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AIDAinformazioni |
ISSN 1121-0095, trimestrale
anno 21, numero 1, gennaio-marzo2003 |
I fatti: la lettura della citazione di una frase riguardante Plotina,
l'imperatrice moglie di Traiano, tratta dall'opera più nota di Marguerite
Yourcenar, e la ritrasmissione in televisione di un film del 1957; i personaggi:
Plotina appunto (II sec. d. C.), amante dei libri e della filosofia di
Epicuro, che, a quanto pare, contribuì a far eleggere imperatore
Adriano dal Senato, e Katherine Hepburn, volitiva attrice del secolo XX,
nota per interpretazioni sempre "giuste" in parti di ogni genere fino a
tarda età.
Più precisamente, ci siamo trovate a zoomare su un'azione che
la Yourcenar nelle sue Memorie di Adriano (Einaudi, 1988) fa attribuire
a Plotina dall'imperatore, nonché su un particolare tipo di servizio
di informazione - obsoleto almeno nella forma nel 2000 - che il personaggio
recitato dalla Hepburn dirige e svolge per il proprio ente nel film La
segretaria quasi privata (più pertinente il titolo originale The
desk set). Confessiamo che, quando il film uscì, insieme ad un gruppetto
di colleghe del CNR ci sentimmo molto vicine e simili alle consorelle nordamericane:
in fondo, con le debite differenze, allora ci comportavamo all'incirca
nella stessa maniera.
Plotina e Marguerite
Siamo state così indotte a rileggere il testo della Yourcenar ed abbiamo constatato quante volte ricorreva il nome di Plotina; anche se l'Autrice è stata un momento tentata di presentarla come protagonista del volume, è però costretta ad aggiungere nei suoi Taccuini di appunti (p. 287): «Impossibile prendere come figura centrale un personaggio femminile, porre ad esempio come asse del racconto, anziché Adriano, Plotina. La vita delle donne è troppo limitata o troppo segreta. Se una donna parla di sé, il primo rimprovero che le si farà è di non essere più una donna».
Abbiamo anche ripreso la nota biografia Marguerite Yourcenar. L'invention
d'une vie di Josiane Savigneau (Gallimard, 1990, 542 p.). Vi è
in parte riportato il discorso che l'Autrice fece allorché fu ricevuta
all'Académie française, prima tra le donne, il 22 gennaio
1981. Si sente «circondata, accompagnata da uno stuolo invisibile
di donne che forse avrebbero potuto ricevere questo onore molto prima»
(p. 418) e cita in particolare Madame de Staël, George Sand e Colette.
Riandando alle Memorie di Adriano, non abbiamo potuto fare a meno di
notare il «gruppo paziente di donne» (p. 82), ben visibile
questa volta, che gli ruota attorno sia pure con sentimenti dalle diverse
sfumature: la fredda moglie Sabina, l'affettuosa nipote Matidia e la madre
adottiva e confidente Plotina, la cui «amicizia restava esigente,
ma non erano che esigenze piene di saggezza» (p. 103).
Biblioteca, casa di cura e riserva spirituale
Riferiamo ora la frase di Plotina, punto di partenza di queste righe
messa in bocca ad Adriano nelle sue Memorie: «Penso spesso alla bella
iscrizione che Plotina aveva fatto apporre sulla soglia delle biblioteca
istituita a sua cura in pieno Foro Traiano "Ospedale dell'anima"»
(p. 214).
Qui ci piace pure riportare un'altra frase sulle biblioteche individuata
nel libro, sempre attribuita ad Adriano dall'Autrice, che così ci
svela il proprio pensiero in proposito: «Costruire un porto, significa
fecondare la bellezza di un golfo. Fondare biblioteche, è come costruire
ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito
che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire» (p. 121).
Quali definizioni più belle per una biblioteca si potrebbero
trovare? Entrambe attribuibili in un certo senso a donne. La prima, di
Plotina, che tramite l'iscrizione ci indica nei libri la medicina che si
assume nella biblioteca-ospedale dell'anima. La seconda definizione non
è altro che la riflessione della Yourcenar messa in bocca ad Adriano;
ella identifica le biblioteche come granai di riserve spirituali per il
futuro.
