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AIDA Informazioni
trimestrale - ISSN 1121-0095, ISSN elettronico 1594-2201
anno 22, numero 1-2, gennaio-giugno 2004

AIDAventi. Analisi dell'Associazione 1983-2003. Prima parte: gli iscritti
Domenico Bogliolo
Segretario-tesoriere di AIDA, domenico.bogliolo@uniroma1.it
Parole chiave: AIDA [Associazione Italiana per la Documentazione Avanzata] - Analisi statistica
Abstract: Lo studio rappresenta un primo contributo, ottenuto dalla banca dati dei soci,  sull’evoluzione dell’Associazione nei suoi vent’anni di attività, in relazione al bacino d’utenza servito e alle modifiche intervenute nella sua situazione sociale. Le risultanze dello studio costituiscono l’occasione per analizzare alcune situazioni della professione in Italia. Un prossimo studio analizzerà le attività e i servizi sociali effettuati mediante la tecnologia elettronica.
AIDAtwenty . A statistical analysis 1983- 2003. Part one: its members. The study, based on the members' database, describes the evolution of the Association during its first twenty years with reference to its audience and to its social and cultural context. The results of this analysis will help to identify some characteristics on the information profession in Italy. A further study will analyse the Association’s activities and services offered through IT applications.
Le entità sociali sono vanitose come gli esseri umani: ogni tanto ci si rispecchia per sapere chi siamo, dove stiamo e dove andiamo (o crediamo di essere, stare e andare). Come accade per le persone, queste analisi sono spesso problematiche quanto a verità, perché l'eventualità dolorosa di un'immagine negativa insiste sempre dinnanzi al soggetto; se per gli esseri animati la cautela da osservare è tutta psicologica, per le organizzazioni sono la sociologia e la statistica a dover rispondere della veridicità dell'analisi. Il buon consiglio della scienza dell'amministrazione è di predisporre adeguate e oggettive procedure di feedback per il cosiddetto "monitoraggio" dei processi: un'attività continua che, se ben programmata, diviene un abito così consueto e tanto perfettamente calibrato che quasi ci scordiamo d'averlo indosso. Per noi non è così: AIDA non ha instaurato processi sistematici di sorta, né tanto meno automatici, di controllo di se stessa. L'auditing non c'è né ci è mai venuto il desiderio di ottenere una certificazione ISO (per quel che serve e con quel che costa!).

Così succede che periodicamente, oggi per un anniversario, domani per un altro, sbuffando e sibilando, siamo chiamati (visto che abbiamo voluto e accettato di fare da segretari-tesorieri) a dar conto ai soci e ai consiglieri non di noi stessi, certamente, ma dello stato dell'Associazione. L'abbiamo già fatto e lo rifaremo certamente in futuro, così come lo stiamo ripetendo adesso [1]. Il fatto è che in questi vent'anni (ancor più negli ultimi dieci) l'Associazione è aumentata di peso e di forza, e parallelamente devono accrescersi anche la cautela e l'oggettività delle rappresentazioni per avere una certa ragionevole certezza di ciò che si sta facendo.

Il bacino d'utenza

Per la nostra analisi, abbiamo inteso il termine "iscritto" applicandolo non solo ai soci e agli abbonati, ma anche a coloro che fruiscono, a domanda, dei servizi gratuiti di AIDA, come le liste di discussione tematiche, il foglio-notizie AIDAlampi e il "giornale" di annunci di lavoro AIDAjob. Si tratta, insomma, di persone che hanno manifestato per iscritto la volontà di partecipare, in qualche modo, alle o delle attività dell'Associazione.

Come da Statuto, AIDA accetta quattro tipologie di soci: ordinari, collettivi (enti), sostenitori (studenti e non occupati - quest'ultima categoria di socio è stata introdotta nel marzo 2001) e onorari (senza diritto di voto). Per l'accettazione della candidatura a socio, il Consiglio direttivo di AIDA esamina la documentazione prodotta (in pratica, un'auto-certificazione) e delibera di conseguenza: ciò significa che, insieme con il costo della quota associativa (accuratamente più alto delle corrispondenti tariffe delle associazioni professionali del nostro settore), l'Associazione presenta filtri all'ingresso. Ciò fa di AIDA un'associazione "di nicchia" o, se si vuole, "d'élite" ma, nel contempo, un'associazione i cui membri possono essere considerati portatori di una professionalità in qualche modo certificata. Sul piano organizzativo, ciò significa anche che la numerosità dei soci di AIDA non è mai stata elevata, pur se il bacino d'utenza dei professionisti dell'informazione-documentazione italiano che si sono associati è lungi dall'essere ricolmo. Vero è che si tratta di una qualità professionale che necessariamente presenta una numerosità ristretta: c'è tuttavia spazio per una politica di reclutamento più "aggressiva" di quanto applicata nel passato.

