in salvo le scritte e i disegni nell'unico modo possibile, fotografandoli rigorosamente in bianco e nero». E di nuovo in tempi più recenti, al momento del restauro del palazzo, prima di cancellare le scritte dai muri, su incarico del Ministero per i beni culturali esse furono rifotografate.
I pensieri politici, di rivolta, oppure del tutto personali delle femministe di anni addietro (che, ripetiamo, la fotografia ha suggellato a due riprese) vengono ora riproposti nella mostra.
Per noi, professionisti I&D in particolare, la sua unicità sta non solo nell'argomento "speciale" trattato, ma nell'"accavallarsi" di ben due strumenti di comunicazione: la fotografia e la scritta murale riproposta.
[MPC]
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