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AIDAinformazioni
trimestrale - ISSN 1121-0095, ISSN elettronico 1594-2201
anno 22, numero 4, ottobre-dicembre 2004

Manifestazioni dopo
Opac semantici: indagine sugli accessi semantici nei cataloghi in rete italiani.
Venezia, 20 ottobre 2004
Caterina Barazia

Università degli Studi di Milano. Biblioteca di chimica caterina.barazia@unimi.it

Mercoledì 20 ottobre 2004 a Venezia il Dipartimento di studi storici dell'Università "Ca' Foscari" di Venezia e la Commissione Nazionale Università e Ricerca dell'AIB (CNUR) hanno organizzato un incontro di presentazione dei risultati del progetto "Opac semantici: indagine sugli accessi semantici nei cataloghi in rete italiani", con interventi di Claudio Gnoli (Università di Pavia), Rossana Morriello (Coordinatore CNUR), Riccardo Ridi (Università di Venezia "Ca' Foscari") e Giulia Visintin (Il Palinsesto, Firenze); il progetto è visibile sul sito www-dimat.unipv.it/biblio/sem e una sua dettagliata descrizione è stata recentemente pubblicata su "Biblioteche oggi" [1].

Dopo una breve introduzione di Riccardo Ridi e di Rossana Morriello, Giulia Visintin e Claudio Gnoli hanno presentato il progetto, illustrandone genesi, metodo di lavoro e risultati.

L'indagine sugli Opac semantici era iniziata nel 2003 con lo scopo di valutare la presenza di accessi semantici negli Opac italiani. L'interesse era circoscritto all'osservazione del funzionamento delle interfacce degli Opac, per valutare le possibilità di ricerca semantica e la presenza di apparati informativi disponibili direttamente sull'interfaccia di ricerca utilizzata dai lettori; come rilevatori, pertanto, erano stati individuati gli studenti del corso di Documentazione elettronica tenuto da Riccardo Ridi all'Università di Venezia nell'A.A. 2003/2004, a cui si erano aggiunti alcuni collaboratori volontari, coordinati da Claudio Gnoli, Riccardo Ridi e Giulia Visintin.

Per organizzare omogeneamente il lavoro di gruppo e garantire uniformità nei risultati era stata definita una lista di controllo contenente i dati da rilevare, individuando nell'interfaccia per la ricerca la fonte da cui ricavare le informazioni; i contatti tra i partecipanti al progetto sono stati mantenuti grazie a un gruppo di discussione postale, che ha permesso di condividere i dubbi operativi e di discutere e superare gli inevitabili imprevisti che si sono presentati nel corso del lavoro.
Gli Opac scelti per l'indagine erano stati individuati nel repertorio "Opac italiani" di AIB-WEB, selezionando un campione ampio e significativo (circa 150 sui 600 esistenti) che includeva i cataloghi a copertura nazionale, regionale e provinciale con l'aggiunta di alcuni a livello comunale.

I dati raccolti sono stati ordinati in una tabella grazie alla quale è stato possibile effettuare confronti e formulare una prima valutazione della situazione nazionale, calcolando un indice di semanticità degli Opac (IS) ottenuto combinando i risultati dei diversi parametri rilevati; la griglia con i parametri e i dati raccolti sui singoli Opac sono visibili sul sito di Opac semantici.

Al termine dell'indagine si è constatato che la possibilità di effettuare ricerche di tipo semantico è abbastanza diffusa negli Opac italiani, anche se manca ancora una sensibilità comune che favorisca la standardizzazione delle maschere di ricerca, proponendo modalità di recupero riconoscibili in cataloghi differenti e validi ed esaustivi apparati informativi di supporto alla ricerca, che utilizzino una terminologia uniforme e coerente. Raramente viene indicata la percentuale di catalogo indicizzata e molti Opac si appoggiano ai meccanismi di information retrieval offerti dai software, senza la preoccupazione preliminare da parte degli Opacmaster e dei bibliotecari di cercare soluzioni tecniche adatte alle esigenze del proprio catalogo o semplicemente di modificare la terminologia proposta con forme semanticamente più corrette ed eloquenti.