La documentazione nell'Università-Ricerca

Tra gli altri, un dato appare costante, e da mettere in rilievo sùbito: l'aumento (già rilevato due anni fa e oggi ancor più confermato) del numero dei soci che provengono dal mondo dell'università e della ricerca: +2% al 2001, +8% al 2002, +43% al 2003. Segno questo, probabilmente, che la professionalità bibliotecaria universitaria non si accontenta più, da un lato, dell'immagine tradizionale che ha di se stessa e, dall'altro lato, che le attività di questi colleghi sono venute progressivamente cambiando negli ultimi anni, in direzione della documentazione. Certamente non basta, per questo, il titolo di "documentalista" che molti corsi istituzionali di preparazione per la conservazione (!) dei "beni" culturali appongono nelle loro nominazioni; è però segno che anche nell'àmbito della formazione più tradizionale si sta affermando, almeno sul piano lessicale, un bisogno di modificare qualcosa: già cominciare dal nome è un bel passo avanti... Un altro dato conferma questa tendenza, che ricaviamo altrove dalla nostra analisi: l'assoluta maggioranza di coloro che cercano gratuitamente lavoro nel nostro àmbito disciplinare attraverso il servizio AIDAjob, è costituita da laureati e diplomati proprio in Archivistica (57%) e/o in Conservazione dei beni culturali (21%); segno, questo, che la formazione alla quale questi colleghi si sono sottoposti non pare la più adatta per realizzare il best match fra offerta e domanda di lavoro. La somma dei due tratti sociali supera i tre quarti delle domande pubblicate.

Le professioni e le loro organizzazioni

Un tratto nuovo della composizione sociale connesso con il discorso precedente risulta dall'analisi del rapporto fra le professioni e le strutture nelle quali operano i nostri iscritti: archivi, biblioteche e centri di documentazione, da un lato, e archivisti, bibliotecari e documentalisti, dall'altro [Fig. 1].


Fig. 1 - Le professioni e le loro organizzazioni

Per quanto riguarda le strutture, le biblioteche (sia come abbonato o socio collettivo sia come appartenenza istituzionale del socio ordinario o dell'iscritto alle liste o ai servizi di AIDA) sono rappresentate per ben il 91%, mentre archivi e centri di documentazione sono alla pari, con quote minime del 5% per gli archivi e del 4% dei centri di documentazione. Viceversa, le professioni presentano un quadro del tutto differente: gli archivisti si dichiarano tali per il 19%, i bibliotecari per il 28% e i documentalisti per il 53%. Delle due, l'una: o le professioni presenti nelle biblioteche posseggono, soggettivamente, una gamma d'identità che non si riconosce più nella dizione professionale di bibliotecario, o il "fascino" del nome di documentalista (tanto più che si entra in contatto con un'associazione che insiste su tale àmbito) sta facendo emergere questa professione come un must nel panorama dell'ICT. Non è, ovviamente, questione di nomi: al di fuori del mondo neo-latino il termine non assume connotazioni univoche anche se denota, comunque, attività che eccedono quelle proprie della tradizione bibliotecaria.

Aziende, Stato, Università

Parlando di strutture e di ragioni sociali, mentre il rapporto pubblico/privato si attesta su una percentuale del 60-40 [Fig. 2] [2],


Fig. 2 - Il pubblico e il privato

gli associati o abbonati o, insomma, "iscritti" esteri, ivi comprese alcune istituzioni dell'Unione Europea, sono presenti per il 6% [3], le aziende per il 12% (23% nel 2000), lo Stato e gli enti locali per un quinto del totale (22% nel 2000, sostanzialmente stabile) e il mondo dell'università e della ricerca presente per ben più di due terzi (contro un solo terzo del 2000). Il dato comparativo aziende-stato-università deve sicuramente far riflettere, sia per la preoccupante minore e diminuente quota rappresentata dalle realtà aziendali, sia per l'aumento vertiginoso dell'università-ricerca e sia, infine, per la quota stabile rappresentata dallo Stato e degli enti locali [Fig. 3].


Fig. 3 - Aziende, Stato, Università

La discriminante del 1992

Nell'analisi prodotta sulla situazione del 2000, veniva rilevato un andamento degli ingressi nell'Associazione caratterizzato da una tendenza discendente nei primi dieci anni (1983-1992) e una contro-tendenza all'aumento in quelli successivi, mentre l'analisi del rapporto entrati-usciti non dava adito a valutazioni significative, se non quella che l'Associazione era caratterizzata da un basso indice di "fedeltà" o di alto turn-over, pur se la forbice restava marcata e sempre in positivo. Nell'analisi del 2003 la contro-tendenza all'aumento pare rafforzata e l'indice di "fedeltà" di molto aumentato [Fig. 4 e Fig. 5].


