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AIDA Informazioni |
trimestrale - ISSN 1121-0095, ISSN elettronico
1594-2201
n. 3, anno 23, luglio-settembre 2005 |
Il contenuto espresso nella missione e negli obiettivi traduce in chiave trasversale la vocazione interdisciplinare dell'ISKO, che investe sia il piano dei prodotti e contenuti di conoscenza delle diverse comunità, o dominî disciplinari, implicati (scienze dell'informazione e informatica; filosofia; linguistica; psicologia etc.), sia il piano delle relazioni interistituzionali attive al di fuori come all'interno dell'associazione [3]. Trascendendo la circoscrizione di pratiche, metodi e linguaggi propri dei singoli ambiti di conoscenza, ISKO ambisce al ruolo di connettore nella costituzione e mantenimento di una piattaforma di contenuti convergenti tesi ad un approccio integrato della organizzazione della conoscenza [4].
Anche in questa prospettiva, grazie alla collaborazione e ospitalità della Biblioteca d'Ateneo dell'Università degli Studi di Milano Bicocca, si è svolta a Milano lo scorso 24 giugno una giornata d'incontro tra i membri del capitolo italiano aperto ad un tempo alle comunità professionali e di ricerca interessate. L'evento milanese segue, a distanza di poco più di un anno, la giornata di studio Le dimensioni dell'informazione. Attualità della classificazione a faccette tra biblioteconomia e Web, tenutasi a Torino, presso la Biblioteca civica Geisser, il 12 giugno 2004 e organizzata da AIB Piemonte, in collaborazione con ISKO Italia, in occasione della presentazione del volume di C. Gnoli, La classificazione a faccette (Milano : Editrice Bibliografica, 2004) [5].
Dal 2004, infatti, la sezione italiana si è raccolta per numero di iscrizioni in capitolo di riferimento nazionale e, a partire dalla fine 2003, è coordinata da Claudio Gnoli, bibliotecario presso il Dipartimento di Matematica dell'Università di Pavia, che con entusiasmo ha accolto l'invito di Giliola Negrini [6] ad assumere l'incarico al momento del suo congedo dal ruolo di coordinatrice nazionale (1989-2003). Con Paolo Bisogno [7] - fondatore e direttore per tre decenni dell'Istituto di Studi sulla Ricerca e Documentazione Scientifica (ISRDS) [8], Negrini, che dell'ISRDS è stata ricercatrice a partire dal 1965, è il legame originario che la riflessione scientifica locale sulla teoria e pratica della documentazione ha intrattenuto con la dimensione internazionale dell'ISKO. A testimonianza dell'interesse vivo dell'ISRDS a riguardo della ricerca interdisciplinare di ambito knowledge organization, sono i seminari di studio promossi dall'Istituto a metà del decennio Novanta [9]. A seguito del primo, Categorie, oggetti e strutture della conoscenza, di cui è disponibile la relazione online a cura di Eugenio Gatto [10], si sarebbe formato il Gruppo di studio "Organizzazione delle conoscenze", i cui risultati si leggono ora nei contributi pubblicati nel volume curato da G. Negrini, Categorie e modelli di conoscenza (Milano : FrancoAngeli, 2000) «concepito e organizzato dal prof. Bisogno» e a lui dedicato [11].
Senza soluzione di continuità, il passaggio di consegne Negrini-Gnoli si è rilevato fin da subito nell'iniziativa proattiva e sincronica del giovane coordinatore che, piegando l'occasione offerta dalle tecnologie dell'informazione e comunicazione Web, ha predisposto una lista di discussione che fungesse da coordinamento, condivisione e scambio informativo tra i sottoscrittori, e nel contempo avviato l'allestimento del sito Web ISKO Italia che in meno di due anni di vita si è arricchito in sezioni dedicate al rilascio di documenti e riferimenti bibliografici, nonché di collegamenti ai convegni internazionali organizzati bi-annualmente da ISKO, a quelli annuali cui fanno capo i singoli capitoli nazionali, come ad altre iniziative del medesimo ambito [12].
L'Incontro ISKO Italia - UniMIB di venerdì 24 giugno quindi è il primo evento promosso dal capitolo italiano dell'ISKO, ma organizzato grazie alla collaborazione della Biblioteca d'Ateneo dell'Università degli Studi di Milano Bicocca, prima biblioteca italiana iscritta all'ISKO, che non solo ha messo a disposizione una sala per l'incontro, ma ha partecipato attivamente alla preparazione dell'evento.
Lo scopo principale era quello di far incontrare soci, collaboratori
e simpatizzanti del giovane capitolo italiano sia perché potessero
conoscersi tra loro sia per presentare i rispettivi interessi nell'ambito
dell'organizzazione della conoscenza. Si è deciso poi di aprire
questo incontro di lavoro, dal clima cordiale e informale, anche ad uditori
esterni così da poter promuovere le attività dell'ISKO e
far conoscere l'associazione, realtà ancora poco nota in Italia,
ad un più vasto pubblico.
Nell'impostare l'incontro si è cercato inoltre di considerare
i vari punti di vista ed i diversi ambiti disciplinari dell'organizzazione
della conoscenza, per questo erano presenti, sia tra i relatori sia tra
il pubblico, persone con background molto diversi.
La giornata si è aperta con un saluto di Maurizio di Girolamo, direttore della Biblioteca d'Ateneo dell'Università di Milano Bicocca, e con una breve introduzione di Claudio Gnoli; i relatori hanno quindi presentato alcune esperienze personali di studio.
