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l'informazione
in rete sul mondo della documentazione avanzata
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| anno 6. n. 2/3 - febbraio/marzo 2007 |
In questo
numero:
AIDAlampi
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Ricordo di Luigi Crocetti
Pochi giorni fa ci ha lasciato Luigi Crocetti. Il mondo delle biblioteche e dell'informazione perde così un personaggio caratterizzato non solo da indiscussa autorevolezza culturale ma anche da una grande capacità di osservare ed interpretare il cambiamento.
Chi, come me ha avuto la fortuna di conoscerlo, ormai quasi venticinque anni fa, scoprì una persona la cui curiosità intellettuale lo portava, naturaliter, ad affrontare gli argomenti più nuovi (si cominciava a parlare allora, in Italia, di aspetti gestionali e di dimensioni manageriali delle biblioteche e dei servizi d'informazione).
Questa propensione si accompagnava ad un'attitudine aperta all'incontro ed al colloquio con i colleghi più giovani i quali sapevano di poter interagire con lui in con assoluta tranquillità, sia per chiedergli consigli sia per suggerirgli nuovi approcci.
Crocetti ha dimostrato sempre queste doti: nel lavoro di tutti i giorni, condotto ad altissimo livello; nella rappresentanza professionale, con una guida pluriennale dell'AIB che ha modernizzato l'associazione, l'ha fatta crescere e l'ha preparata alle nuove sfide; nella capacità politica, nel senso più alto del termine, che ha avuto e che li ha consentito di enfatizzare, nel panorama culturale italiano, la funzione delle biblioteche e dei bibliotecari.
Un grande bibliotecario, un forte organizzatore di cultura, un raffinato intellettuale: Luigi Crocetti è stato tutte queste cose assieme, mai disgiunte da un sostanziale understatement che ha costituito, per chi scrive, la cifra stilistica dell'uomo.
Il suo ricordo non si perderà: ciao Luigi, che la terra ti sia leggera.
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Certidoc Italia è una realtà
Alle 12,30 di mercoledì 7 marzo 2007 è stata rogata a Milano, sotto il segno dell'Acquario, la costituzione di Certidoc Italia come associazione senza scopo di lucro. Soci fondatori sono le associazioni AIDA, AIDB, GIDIF RBM, IAML Italia, i cui presidenti costituiscono il primo Consiglio Direttivo.
Presidente di Certidoc Italia è stato nominato Ferruccio Diozzi, attuale presidente di AIDA. La sede è in Roma in via dei Tizii 6-B. La prima riunione del Consiglio è stata convocata a Capua per il 9 marzo 2007. In questa occasione sono stati costituiti gli altri organi di governo di "Certidoc Italia": segretario, tesoriere, revisori dei conti e comitato di certificazione, e si è predisposto per la pubblicazione dei regolamenti di certificazione e dei moduli per presentare richieste di certificazione. Il CD ha indicato la fine di aprile come scadenza entro la quale siano approntati tutti i documenti regolamentari richiesti dal Consorzio europeo CERTIDoc.
Certidoc Italia ritiene che per fine primavera o inizio estate del 2007 potranno essere avviate le prime certificazioni delle competenze acquisite dai professionisti dell'informazione e della documentazione, secondo il modello europeo CERTIDoc.
In attesa del sito ufficiale, le notizie relative alla certificazione italiana sono pubblicare nel blog <http://www.certidocitalia.splinder.com>.
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AIDA: replica Online meeting e Assemblea dei soci
Alla pagina <http://www.aidaweb.it/2007/iolim.html> è pubblicato il programma del seminario del 30 marzo 2007 (Roma, Centro Congressi Frentani), edizione italiana dell'International Italian Forum, London - Online Information Meeting 2006: Da XML all'elaborazione di conoscenza: approcci professionali e uso sociale della rete.
Programma:
- 14.30 Federico Meschini, De Monfort University - "Dieci anni di XML: dall'infanzia all'adolescenza"
- 15.00 Bonaria Biancu, Università Milano Bicocca - "Sticking between: il mashup nelle biblioteche"
- 15.30 Luca Rosati, Lucarosati.it - "Integrare classificazione top-down (poligerarchica) e classificazione bottom-up (folksonomy). Analisi di casi"
- 16.00 Franco Bazzigotti, 3D Informatica - "Perché un post-relazionale"
- 16.30 Discussione
Coordina Lucia Maffei, AIDA, Università degli Studi di Siena.
Si ricorda ai soci che la mattina del medesimo giorno nel medesimo luogo avrà luogo l'assemblea ordinaria dei soci (vedi <http://www.aidaweb.it/2007/associ.html>), che prevede anche il rinnovo del Consiglio Direttivo e del Collegio dei Revisori dei Conti per il triennio 2007-2009, i cui curricula e programmi sono pubblicati a <http://www.aidaweb.it/2007/candidati.html>
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«AIDAinformazioni» 2-3/2006
È online su <http://www.aidainformazioni.it> il fascicolo 2-3/2006 (luglio-dicembre), anno 24. La versione cartacea è in corso di stampa. Il Sommario di questo numero presenta
- Gli articoli:
- Catrin Zulian, Valerie Matarese - E-journal databases: banche dati della produzione giornalistica italiana.
- Fulvio Mazzocchi, Claudio Gnoli - Il Vaisesika e le categorie di Ranganathan.
- Antonio Mazzei - Brevi riflessioni sulla gestione delle carte di polizia nel Ministero dell'Interno.
- Maria Pia Carosella - Pensieri I&D in libertà.