Fig. 4 - La discriminante del 1992



Fig. 5 - La discriminante del 1998

Gli ordinari e i collettivi

Quanto alla ripartizione interna degli iscritti (soci ordinari, collettivi, sostenitori, abbonati e copie della Rivista date in omaggio - ad associazioni, editori, partner, ecc.), nell'arco degli ultimi tre anni è rimasta invariata per i soci collettivi che mantengono il 30%, mentre sono rilevabili un aumento dei soci ordinari di ben cinque punti di percentuale (oggi 49%), la leggera crescita percentuale degli abbonamenti (oggi 10%) e il quasi dimezzamento percentuale degli omaggi (oggi 9%), secondo una costante politica di risparmi basata soprattutto sul fatto che ad alcuni destinatari la Rivista viene inviata in elettronico. Dato da rimarcare è che il totale dell'incidenza dell'editoria vale per il 19%, cioè quasi un quinto; è tuttavia da considerare che mancano in questa analisi i dati relativi alle altre attività editoriali dell'Associazione, cioè le monografie che, al marzo 2004, assommano a otto pubblicazioni. Il nuovo programma editoriale recentemente varato dal Consiglio direttivo imporrà, fra qualche tempo, un'analisi approfondita dell'intero settore [Fig. 6 e Fig. 7].


Fig. 6 - Il 2000



Fig. 7 - Il 2003

Un dato che potrebbe far ipotizzare, come già rilevato, la preminenza delle persone sulle organizzazioni, è fornito dall'andamento ventennale delle nuove iscrizioni fra soci ordinari e soci collettivi (l'istituzione della tipologia dei soci sostenitori è troppo recente perché la si possa inserire in un'analisi ventennale), che mostra per gli ultimi anni una crescita rapida e tendente quasi alla linea retta da parte dei soci-persona, mentre i soci-ente mostrano valori inferiori e con costanti (seppur decrescenti) fluttuazioni in altezza [Fig. 8].


Fig. 8 - Gli ordinari e i collettivi

I servizi gratuiti

È noto che AIDA non fornisce servizi solo ai soci e agli abbonati. Al contrario, dal 2000 in poi è stata costante l'istituzione di nuovi servizi gratuiti grazie alle risorse costituite da Internet: si tratta, come accennato, della lista di discussione dell'Euroguida, del foglio-notizie AIDAlampi e del servizio AIDAjob; altre due liste di discussione (AIDAreference e AIDAkm) sono in via di allestimento. Dall'esame del rapporto fra i servizi gratuiti di AIDA e quelli che presuppongono un rapporto associativo vero e proprio [Fig. 9],


Fig. 9 - Metà e metà

è evidente che il rapporto fra i primi e i secondi è di assoluta parità. Il grafico mostra l'incidenza dei diversi servizi. In particolare, AIDAlampi è arrivata rapidamente a quasi 400 iscritti e AIDAjob conta 137 inserzioni individuali e 5 di enti. I grafici presentati nella citata relazione di Lucia Maffei mostrano, per i due servizi, una crescita costante di iscritti. Anche la citata relazione di Anna Baldazzi mostra dati interessanti: in particolare, e per quel che ci riguarda, la crescita davvero eccezionale del numero di donne iscritte al servizio di AIDAlampi.

Internet e il web

Restano da trattare le attività che richiedono il ricorso alla comunicazione elettronica: vi dedicheremo un secondo scritto.
 

Note

1 - Nella primavera del 2001, in occasione dell'Assemblea dei soci, presentai, come segretario-tesoriere, uno studio sui diciott'anni (1983-2000) dell'Associazione, rilevato al novembre 2000, che fu pubblicato su "AIDAinformazioni" nel numero 2/2001, p. 4-9 e che è anche disponibile online in diapositive PowerPoint, in modalità riservata ai soci e agli abbonati, all'URL <www.aidaweb.it/riservato/relazingo2001/index.htm>. Successivamente, fu Anna Baldazzi a pubblicare, sul numero 1/2003 dedicato alle donne della e nella documentazione, nel paragrafo "Ragionando con i numeri di AIDA" (p. 26-32) del suo articolo d'apertura Donne e documentazione: il respiro di un secolo, un'analisi sulla presenza femminile nell'Associazione. Anche questo documento, completo di grafici, è ovviamente disponibile online, liberamente all'URL <www.aidainformazioni.it/pub/baldazzi12003.html> e, in modalità riservata ai soci, all'URL <www.aidainformazioni.it/riservato/21/2003-1MemorieProfili.pdf> che contiene l'intera sezione nella quale è presente l'articolo citato. Lucia Maffei ha presentato, nella sua relazione di fine-mandato all'Assemblea dei soci di quest'anno, un panorama statistico corredato di grafici, a illustrare alcuni tratti significativi del nostro cammino: il documento è pubblicato a stampa sul numero 4/2003 (p. 72-78) oltre che in elettronico all'URL pubblico <www.aidainformazioni.it/pub/maffei42003.html> e, in modalità ristretta, all'URL <www.aidainformazioni.it/riservato/21/2003-4Vita.pdf>.

2 - La frazione "privata" comprende i liberi professionisti con partita IVA, le aziende sanitarie, le università e gli enti di ricerca non finanziati dallo Stato, le associazioni e tutte le altre aziende.

3 - Quest'ultimo dato non parrebbe significativo se non fosse in rapido aumento: 1,5% nel 2001, 3% nel 2002, 6% nel 2003.


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