I primi due interventi, di Lorena Zuccolo (ISKO Italia) e di Giovanni
Varano (Università per stranieri di Perugia), vertevano sul problema
di organizzare le informazioni in siti web della pubblica amministrazione;
la relazione di Lorena Zuccolo ha offerto un contributo di riflessioni
maturate durante la realizzazione del servizio web di informazioni per
il cittadino, utilizzando lo schema "Eventi della vita" elaborato dal Ministero
per l'Innovazione e le Tecnologie (MIT) [13].
Ai limiti intrinseci dovuti alla rigidità dello schema enumerativo
si è pensato di ovviare integrando la ricerca con un sistema trasversale
a faccette, che consente di migliorare l'efficacia del servizio informativo
offrendo uno strumento che si avvicini agli schemi mentali del pubblico.
Giovanni Varano ha invece presentato i risultati di un progetto finalizzato
all'applicazione di una struttura a faccette nel sito web di un'istituzione,
mostrando i vantaggi che tale struttura può offrire nel recupero
delle informazioni; per la sperimentazione è stato analizzato il
sito dell'Università per stranieri di Perugia.
Successivamente Rosa Anna Vinci, laureanda presso l'Università
di Bologna, ha esposto il suo lavoro di tesi, coordinato dal professor
Franco Bertaccini del Laboratorio di ricerca terminologica della Scuola
Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori (SSLiMIT) dell'Università
di Bologna - sede di Forlì; il lavoro consiste in un esperimento
di costruzione di uno schema a faccette per la nefrologia, sulla base di
un glossario preesistente.
La mattinata si è conclusa con una visita alla sede centrale
della Biblioteca d'Ateneo dell'Università degli Studi di Milano
Bicocca, interamente a scaffale aperto e organizzata secondo la Classificazione
Decimale Dewey.
Nel pomeriggio Emanuela Casson, bibliotecaria presso l'Università
di Milano Bicocca, ha presentato uno studio sui thesauri e sugli schemi
di classificazione presenti nelle basi di dati scientifiche utilizzate
nell'Ateneo; sono state mostrate le potenzialità delle interfacce
di ricerca che sfruttano tali strumenti e ne sono stati evidenziati i limiti,
individuabili nell'assenza di pagine di help e nell'insufficiente ricorso
all'ipertestualità quale strumento che permette di ottimizzare le
ricerche effettuate attraverso le interfacce semantiche.
Francesca Severino ha esposto i risultati di un'indagine svolta durante
il Master in cooperazione e sviluppo presso l'Università degli Studi
di Pavia. Lo studio analizzava l'uso del termine development (sviluppo)
in cinque thesauri on line di organizzazioni internazionali [14],
evidenziando la sua presenza come termine preferito in uno solo dei cinque
vocabolari controllati, mentre negli altri è trattato o come termine
non preferito o viene associato ad altre parole (socioeconomic development,
economic development, economic and social development). La ragione
di queste scelte viene attribuita all'eccessiva genericità del termine
development con la conseguente proposta di un'alternativa più
pertinente ai fini della ricerca, ma è invece determinato dall'orientamento
culturale di chi si approccia al contenuto informativo di documenti.
Un excursus storico di Claudio Gnoli ha ripercorso le tappe fondamentali
della teorizzazione della classificazione a livelli di integrazione [15].
Gli studi iniziarono intorno al 1960 in seno al Classification Research
Group (CRG), che grazie ad un finanziamento NATO intraprese uno studio
vòlto ad elaborare un nuovo schema di classificazione generale che
prevedesse come classi principali fenomeni (livelli di integrazione) invece
che discipline; gli studi non si concretizzarono nella realizzazione di
un nuovo schema e il CRG rivolse i suoi interessi alla classificazione
disciplinare, elaborando la BC2 (Bliss Classification), pur fortemente
influenzata dalla teoria dei livelli integrativi. Claudio Gnoli ed altri
membri di ISKO Italia hanno recentemente ripreso gli originari studi del
CRG e intrapreso una sperimentazione che prevede l'applicazione dei livelli
di integrazione ad altri schemi di classificazione.
Emanuele Quintarelli, architetto dell'informazione, ha invece analizzato
un nuovo strumento di indicizzazione per siti web: la folksonomy
[16], che prevede una categorizzazione collettiva
delle risorse informative in cui gli indicizzatori sono costituiti dai
lettori, che possono attribuire parole chiave che descrivano i contenuti
web; le parole, non controllate, provengono dal linguaggio naturale e possono
essere attribuite ad una risorsa attraverso il processo di post tipico
dei weblog.
La giornata è terminata con un intervento di Paolo Ferrari Magà
che, dopo aver ricordato alcune curiose tassonomie animali frutto di esercizi
letterari, si è concentrato su alcuni aspetti classificatorî
nel pensiero cinese, presentando il binomio yin-yang e le implicazioni
classificatorie che derivano dalla loro applicazione alle categorie del
pensiero.
Sul sito di ISKO Italia è disponibile una pagina con il sommario
degli interventi [17], per molti dei quali sono
consultabili i contenuti delle presentazioni o documenti correlati; dalla
medesima pagina è accessibile una relazione sull'attività
del Gruppo di lavoro sul Web semantico di Paola Capitani (ISKO Italia),
impossibilitata a partecipare alla giornata.
I soci di ISKO Italia sono intenzionati a ripetere eventi simili a
quello milanese, promuovendo altre giornate di studio di convergenza interdisciplinare;
gli incontri potranno essere organizzati in collaborazione con altre associazioni
e istituzioni, come il Dipartimento di Filosofia dell'Università
di Padova, rappresentato da Cristiana Bettella (ISKO Italia).