- Il dossier, a cura di Lucia Maffei:
L'amministrazione digitale: aspetti di trattamento dell'informazione nelle università e nei centri di ricerca. Atti del Seminario AIDA. Roma, Centro Congressi Frentani, 15 maggio 2006. Edizione italiana dell'International Italian Forum, Londra, Ondine Information Meeting 2005 [file PDF di 384,5 Kb]
- Lucia Maffei - L'amministrazione digitale: il caso Università ed Enti di ricerca.
- Linda Giuva - Sistemi documentari ed e-government.
- Enrica Massella Ducci Teri - Il Codice dell'amministrazione digitale: come evolve la normativa.
- Gianni Penzo Doria - L'informaticrazia e il Codice dell'amministrazione digitale.
- Michele Toschi - Il progetto Titulus97 per la gestione documentale: l'esperienza dell'Università di Bologna.
- La Rubrica: Organizzazione della conoscenza
- Claudio Gnoli - L'alfabeto e la sindrome di Sariette
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Petizione per la modifica della legge sul diritto d'autore
L'associazione Altroconsumo ha lanciato una petizione per la modifica della legge sul diritto d'autore, in particolare negli aspetti che riguardano il peer-to-peer, le tecnologie di Digital Rights Management (DRM).
Per leggere e firmare la petizione: <http://www.altroconsumo.it/asp/SmartInquiry/SmartInquiry.aspx?src=140123>.
La petizione ha raggiunto già migliaia di sottoscrizioni, e mentre gli organizzatori hanno ricevuto una lettera dal presidente della commissione Cultura della Camera, Pietro Folena, che dice di interessarsi al problema:
"Spettabile Associazione Altroconsumo,
ho ricevuto con piacere il testo della vostra petizione, la cui ispirazione è da me condivisa. Ritengo, infatti, che le recenti estensioni degli strumenti di protezione delle opere (diritto d'autore-copyright e brevetti) abbiano introdotto uno squilibrio a sfavore dei fruitori.
E' giusto e sacrosanto tutelare il diritto d'autore sia sul piano morale che su quello economico. Tuttavia questa tutela va intesa nella logica di un contratto in cui la società riconosce all'autore e all'editore certi diritti esclusivi per un tempo limitato in cambio però di corrispondenti diritti per i fruitori delle opere. Oggi questa logica, che era alla base del copyright alle sue origini, è stata in larga parte demolita.
Penso, quindi, che vada ripristinata e vedo anche dei segnali da parte di alcune grandi major che stanno abbandonando il DRM.
Nel merito delle vostre proposte, concordo pienamente con la depenalizzazione della condivisione dei contenuti. Sul DRM, credo che occorra prevedere l'obbligo di diffondere comunque anche copie non protette, a prezzi eventualmente differenziati, anche al fine di avere la garanzia che i contenuti non rimangano perennemente legati all'autore e all'editore, poiché questo contraddice la durata limitata del diritto d'autore. Infine, sull'equo compenso, credo che quest'ultimo vada rivisto nella sua entità anche in considerazione del fatto che ha causato la chiusura di alcune aziende e il fiorire di un vasto mercato parallelo dei supporti.
Su questi argomenti ho intenzione di aprire una discussione politica e culturale con tutti i soggetti interessati al fine di definire un percorso legislativo. Per questo vi chiedo di incontrarci a breve.
Cordialità
Pietro Folena"
[ADR]
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Intervista al vice di Nicolais
«Interlex» pubblica una interessante intervista al sottosegretario per le riforme e le innovazioni, Beatrice Magnolfi: <http://www.interlex.it/pa/magnolfi_int.htm>.
[IB]
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Nasce PLIO Progetto linguistico Italiano OpenOffice.org
Mercoledì 2 febbraio 2007 il PLIO <http://it.openoffice.org/> (Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org) ha annunciato nella sua conferenza stampa, tenutasi a Milano la nascita dell'Associazione PLIO <http://www.plio.it/> associazione di volontariato senza fini di lucro, che intende promuovere in Italia la diffusione di OpenOffice.
[GM]
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Premio di laurea - Ricerca documentale e brevettuale
AREA Science Park di Trieste, in collaborazione con AIDB, <http://www.aidb.it> ed EPO, <http://www.european-patent-office.org>, bandisce anche quest'anno un premio di 4000 euro per tesi di laurea/dottorato sulla ricerca documentale e brevettuale, intitolato a Bernardo Nobile, con scadenza il 5 aprile 2007, per tesi prodotte negli ultimi due anni.
<http://www.area.trieste.it/opencms/opencms/area/it/attivita/formazione/post_laurea/Premio_Bernardo_Nobile.html>.
[IB]
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Effetto serra e accesso aperto a ricerche finanziate con denaro pubblico
È in corso in Europa un'iniziativa per garantire l'accesso da parte della comunità scientifica ai risultati delle ricerche finanziate con denaro pubblico, iniziativa che prosegue e sviluppa i principi della Dichiarazione di Berlino sull'accesso aperto alla letteratura scientifica.
Si tratta di firmare (solo online) una petizione rivolta alla Commissione Europea affinché faccia proprie le raccomandazioni in tal senso espresse in uno studio commissionato dalla Commissione stessa ed effettuato dalle università di Lione e di Bruxelles (Study on the Economic and Technical Evolution of the Scientific Publication Markets of Europe <http://ec.europa.eu/research/science-society/pdf/scientific-publication-study_en.pdf>.
Al momento, 12.770 ricercatori, scienziati, docenti universitari hanno già firmato a titolo individuale la petizione; 592 sono invece le firme inviate da rettori, direttori di enti di ricerca, direttori di riviste scientifiche. Per la CRUI ha firmato il rettore Vincenzo Milanesi.