Le renne di Babbo Natale
Per contro, nel piacevole film-commedia, all'epoca avveniristico almeno
per noi italiani e/o europei, la segretaria quasi privata del titolo non
è altro che un ingombrante elaboratore il quale, nell'idea dell'ingegnere-ideatore
recitato da Spencer Tracy, avrebbe dovuto sostituire la piccola squadra
tutta femminile che - grazie alla propria esperienza, alla memoria personale
ed ovviamente alla consultazione dei molti repertori raccolti nella biblioteca
dell'ente - era riuscita fino ad allora a rispondere alle richieste che
pervenivano loro dall'interno, dalle più pertinenti e serie alle
assurde (ad esempio, il nome delle renne di Babbo Natale).
La divertente guerra quasi senza esclusione di colpi con l'enorme ed
esigente elaboratore alla fine non vedrà nessun crudele vincitore
neppure tra gli umani, poiché i protagonisti si renderanno alla
fine conto che la divisione dei compiti e la collaborazione, nonché
l'utilizzo degli idonei strumenti, nel lavoro gioveranno sia all'ente che
a loro stessi (inevitabile happy end a parte).
Ancora segretarie
Nell'attribuzione del titolo La segretaria quasi privata al film The desk set probabilmente si è stati influenzati da un suggerimento del subconscio o addirittura dal ricordo di un noto film del 1931 - nostrano questa volta - dove la brillante attrice Elsa Merlini si calava nei panni de La segretaria privata in carne ed ossa. (A dimostrazione di quanto questa caratterizzazione fosse in voga - come ci è stato ricordato - nell'immediato dopoguerra il "tipo" aveva addirittura ispirato un Cha cha cha della segretaria presentato dalla rossa cantante-ballerina Abbe Lane, che evidentemente ne poteva rappresentare soltanto un particolare esemplare).
Rimanendo in Italia e nel tema, alla fine degli anni Cinquanta il Manuale della segretaria moderna, questa volta, è stato a lungo consultato e apprezzato dalle donne, e non soltanto da segretarie: d'altra parte quest'ultimo è un termine dalle svariate sfumature e valenze, che il Manuale tenta in certo senso di esplorare grado per grado.
Per quanto attiene all'organizzazione del lavoro interessa comunque
anche le professioniste dell'informazione. Se proprio vogliamo pensare
in termini "documentari", convincono ancora principî e pratiche illustrati
in vari capitoli. Citiamo, come esempi, dalla Parte 2. Il lavoro di
tutti i giorni, il cap. 6. L'arte di comportarsi (p. 219 sgg.)
o il cap. 10. L'archivio (p. 291 sgg.) con i suoi capitoletti sui
sistemi di classificazione (sistema alfabetico, numerico, geografico o
decimale).
Abbiamo in mano la 2a edizione del 1959 (senza autore, FrancoAngeli
ed.). Nelle 590 pagine del Manuale sono incluse molte fotografie,
non comprese nella numerazione, di attrezzature varie a chiarimento del
testo: forse ora costituiscono l'elemento più out o meno
"moderno" della pubblicazione, facendoci talvolta sorridere, ma ricordandoci
quelle da noi impiegate. Di certo si è molto distanti dal contemporaneo
elaboratore/segretaria quasi privata del film americano. Quanto gli strumenti
meccanici siano stati tuttavia considerati importanti nel manuale si desume
dalle accurate didascalie, come pure dall'appendice contenente un'ampia
Guida
delle macchine e forniture per ufficio, suddivise in categorie, per
ognuna delle quali sono indicate le coordinate delle ditte che le producono
o vendono in Italia.
Elenchi che valgono per la storia, oramai, come una certa parte del testo del Manuale, che allora si manteneva al passo con i tempi e la cui organizzazione interna era chiara e convincente; con la scienza del poi diremmo quasi perfetto per gli scopi che si prefiggeva: e cioè «una formazione completa e qualificata» per le novelline ed un «testo di perfezionamento e di consultazione» per le segretarie esperte.
Quattro partizioni principali, con molte suddivisioni:
Ieri e oggi
Tanti i secoli intercorrenti tra l'apposizione dell'iscrizione di Plotina
e la diffusione del film The desk set; eppure, alla prova dei fatti,
quasi sembra che il tempo trascorso tra quest'ultima vicenda relativamente
vicina ed il nostro 2003 sia pressoché maggiore.
Tante comunque le differenze fra le due posizioni poste ad inizio delle
nostre considerazioni; le vediamo soprattutto come mutamenti dovuti appunto
al passare dei secoli e all'inevitabile adattamento umano ai nuovi bisogni.
Le preferenze possono andare verso l'una o l'altra posizione, ma entrambe
hanno il loro valore e la loro giustificazione, avendone noi elette paladine
inconsapevoli Plotina e K. Hepburn.
Accenniamo solo a quelle che ci paiono le più evidenti.