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AIDAinformazioni
trimestrale - ISSN 1121-0095, ISSN elettronico 1594-2201
anno 22, numero 1-2, gennaio-giugno 2004

Recensioni
Jean-Philippe Accart - Marie-Pierre Réthy, Le métier de documentaliste. 2ème éd. Paris : Editions du Cercle de la Librairie, 2003, 431 p.

Maria Pia Carosella
AIDA, Roma
A quattro anni di distanza, la seconda edizione di un'opera che già aveva riscosso il nostro consenso nel 1999 (cfr. "AIDAinformazioni", n. 1/2000, p. 15-17) ci vede ancora più convinti del suo valore; innanzitutto perché è stata completamente aggiornata, ma anche per le rifiniture soltanto apparentemente superficiali apportate, come la adeguata ricollocazione di alcuni temi trattati nel 1999 oppure la maggiore chiarezza derivante da accorte modifiche grafiche o formali.

Gli autori nella Introduzione ribadiscono che già nella prima edizione avevano inteso presentare «un manuale ad un tempo pratico e di riflessione, attuale, ad immagine di una professione la cui identità s'afferma di giorno in giorno» (p. 13). A nostro avviso anche nella seconda edizione non hanno deviato da questa linea. Ed è tanto più complicato poiché si tratta di una professione dai molteplici aspetti, un "mestiere", quello del documentalista, che coinvolge i principî, le norme e gli scopi che lo guidano, gli ambienti di ogni genere in cui opera, gli strumenti - tradizionali o "nuovi" - che impiega, le persone presenti dai due lati della barricata, e cioè gli operatori suoi colleghi e gli utenti destinatari, etc.

I manuali generali concernenti le I&D nel loro complesso succedutisi nel tempo nelle varie lingue sono pochi per le evidenti difficoltà di preparazione, e così pure le edizioni successive. Queste ultime seguono comunque due percorsi:

La seconda edizione del nostro manuale appare più vicina all'ultima categoria citata. Infatti il piano dell'opera non è stato modificato rispetto all'edizione del 1999; i dati di ogni tipo sono stati debitamente aggiornati, alcuni capitoli approfonditi, altri... potati; gli allegati si sono moltiplicati. Il numero delle pagine da 382 è passato a 431; ma ciò che più conta è l'aver fatto intendere in ogni modo quanto la professione debba adeguarsi a concetti come la società dell'informazione oppure come sia influenzata dai fattori tecnologici. Concordiamo comunque con la presentazione della quarta di copertina e cioè che «il libro riprende e sviluppa queste diverse evoluzioni, pur conservando i principî fondamentali che caratterizzano il mestiere di documentalista: selezione, trattamento e diffusione dell'informazione restano le parole-maestre («maitres-mots»), tenendo sempre presente l'interesse dell'utente».

Il testo è distribuito in sei parti, composte ciascuna da due o tre capitoli: 16 nella prima edizione, 15 nella seconda - a causa della parziale fusione del 5° e del 6° della seconda parte. Il 5° cap. riguardava "La concezione e l'avviamento del servizio di documentazione", il 6° "L'organizzazione del servizio di documentazione" (dal punto di vista concettuale: i linguaggi documentari, classificazioni, thesauri, indicizzazione). Ora nella seconda edizione il 5° capitolo risultante dalla fusione di cui sopra si intitola "La concezione e l'organizzazione del servizio di documentazione"; la descrizione dell' "organizzazione" concettuale che nella prima edizione era appunto inserita in questo cap. 5° è stata però spostata nella 4a parte, cap. 9 "Il circuito del documento: trattamento".

Ci siamo soffermati su questo esempio di spostamento non soltanto per additare un aggiustamento nella collocazione della materia, ma anche per manifestare un nostro rincrescimento. Infatti, durante la ricerca iniziale nelle pagine concernenti questo insieme di competenze professionali, abbiamo constatato una mancanza: benché in questa edizione gli utilissimi "Annexes" - che occupano più di cento pagine - siano 10, a fronte degli 8 della precedente edizione, qui è stato eliminato (e se ne comprende la ragione: si sarebbe dovuto procedere ad una elaborazione ex novo) il così detto "Index alphabétique", un indice alfabetico per soggetto che allora (p. 355-364) permetteva l'immediata individuazione della pagina ove reperire un determinato tema o elemento trattato. È pur vero che sono stati mantenuti altri indici, compresa la capillare "Table des matières", che comprende quasi pagina per pagina l'elenco di parti, capitoli, capitoletti, riquadri e quant'altro.

Anche in questa come nella precedente edizione le 6 parti sono intitolate:

  1. L'informazione, il documentalista e l'utente
  2. Documentazione, organizzazione e impresa
  3. Documentazione, informatica e rete
  4. Documentazione, tecnica e documento
  5. Documentazione, gestione e risultato
  6. Documentazione e società.
Queste 6 parti, che costituiscono il "grosso" del testo, sono precedute da una Introduzione che, oltre a presentare le indicazioni dei mutamenti verificatisi in esso (e naturalmente nell'universo I&D), riassume, in un dozzina di righe per ciascuna, il contenuto di ogni parte: ottimo esempio di abstract d'autore ben fatti. La 7a parte riguarda la Conclusione, più "prospective" rispetto a quella della 1a edizione in cui comunque già si trattavano "le prospettive del mestiere del documentalista". Nella nostra edizione la Conclusione (p. 331-335) si intitola "Inventer le futur". Per far ciò «... in una società in cui il cambiamento è divenuto la norma, dove l'informazione digitale si sviluppa, i documentalisti debbono promuovere i valori professionali» (p. 16), nonché riflettere sul divenire del loro mestiere.

L'AIDA viene ricordata nelle pagine riguardanti la cooperazione sul piano internazionale (ECIA) e in quelle sulle associazioni nazionali, accanto all'AIB, mentre "AIDAinformazioni" è citata nell'all. 8 tra le «riviste professionali straniere». Tra gli altri allegati, la "Bibliografia generale" (all. 10) privilegia quella in lingua francese - come del resto quella posta alla fine di ogni capitolo -, e così il "Glossario" (all. 6) , nonché l'all. 1, "nuovo" rispetto all'edizione precedente sulla "Definizione dei mestieri dell'informazione e della documentazione", la cui fonte è l'ADBS, associazione più volte citata e tenuta ben presente in tutto il manuale. Altrettanto "nuovo" rispetto alla precedente edizione è l'annexe 5, "repertorio delle fonti d'informazioni e dei siti Internet", disposti secondo l'ordine dei capitoli (p. 363-390), «non esaustivo» ma di grande utilità.

Benvenuta dunque un'opera sui cui molti elementi si potrebbe ancora parlare a lungo, agevole da consultare, poiché concentra e spiega con semplicità dettagli che a noi nel tempo si sono spesso chiariti soltanto tramite molteplici ascolti e varie letture.


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