L'opportunità di questa adesione è inoltre rafforzata dal fatto che, al momento, l'editoria scientifica commerciale, di fronte a questi nuovi modelli di comunicazione scientifica sta "affilando le armi" per ostacolare un processo di sviluppo tecnologico che inevitabilmente apre nuove strade per l'impatto e la disseminazione dei risultati delle ricerche.
La petizione è firmabile online collegandosi al sito http://www.ec-petition.eu, cliccando sul bottone "Sign this petition" in calce e compilando il breve modulo che appare, avendo l'accortezza di selezionare la voce "I am signing on behalf of my organisation" se si firma per il proprio ente oppure "I am signing as an individual" se si firma a titolo personale.
Ricavo da un messaggio a INFER da parte di Tommaso Giordano:
È apparsa sul sito di Knowledge Speak la notizia che l'Unione sta preparando delle linee guida per l'accesso aperto alle pubblicazioni di ricerche finanziate da fondi europei.
Le linee guida seguono una relazione della Commissione dell'anno scorso, che propone un periodo massimo di sei mesi per la pubblicazione in accesso aperto di articoli apparsi sulle riviste scientifiche commerciali.
Fonte: <http://www.knowledgespeak.com/newsArchieveview.asp?intMonth=1&intYear=2007>.
Ricavo da un messaggio a INFER da parte di Paola Gargiulo:
La battaglia per l'accesso aperto non conosce soste, e gli editori si "appoggiano" sull'effetto serra.
Proprio qualche giorno fa è apparso su «Nature» che alcuni editori scientifici hanno firmato un contratto con un vero mastino della disinformazione (nel testo viene definito "pit bull"), Eric Denzenhall, un esperto di comunicazione al quale affidare una campagna contro l'accesso aperto, in particolare contro le iniziative a sostegno dell'accesso aperto dei risultati di ricerche finanziate con fondi pubblici.
A luglio scorso, durante la riunione annuale dell'Association of American Publisher, questo signore ha intervistato lo staff di diversi editori e, assodato che gli editori starebbero troppo sulla difensiva, ha successivamente suggerito loro di focalizzarsi su messaggi semplici del tipo "Public access equals government censorship" e varie cose del genere. Il ragionamento è chiaro: finanziare la ricerca pubblica equivale a censurare quella privata... E chi non è contro la censura?
Eric Denzenhall pare abbia anche proposto agli editori di avere il supporto di altre istituzioni contro l'accesso aperto e abbia suggerito di trovare come possibile alleato un think tank conservatore statunitense, "Competitive Enterprise" per il quale Denzell ha lavorato qualche anno fa per un campagna contro la percezione del significato del cambiamento climatico e delle sue possibili conseguenze. La campagna, orchestrata da Denzenhall e finanzata da petrolieri, consisteva nel far circolare maggiormente le posizioni degli scienziati scettici sull'effettivo surriscaldamento della terra... Anche qui un problema di censura del regime?
Fonti: <http://www.nature.com/nature/journal/v445/n7126/full/445347a.html>, <http://listserver.sigmaxi.org/sc/wa.exe?A1=ind07&L=american-scientist-open-access-forum&F=l>
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NISO-SERU per semplificarsi la vita
Biblioteche ed editori americani sono alla ricerca di un meccanismo per semplificare alle une e agli altri la vita nella definizione delle licenze e delle multi-clausole oggi necessarie per l'acquisto di licenze elettroniche. Così, la National Information Standards Organization ha attivato il gruppo di lavoro "Shared E-Resource Understanding" (SERU) <http://www.niso.org/committees/SERU> con il còmpito di produrre una dichiarazione basata sul principio della best practice finalizzata alla creazione di un meccanismo che possa permettere l'acquisizione delle risorse elettroniche eliminando le licenze e le relative clausole. Probabilmente si tratta, nota Maria Cassella sulla lista di Infer, della derivazione da una felice intuizione di Judy Luther che nel luglio 2006 pubblicava un articolo su «The Charleston advisor» su ciò che ella definisce la "Best Practice Option" <http://www.charlestonco.com/features.cfm?id=208&type=ed>, naturale evoluzione delle licenze d'uso.
Il documento elaborato da SERU non sarà una licenza, ma contemplerà una serie di aspetti presenti nelle licenze che generalmente vengono sottoscritte con gli editori. Durante la contrattazione per l'acquisto di nuove risorse, gli editori e i bibliotecari potranno fare riferimento agli aspetti normativi espressi nel documento e quindi scegliere di affidarsi a principi presenti nei contratti esistenti e nel rispetto del copyright, evitando di negoziare e firmare una licenza ex novo.
Nei paesi di common law, osserva Paola Gargiulo sulla medesima lista, tutto è più semplice! La situazione è tale per cui già oggi alcuni editori (per esempio OECD) stanno vendendo risorse elettroniche senza far firmare contratti, basandosi sulla legislazione esistente e sulla fiducia nelle regole condivise dalla comunità. Al medesimo tempo, le biblioteche sono sopraffatte dal numero sempre crescente dei contratti per i quali negoziano clausole e continuano ad "educare" i nuovi editori che lanciano prodotti sul mercato e spesso il protrarsi della negoziazione delle clausole ritarda l'accesso alle risorse stesse.
Il gruppo CARE-CRUI, che sta tracciando le linee guida per i contratti consortili italiani, potrà prendere esempio. Esemplare è anche l'attenzione dedicata dai promotori dell'iniziativa, tra i quali spiccano Judy Luther e Karla Hahn, alla comunicazione e promozione del nuovo gruppo di lavoro. NISO-SERU, infatti, può contare su una pagina web dedicata sul sito della NISO e su una nuova lista di discussione alla quale potranno iscriversi tutti coloro che sono interessati a seguire gli sviluppi dell'iniziativa.