Il risultato dell'indagine è comunque positivo, anche se è auspicabile che le biblioteche continuino ad investire negli strumenti di ricerca dell'informazione al fine di migliorarne la qualità; in quest'ottica l'indagine si presenta come la prima tappa di un lavoro aperto a cui chiunque può partecipare, inviando altri dati rilevati da aggiungere a quelli attualmente disponibili o eventuali aggiornamenti, qualora vengano apportate migliorie agli Opac i cui dati siano già stati rilevati.
Alla presentazione del progetto Opac semantici si sono aggiunti tre interventi di Maurizio Vittoria, Riccardo Ridi e Rossana Morriello, non legati alla specifica indagine in oggetto ma interessanti perché pertinenti ad altri aspetti relativi alle possibilità di ricerca offerte dagli Opac.

Maurizio Vittoria, fra i promotori della Campagna per l'Accessibilità delle Biblioteche in rete (CABI) avviata dalla Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, ha brevemente illustrato la situazione degli Opac italiani dal punto di vista dell'accessibilità, individuando diversi punti critici fra i quali emerge particolarmente la maschera di ricerca; nel corso dell'intervento sono stati fatti riferimenti alle linee guida del Web Accessibility Initiative (WAI) del W3C e alla recente legge per l'accessibilità dei siti web della pubblica amministrazione, che dovrebbe essere effettiva già il prossimo anno.

Riccardo Ridi ha illustrato i risultati di un'indagine svoltasi parallelamente a quella sugli accessi semantici negli Opac italiani, con gli stessi rilevatori, la cui attenzione era posta a verificare se negli Opac esista uniformità terminologica nell'indicazione di alcuni strumenti di information retrieval molto comuni; un resoconto dettagliato dell'indagine sarà prossimamente pubblicato su "Bibliotime".

Oggetto di osservazione sono state le forme con cui vengono indicati i tre metodi di ricerca offerti dagli Opac: scansione o scorrimento liste, interrogazione o search mediante maschere di ricerca grafica organizzate in campi e interrogazione o search in ambiente testuale, ovvero mediante un'unica maschera di ricerca in cui i termini devono essere combinati con gli operatori booleani. Anche la terminologia adottata per indicare i tre principali operatori booleani (AND, OR e NOT) è stata oggetto di verifica.

Al termine dell'indagine si è riscontrata la mancanza di standardizzazione terminologica, con la presenza di denominazioni imprecise o fuorvianti, se non addirittura errate; è auspicabile che la pubblicazione dei risultati costituisca un monito per gli Opacmaster a migliorare la terminologia impiegata e promuovere una standardizzazione delle forme adottate.

Rossana Morriello ha infine presentato una ricerca sugli Opac di architettura condotta nel 2001 in collaborazione con alcuni colleghi del Politecnico di Torino [2], molto simile all'indagine sugli Opac semantici in quanto l'attenzione era stata rivolta all'indicizzazione semantica, anche se finalizzata ad una valutazione delle forme di soggetto applicate ad un preciso ambito disciplinare. I risultati delle due ricerche appaiono molto simili, anche se condotte a distanza di tre anni.

Note

1 - Claudio Gnoli - Riccardo Ridi - Giulia Visintin, Di che parla questo catalogo? Un'indagine sugli accessi semantici negli Opac italiani. "Biblioteche oggi", 22 (2004), n. 8, p. 23-29.
2 - Francesco Di Giuseppe - [Rossana Morriello] - Chiara Zara, La cooperazione per un recupero efficace dell'informazione: un'indagine sull'indicizzazione nelle biblioteche di architettura, in Tra cooperazione e autonomia: competizione o collaborazione? Nuove strategie per le biblioteche di architettura. Atti della 7. Giornata di Studio del CNBA. Roma, 7-9 giugno 2001, a cura di Sandra Astrella e Maria Palozzi. Coordinamento Nazionale delle Biblioteche di Architettura, 2003, p 97-123 (diapositive a www.iuav.it/CNBA/Giornate-d/2001-Le-Se/digiuseppe.ppt).


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