Fonte: [Infer_comunicati] <infer_comunicati@cilea.it>
[IB+MC]
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DRM in crisi?
Sul numero del 2 marzo 2007 della newsletter «Zeusnews» leggiamo l'articolo a firma di Dodi Casella riguardante la proposta fatta dalla Warner Music France di vendere brani non protetti da diritti.
Più esattamente si tratta di 19 brani musicali acquistabili e scaricabili direttamente dal sito della musicista Emilie Simon ad un prezzo eccezionale veramente: 50 centesimi.
<http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=5462>.
[GM]
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Anche Cuba si adegua all'Open Source
Secondo Associated Press, Cuba ha deciso di rompere con il presente ed eliminare la dipendenza dal software commerciale.
«Non c'è bisogno di essere socialisti o comunisti per apprezzare l'Open Source, che del resto è stato ideato e realizzato dal mondo capitalista indipendentemente dalla visione politica delle persone». Questa è la posizione del Governo cubano, che precisa come l'adozione di software non proprietario attenga sia questioni di risparmio che di sicurezza.
Il cammino tuttavia sarà ancora lungo, anche se già oggi le Dogane stanno usando Linux e tre ministeri sono a buon punto nello studio della transizione. D'altro canto, l'Università di Cuba ha un pool di un migliaio di studenti che sviluppano software libero e usano una versione personalizzata chiamata Nova e basata sulla distribuzione Gentoo Linux.
Hector Rodriguez, responsabile del progetto, ammonisce sulla difficoltà della trasformazione che tuttavia ritiene «un problema di sovranità tecnologica e non solo ideologica» poiché gran parte dei cubani oggi usa ancora software prodotto da Microsoft e da altre software house, mentre l'uso di Linux tra i privati si restringe forse a 3000 individui contro i 600 di due anni fa.
FONTE: Zeus News
[AM]
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La biblioteca della Princeton University partecipa al progetto Google books
La collaborazione tra la biblioteca dell'Università di Princeton e Google metterà a disposizione degli utenti del progetto Google Books (quello che in italiano si chiama "Ricerca libri", <http://books.google.it/>) circa un milione di volumi.
Il progetto, che si concluderà nel 2012, riguarderà opere che ricadono nell'ambito del pubblico dominio, per le quali è trascorso il termine per l'utilizzo economico dei diritti d'autore. I titoli verranno messi on line e resi ricercabili interamente.
Essendo opere di pubblico dominio, il full text sarà reso liberamente disponibile per chiunque.
Princeton è la 12ma istituzione che decide di partecipare al Google Books Library Project. Le opere disponibili in Google Book Search includono infatti parte delle collezioni di Harvard, Oxford, Stanford, dell'Università di California, dell'University del Michigan, del Texas-Austin, della Virginia, di Wisconsin-Madison, della New York Public Library, dell'Università Complutense di Madrid e della Biblioteca Nazionale della Catalogna.
[AM]
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Il merito di Adler
Prima di Internet il segno dei tempi elettronici è stato dato, nel 1956, da un altro attrezzo, del quale non si può più oggi fare a meno, e che ha indotto iperbolici sviluppi dell'elettronica, nonostante non funzionasse a corrente e producesse ultrasuoni mediante la percussione di barrette di alluminio. Tra gli effetti di questa invenzione, l'aumento di peso degli americani prima, e del resto dell'umanità, poi. Inoltre, ha cambiato l'architettura dell'informazione, prima di tutto di quella commerciale, imponendo messaggi brevi e altamente ricchi di contenuto. Infine, ha contribuito allo sviluppo dell'industria mobiliera, con un discreto aumento della vendita di divani e di poltrone.
Ne parliamo perché giovedì 15 febbraio è morto il suo inventore che evidentemente, nonostante abbia brevettato nel corso della sua vita oltre 180 invenzioni e ricevuto anche un premio Emmy, non ne ha conseguito ricchezza, visto che è trapassato in una comune casa di riposo a Boise, nell'Idaho. Si chiamava Robert Adler, nato a Vienna 93 anni fa e ingegnere della Zenith, all'epoca una delle maggiori produttrici di apparecchi radio e di televisori (una sua famosa radio transoceanica è co-protagonista di La donna di paglia = Woman of Straw, un giallo del 1964 con Sean Connery, Gina Lollobrigida e Ralph Richardson).
L'invenzione in oggetto gli fu espressamente chiesta dal fondatore e presidente della Zenith, che odiava la pubblicità televisiva al punto da teorizzare che gli spot fossero solo una moda passeggera e che non avessero un futuro. Chiese perciò ad Adler, dopo tentativi infruttuosi, di contribuire alla loro scomparsa, inventando un aggeggio che consentisse al teleutente di cambiare canale, abbassare il suono e, semmai, spegnere il televisore senza alzarsi dalla poltrona. E fu così inventato il telecomando, battezzato "Space Command"...
Invenzione non facile, tra l'altro, perché prima di Adler ci avevano già provato invano in diversi: "Lazy Bones" era collegato alla TV con un cavo ma era fonte di inciampi, "Flashmatic" era basato su cellule fotoelettriche ma bastava un raggio di sole o una lampadina per far cambiare canale al televisore... Eugene Polley, collaboratore di Adler e inventore di Flashmatic, ha così commentato la morte dell'amico: «Fece parte di un progetto che rivoluzionò il mondo».
Ma non ha eliminato gli spot...
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Stampare il Times? All'editore non interessa
«Will we print the NY Times in five years? I don't care» ha affermato, rispondendo alla domanda di un intervistatore del quotidiano israeliano Haaretz, Arthur Sulzberger, presidente del gruppo editoriale del New York Times, di fronte alla possibilità che il suo giornale debba sospendere l'edizione cartacea e vivere solo in quella elettronica.
Il problema è, sostanzialmente, economico: «I costi [della diffusione online - ndr] non sono assolutamente paragonabili a quelli dell'edizione stampata - continua Sulzberger - l'ultimo grande investimento che abbiamo fatto sulla stampa non ci è costata meno di un miliardo. L'ampliamento e il potenziamento dei siti non arriva a queste cifre». Infatti, il NYT registra bilanci in rosso stabilmente da quattro anni (-570 milioni nel 2006), ma la cosa fondamentale, ha spiegato, è concentrarsi su quale sia il modo migliore per governare la transizione dalla carta stampata a Internet: già ora, le redazioni dell'edizione a stampa e di quella elettronica sono state unificate.
Semmai, ha spiegato ancora Sulzberger, si tratta di fare i conti con «le resistenze professionali, con la sfida della raccolta pubblicitaria e le conseguenti pressioni degli inserzionisti, con la concorrenza dell'informazione capillare, incontrollabile, globale e gratuita dei blog, dell'adeguamento alle sempre nuove piattaforme tecnologiche su cui vengono veicolate le notizie». In una parola: cambiare il supporto dell'informazione.
Fonti. In inglese: <http://www.haaretz.com>; in italiano: <http://www.panorama.it/mondo/americhe/articolo/ix1-A020001040008>
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UGC è l'interattività quotidiana
"Your News" è un nuovo programma della BBC per la trasmissione settimanale di informazioni realizzate con i contributi inviati dai telespettatori. Cose simili hanno realizzato, nei loro ambiti, Yahoo, Reuters e CNN, che da tempo dà spazio con "iReport" a veri e propri servizi giornalistici prodotti dai "lettori". La cosa sta tanto prendendo piede che già si pensa a come remunerare questi contributi volontari, una volta filtrati e approvati dalle rispettive redazioni, e "Current TV" di Al Gore paga un massimo di ben 1.000 dollari a chi si conquista uno spazio con contenuti auto-prodotti.
UGC è acronimo di "user generated content" e include video digitali, blog, podcasting, foto da telefonino oltre a testi scritti come, per esempio, il Wiki. Contenitori non giornalistici affermati sono Flickr, Friends Reunited, FourDocs, YouTube, Second Life, Top Ten Media e, naturalmente, la stessa Wikipedia. Ai tempi delle bombe nella metropolitana londinese furono ben 5.000 le foto inviate dai cittadini alla BBC e ben 22.000 i messaggi email che commentavano le vignette anti-islamiche.
Il giornalismo fatto dai cittadini è, però, cosa vecchia. Precursore di IndyMedia fu, nel 1988, il giornalista Jay Rosen, preoccupato della piega non democratica che stavano prendendo le notizie ai tempi delle elezioni presidenziali che videro la vittoria di Ronald Reagan. In tempi più recenti, l'editorialista del "San José Mercury News" Dan Gillmor ha fondato il "Center for Citizen Media", organizzazione non-profit per la promozione della nuova corrente. Anche i Canadesi non stanno fermi: la Canadian Broadcasting Corporation ha organizzato dal 2001 un programma settimanale di attualità chiamato "5 sur 5" per la promozione del giornalismo scritto dai lettori assistiti, nella redazione, da giornalisti professionisti.
Fonte: <http://en.wikipedia.org/wiki/User_generated_content>
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Noi siamo migliori di me e un milione di pinguini
All'inizio ci sono state le alterne fortune dello "story telling", gruppi di raccontatori di casi propri inseriti in una comunità virtuale di prassi intesa al trasferimento interno di conoscenza ai fini di un determinato progetto. Ma ora, mediante la tecnologia Wiki, l'obiettivo si allarga non poco, investendo il solito pianeta elettronico, con un paio di iniziative, riportate anche dai giornali, che possono mutare l'orizzonte del viaggiatore... della scrittura.
- Pearson Publishing (cui appartiene Penguin Books) ha lanciato, in collaborazione con il Center for Collective Intelligence del MIT <http://cci.mit.edu>, il progetto "We are smarter than me" <http://www.wearesmarter.org> per la realizzazione di opere scritte in modo collaborativo da specialisti e da studenti che operano nel campo delle nuove tecnologie. Quanto il motto del progetto (Our basic research question is: how can people and computers be connected so that -collectively- they act more intelligently than any individuals, groups, or computers have ever done before?) sarà realizzabile, è stato discusso a Las Vegas il 12-14 marzo nell'evento di "Community 2.0 Conference" <http://www.community2-0con.com>.
- Penguin Books ha invece lanciato, in collaborazione con la De Monfort University di Leichester <http://dmu.ac.uk>, l'iniziativa di un romanzo scritto in modo collaborativo, "A million penguins" <http://www.amillionpenguins.com> che, in sole 24 ore dal lancio ufficiale, è già arrivato a ben 12 capitoli che, a una lettura superficiale, sembrano abbastanza coerenti e piacevoli. L'esperimento, dicono alla Penguin, serve a sondare nuove possibilità editoriali.
(Anche l'estensore di questa nota si è cimentato nella scrittura collaborativa e non è escluso che Toshiba la macchina del sogno venga caricata sulla sua homepage, mentre Louhi, una storia dell'anno uno già viene pubblicata a puntate in elettronico su Corvo Rosso).
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Mai più "Googlebombing"
Si sa che gli elenchi dei risultati di Google sono prodotti da algoritmi che classificano le pagine web soprattutto considerando il numero e la popolarità dei siti che le segnalano. Questa caratteristica consentiva di "giocare" con la popolarità di alcuni siti costruiti ad arte per far sì che, chiedendo per esempio al motore "miserable failure" uscisse ai primi posti la biografia di Geroge W. Bush sul sito della casa Bianca. Giochi simili erano stati fatti con obiettivo il nostro Silvio Berlusconi, o Vladimir Putin o Ignacio Lula da Silva e chissà chi altro, ma anche dirottando sul sito dell'Unicef la richiesta generica di "regali".
Il fenomeno era chiamato "Googlebombing", ma da ora non è più possibile. Google ha infatti annunciato di aver apportato alcune modifiche ai propri algoritmi per evitare esiti artificiosi come questi che, alla lunga, spiega un ingegnere del Gruppo, rischiavano di mettere in dubbio la credibilità del motore.
I risultati dovrebbero quindi essere "più puliti" ma a prezzo di un intervento correttivo degli automatismi che hanno fatto e fanno il successo (e, tutto sommato, la stessa neutralità) di Internet.
[IB]
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Microsoft ci prova con i fumetti
Contro la pirateria del software, la Genuine Software Iniziative di Microsoft ha lanciato una nuova forma di pubblicità progresso, affidando ai fumetti, ovviamente animati e online, una campagna per scoraggiare i suoi utenti a utilizzare programmi "craccati".
Arrivando su <http://www.microsoft.com/piracy/default.mspx>, si può aprire un filmato VMX che mostra i guai che incontra lo smanettone alle prese con del software contraffatto, che gli rovinerà le prestazioni del pc. Il programma è per ora limitato agli Stati Uniti, ma presto verrà diffuso nel resto del mondo. Il fumetto, comunque si pensi del sw non libero che viene "liberato" dai pirati, è di qualità stilisticamente pregevole.
Fonte: <http://www.komix.it>.
[IB]
--- Marchingegni
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Non stampare quella pagina!
Chi dice che l'ecologia non possa anche essere fonte di buoni guadagni? Preoccupandosi dall'enorme quantità di alberi distrutti per farne carta, nonché dell'inchiostro per stampanti che inquina di per sé, "GreenPrint" è in grado di eliminare, dalle pagine web destinate alla stampa, tutto ciò che è spesso inutile e che, di fatto, spreca fogli: annunci pubblicitari, indirizzi URL ridondanti, informazioni legali a pie' di pagina, eccetera, un po' come fanno le funzioni di elaborazioni di pre-stampa presenti su molti siti.
La differenza è che questo sw salva-carta sta sul pc (ed è personalizzabile nelle prestazioni) e non dipende dalla sensibilità dell'amministratore del sito. E così, la GreenPrint Technology offre a 35 $ ai privati (70 $ a licenza per le aziende, con sconto del 50% per ONLUS e istituzioni educative) con prova gratuita per 14 giorni, "GreenPrint" (che presuppone nel pc la presenza dell'alternativa Microsoft alla Java Virtual Machine, ".NET 1.1 Framework", scaricabile dal sito di MS).
"GreenPrint" è anche generatore di PDF e tiene conto delle pagine risparmiate e, quindi, del contributo che il navigatore-stampatore dà alla salvaguardia del pianeta. E i conti sono presto fatti: ogni pagina stampata costa in media 6 cents e, considerando che un impiegato medio stampa 6 pagine inutili al giorno, a fine anno avrà inquinato con ben 1.410 pagine inutili, più di 1/6 delle pagine ricavabili da un intero albero; e se qualunque delle Top500 aziende di «Fortune» applicasse il marchingegno, dice la GreenPrint Technology, potrebbe risparmiare ben 2 milioni di $ l'anno, salvando anche 4000 alberi.
In più, per ogni copia del prodotto acquistata entro il 31 marzo 2007, GreenPrint Technology s'impegna a piantare un albero e, se riesce a vendere per quella data 500.000 copie del prodotto, s'impegna a piantare il doppio degli alberi promessi, per un totale di un milione di alberi novelli.
Fonte: <http://www.printgreener.com>.
[IB]
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RoboBraille: dal testo alla voce in MP3
RoboBraille è un robot che converte i documenti di testo inviati tramite e-mail, e restituisce all'utente un file audio MP3 o un file in formato Braille oppure un file di testo contenente il risultato della conversione.
RoboBraille fa parte di un Progetto Europeo, già operante in Danimarca dal 2004, gratuito per gli utenti se utilizzato ad uso non commerciale. Partner italiano del progetto è l'Associazione Nazionale Subvedenti <http://www.subvedenti.it/Robobraille.asp>, che sta collaborando con altri cinque partner Europei per la diffusione in Italia del servizio dedicato ai ciechi e agli ipovedenti per l'accesso a tutto ciò che è scritto.
Fonte: CABI Newsletter <http://marciana.venezia.sbn.it/CABI>.
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Mi connetto in automobile
La BMW Serie 1 ha debuttato l'8 marzo al salone di Ginevra.
Fra le novità elettroniche, spicca nella plancia una porta Usb-2.0 e la connettività senza fili Bluetooth per collegare qualsiasi lettore Mp3. Si tratta di una strada già intrapresa da Fiat (che, insieme con Microsoft, ha realizzato il sistema Blue&Me) e da Ford (sempre con M$, per il servizio Can, car area network) che rivoluziona il concetto di connettività a bordo dei veicoli. La BMW tenta, in questo modo, la carta dell'integrazione con ogni tipo di lettore audio (non solo iPod, quindi) gestibile anche attraverso la grossa manopola iDrive. La strada di Internet passa anche attraverso la musica.
Fonte: <http://www.ilsole24ore.com>.
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--- Risorse
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On line i ''siti archeologici'' dei governi dal 1997 ad oggi
Il sito Internet del Governo si è arricchito, dal 31 gennaio scorso, di una nuova sezione - raggiungibile oltre che dall'home page anche attraverso l'indirizzo <http://www.sitiarcheologici.palazzochigi.it> - che colma un vuoto storico, documentale e istituzionale. Si tratta delle precedenti versioni dei siti della Presidenza e di alcuni Ministeri senza portafoglio che (da qui la definizione di "siti archeologici") erano andati via via "perduti" nel succedersi delle varie legislature dal 1997 ad oggi.
Nella navigazione all'interno dei vari siti possono esserci riferimenti e informazioni non più attuali così come collegamenti esterni non più attivi o che puntano a pagine diverse da quelle dell'epoca, ma si tratta comunque di un enorme archivio (circa 300mila pagine web) che va considerato nel relativo contesto storico con documentazioni che vengono correttamente messe on line senza modifiche per l'utilizzo degli utenti e degli studiosi.
Fonte: Palazzo Chigi Newsletter, anno VIII, n.4 6 febbraio 2007.
[LM]
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TuttoScienza e TuttoLibri on line con licenza CC
Come annunciato nello scorso settembre, «La Stampa» ha finalmente messo a disposizione, con licenza Creative Commons (Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5 Italia) l'intero archivio di TuttoScienza e TuttoLibri in versione elettronica.
L'archivio è disponibile a <http://bancadati.lastampa.it/LaStampaArchivio-free/main/History/query.jsp>.
L'inziativa era stata lanciata durante il convegno Web La rivincita di Prometeo: <http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/hightech/200609articoli/10979girata.asp>, sul quale è possibile anche leggere un intervento, non banale, di Anna Masera: <http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=2&ID_articolo=432&ID_sezione=3&sezione=>.
[AM]
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UK PubMed Central, mirror europeo del NIH
Ricavo da un messaggio a INFER da parte di Benedetta Alosi:
È apparsa sull'American Scientist Open Access Forum la notizia del lancio di UK PubMed Central <http://ukpmc.ac.uk>, il cui lancio si aspettava da tempo. Essa costituisce il mirror europeo di PubMed Central, archivio aperto dello US National Institute of Health (NIH), che offre accesso stabile e permanente agli articoli di ricerca peer-reviewed di ambito biomedico e di scienze della vita. È l'esito dello sforzo collaborativo di istituzioni come JISC (Joint Information Systems Committee), di due degli otto UK Research Councils, dell Medical Research Council e del Biological Sciences Research Council, nonché di Wellcome Trust.
UKPMC entra così a far parte della rete internazionale di repositories, PMC International (PMCI) <http://www.pubmedcentral.nih.gov/about/pmci.html> sorta dalla collaborazione tra la US National Library of Medicine
<http://www.nlm.nih.gov> (NLM), gli editori ed altre organizzazioni di diversi Paesi che condividono con la National Library of Medicine l'interesse ad archiviare la letteratura pubblicata nell'ambito delle Scienze della vita.
[IB]
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Da Linkedin a Neurona, via Exit
Fino ad ora gli incontri sulla Rete tra professionisti erano gestiti soprattutto da Linkedin <http://www.linkedin.com>, molto diffuso negli USA e con una certa diffusione anche da noi. È però uno strumento, giudica Giuseppe Granieri sul suo blog <http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=579>, "molto ingessato, eccessivamente razionale, che prevede interazioni abbastanza artificiali". Sarà per questo che Pietro Izzo ha sentito il bisogno di creare una piccola guida al suo funzionamento: <http://www.apogeonline.com/webzine/2007/01/12/23/20070112231311>.
Da poco tempo è invece comparso Neurona <http://www.neurona.it>, d'iniziativa spagnola (o forse catalana), tradotto in italiano che, sempre il Granieri, definisce "con grafica pulita e molto gradevole, opzioni al posto giusto, un potente sistema di ricerca e qualche bella chicca come la visualizzazione grafica della rete di contatti".
E così, dopo Exit (altro prodotto iberico, del quale è prossima la traduzione in italiano a cura di AIDA) <http://www.kronosdoc.com/gtbib/directorios/exit.php>, riservato agli specialisti dell'informazione, ora anche Neurona è presente sulla homepage di AIDA, per i professionisti d'ogni tipo e specialità.
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Le Dictionnaire du NEF
La Rete degli Studi Francesi (NEF) del Quebec ha messo a punto, dopo un lavoro decennale, un dizionario dell'Internet e delle tecnologie informatiche, ricco di circa 700 termini, destinato ai professionisti dell'informazione. Particolare enfasi è rivolta al mondo del libro e delle lingue. Stranamente, non dispone di un motore di ricerca interno, ma presenta i lemmi in lista alfabetica. Comunque, completano la risorsa Le Signet informatique (technologico) <http://w3.oqlf.gouv.qc.ca/banque> e il Vocabulaire d'internet (terminologico) <http://www.olf.gouv.qc.ca/ressources/bibliotheque/dictionnaires/internet/index> e dossier tematici curati da Marie Lebert. La consultazione è libera, con preghiera di citare la fonte.
Fonte: <http://www.etudes-francaises.net/dico>.
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È cubano e si chiama 2x3
Messo a punto dalla Oficina para la Informatización del Ministerio de la Informática y las Comunicaciones della República de Cuba, si chiama DOSporTRES il rimo "buscador" su Internet messo a punto a Cuba <http://www.infosoc.cu>, presentato in versione beta alla XII esposizione di informatica della Habana.
"Lo scopo è di navigare nel web cubano senza dover ricorrere a motori di ricerca stranieri", visto - sostiene il suo ideatore, Leandro Silva - che gli Stati Uniti bloccano le connessioni a banda larga su fibra ottica dei cavi sottomarini a 18 km dalla costa. Al momento però, il motore, che presenta anche una classificazione gerarchica ed enumerativa sul modello di Yahoo, dispone di un archivio di sole 150 mila pagine locali al servizio di pochi utenti: secondo l'International Telecommunication Union Cuba detiene il tasso più basso di utilizzo di internet in America Latina, 1,7 utenti ogni 100 abitanti. Ciò non impedisce alla ricerca informatica cubana di conseguire interessanti risultati, come nella telemedicina o nei CMS o nelle applicazioni per Intranet o nei prodotti per blog.
Poiché pare che sia la censura l'aspetto cubano che più colpisce all'estero, i giornalisti hanno messo subito il motore alla prova: a chi ha cercato "Osama ben Laden", la prima risposta ottenuta è stata: "gli Stati Uniti spendono più per l'embargo su Cuba che per combattere Al Qaeda" o, per chi ha cercato "pornografia", proibita sull'isola, in cima alla lista dei risultati è comparso un articolo del quotidiano «Granma» sul traffico dei bambini negli Stati Uniti.
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Come cercano i bambini? Con BabyGo
BabyGo è un motore di ricerca specializzato, messo a punto per iniziativa del Ministero francese della Famiglia, per facilitare (e controllare) ai bambini le attività di ricerca su Internet. Ha canali supplementari "alla Google" come Immagini, Vignette da colorare, Giochi e Libri.
Fonte: <http://www.babygo.fr>
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L'articolo del mese: Griefer
Ivan Fulco, Griefer: non chiamatemi vandalo, sono un attivista dei mondi virtuali!. «La Stampa», 8/3/2007, <http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giochi/grubrica.asp?ID_blog=35&ID_articolo=146&ID_sezione=50&sezione=#>.
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Una newsletter per i precari della conoscenza
Segnaliamo «Mai più precari», la newsletter della FLC Cgil interamente dedicata ai lavoratori precari della conoscenza.
I numeri già usciti si possono consultare su questo sito, dove è anche possibile iscriversi per ricevere i prossimi notiziari: <http://www.flcgil.it/newsletter>.
La newsletter esce in cinque diverse edizioni: edizione SCUOLA, edizione RICERCA, edizione UNIVERSITÀ, edizione PRECARI, edizione AFAM.
Con l'iscrizione a una delle newsletter sarà inviata anche l'edizione MONDO, che ha cadenza mensile e tratta questioni internazionali.
FONTE: Biblioatipici, <http://www.biblioatipici.it/2007/02/una_newsletter.shtml>.
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Polimetrica ovvero The language of science
Giandomenico Sica (Milano Bicocca) dirige Polimetrica, una onlus dedicata alla diffusione della conoscenza. Fin qui niente di veramente nuovo. La novità consiste invece nel fatto che dal gennaio 2007 Polimetrica pubblica online The Language of Science, rivista-dizionario in lingua inglese sotto licenza Creative Commons (Attribution 2.5), i cui contenuti quindi tutti possono condividere e rielaborare purché se ne citi la fonte. Autori ne sono ricercatori universitari di diversi Paesi (ma per ora c'è un solo contributore italiano). Ci si può abbonare gratuitamente alla newsletter in pdf o alla fornitura di feed RSS. La rivista cerca collaboratori scientifici.
Il sommario aggiornato al 16 febbraio comprende articoli su Boolean Algebra (1), Consciousness (6), Intensional Logic (1), Interlinguistics (1), Language (6), Law of Thought (1), Logic (6), Mathematics (6), Truth (1). Il sito di riferimento per The Language of Science è <http://www.polimetrica.eu>, mentre la Casa editrice ha come indirizzo <http://www.polimetrica.com> e alla pagina <http://www.polimetrica.com/?p=productsList&sWord=giandomenico> viene presentato, al costo di 0,00 euro, il volume Open Access: Open Problems curato dallo stesso Sica, pubblicato solo online in open access e non venduto.
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L'ultimo di Wu Ming
Manituana, il nuovo libro del collettivo Wu Ming è in libreria dal 20 marzo 2007.
È stato attivato il sito Manituana, <http://www.manituana.com/>, dove è possibile leggere la trama del nuovo lavoro di Wu Ming ed avere varie notizie collaterali come le presentazioni del libro e i cinque racconti di avvicinamento a Manituana (nella sezione 'Racconti ammutinati'). Interessantissime anche le sezioni, per così dire storiche, quali 'Luoghi' in cui è ambientato il romanzo attraverso Google earth, 'Cronologia' della nascita degli Stati Uniti d'America, 'Suoni' dove si trovano i contributi musicali riferiti a Manituana e al suo mondo.
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AIDAlampi
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ISSN edizione elettronica 1594-2201
Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 408/86 del 2.IX.1986
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«AIDAlampi», 6(2007), n. 2/3 (febbraio/marzo), <http://www.aidainformazioni.it/lampi/6-0203.htm>
Creato: 2007-03-23, a
cura di
Gabriele Gatti