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AIDAinformazioni
trimestrale - ISSN 1121-0095, ISSN elettronico 1594-2201
anno 23, numero 1-2, gennaio-giugno 2005

In-Formazione. Competenze & professioni emergenti 
Rivisitazione di antiche conoscenze e formazioni

Maria Pia Carosella
AIDA, Roma
Se consideriamo i rapporti che l'umanità intrattiene con le conoscenze accumulate nel tempo, semplificando alquanto ci pare sia lecito sostenere che essa suole assumere uno dei seguenti atteggiamenti: le ignora, oppure ne prende atto e le documenta come testimonianze, infine se ne giova, partendo da esse e documentandole per aggiornare e migliorare le proprie azioni. Tra i tanti svariati esempi di queste ultime posizioni siamo stati colpiti dalle seguenti riportate in recenti numeri di due periodici.

Il numero di settembre 2004 del "Notiziario Sistema università" dell'Università degli Studi di Milano è totalmente dedicato alla mostra Il tesoro della Statale. Collezioni e identità di un grande Ateneo. Milano, 23 novembre 2004 - 13 febbraio 2005.

La Mostra celebra gli ottant'anni dell'Università e "presenta alcuni suoi sconosciuti tesori - artificialia e naturalia, prodotti dall'ingegno degli uomini, ma anche dalla natura - accomunati da un'originaria destinazione di studio, di conoscenza, di sapere", come ci spiega Antonello Negri, suo curatore scientifico, che continua: «Si tratta di una selezionata rassegna di materiali, reperti, strumenti, preparati e volumi di speciale interesse storico e documentario, originariamente destinati alla ricerca e alla didattica…». Sono "documenti" trasmessi all'Università da istituzioni precedenti la sua fondazione (talvolta risalenti a secoli fa), ma anche acquisiti successivamente, come ricordato dal rettore Enrico Decleva, che illustra «collezioni e identità dell'Ateneo».

Nel periodico troviamo poi 8 pagine, una per ogni sezione in cui la Mostra si articola. Una unica pagina di descrizione - succinta ma ben chiara - per ogni "blocco" esposto risulta sufficiente alla comprensione della manifestazione: d'altronde il periodico è un in-folio di sole 12 pagine, tra l'altro di aspetto assai accattivante.
I documenti-tesoro sono stati attinti dai vari istituti universitari, mentre la loro presenza in una determinata sezione della Mostra non rispecchia necessariamente la loro dislocazione. Riguardano comunque tutto lo scibile. In questa sede desideriamo mettere in rilievo soprattutto i seguenti punti:

Le parole fin qui riportate dal "Notiziario Sistema università" trovano, più di recente, un preciso riscontro ne "Il Sole - 24 Ore" (30 gennaio 2005, p. 46). Qui Ada Masoero, nel suo contributo La Wunderkammer della Statale, sia pur inserito nella rubrica "Collezioni scientifiche", sembra riecheggiare l'interesse particolare che nella Mostra viene dato al libro in tutte le sue forme, dall'antico codice ai più vari tipi di stampati.

Nel periodico dell'Università riscontriamo alcune situazioni particolarmente legate alle I&D: nella sezione "Psyche" ad esempio la Clinica del lavoro Luigi Devoto, «la più antica struttura al mondo per lo studio, la diagnosi e la prevenzione delle malattie legate al lavoro», ha presentato «una documentazione di carattere prevalentemente bibliografico…», mentre una scelta di opere di valore assoluto per la storia della medicina proviene dalla Clinica ostetrica ginecologica per «ricordare quel progetto degli Anni Trenta del Novecento che vedeva la Clinica milanese al centro di un sistema bibliografico ostetrico-ginecologico nazionale».
Nella Mostra (e di conseguenza nel periodico) ci pare di riscontrare quindi non soltanto la volontà di dar lustro alle ricchezze possedute dalla Statale e di segnalare le opzioni di quanti nel tempo hanno partecipato al suo espandersi, ma anche - documentandole in parte grazie a libri - l'intenzione di suggerirne un proseguimento adeguato all'epoca in cui viviamo.
 
 

Un tipo più pratico e propositivo, anche se concentrato su un solo pur vasto argomento, è lo scopo di alcune pagine del "Corriere Lavoro", allegato al "Corriere della Sera" del 29 ottobre 2004. Vi si esaminano i mestieri dell'antico, l'evolversi cioè di alcune attività in qualche modo collegate all'archeologia nell'incontro di una disciplina esistente da tempo con nuovi metodi e strumenti del sapere: ecco dunque un ennesimo esempio di percorso professionale che parte da antiche conoscenze, se ne appropria e grazie a nuove applicazioni e tecnologie enuclea mestieri appunto "nuovi" (o talvolta adattati). È quanto si deduce dalle considerazioni fatte da vari «professionisti dell'archeolavoro» intervistati e dagli esempi presentati nel periodico.

L'introduzione è opera di Paolo Matthiae, professore di archeologia all'Università di Roma e noto anche ai non esperti come direttore degli scavi della siriana Ebla. Sia pure brevemente tocca molteplici argomenti, consolidati o emergenti: la professione dell'archeologo «comincia sui libri», cioè dallo studio; «la formazione mantiene ancora il percorso tradizionale»; l'attività lavorativa può esplicarsi nell'ambito di grandi istituzioni o di cooperative private, mentre «si è affermata la figura dell'archeologo free lance». Rispetto al passato, ecco che già si intravvede un avvicinamento alle novità, ma Matthiae insiste, poiché dichiara che «l'aspetto nuovo e interessante degli ultimi anni è rappresentato dal fatto che oggi gli archeologi si avvalgono sempre di più di giovani specialisti che sono una sorta di incrocio tra un archeologo e un paleobotanico, geologo o zooarcheologo».

Accanto a queste competenze innovative collegate alle scienze naturali, entra poi in gioco l'informatica. Nel "Corriere Lavoro" viene portata ad esempio l'azione di Bernie Frischer, ora insegnante di archeologia classica in Virginia, ma «famoso in mezzo mondo per le tecniche con cui applica l'informatica agli studi classici». Suo è il software «l'archeologo virtuale» per la ricostruzione al computer di siti scavati.
 
 

A fronte di questi e di altri "meditati" esempi di tali applicazioni, constatiamo il moltiplicarsi di talvolta improbabili ricostruzioni al computer riguardanti monumenti, luoghi e perfino volti di persone di tempi più o meno lontani.

In breve, pare che i loro intenti oscillino da quello scientifico alla divulgazione più o meno impegnata o addirittura all'intrattenimento: ed infatti siamo tutti al corrente degli scambi di idee circa il valore non solo educativo ma anche informativo per lo meno dell'ultimo tipo di manifestazione citata. Dobbiamo però ammettere che in taluni casi possono avere un loro fascino e rendere la conoscenza meno "asciutta". In questa sede però ci sentiamo di approvare soltanto le ricostruzioni virtuali che, partendo da presupposti documentari veritieri, offrano la conseguente attendibile informazione su un determinato evento. Lo studioso alla ricerca della conoscenza non esita comunque a fissare la propria scelta tra il rudere di monumento autentico, da considerarsi già di per sé un "documento" (di un'epoca storica, di un percorso architettonico, etc.), ed un'affascinante - ma forse non giustificata - ricostruzione computerizzata.

Al di fuori dei contributi finora citati, nel nome dell'interdisciplinarità ne ricordiamo altri che discipline o strumentazioni innovative diverse hanno offerto all'archeologia "pura" di studio o di scavo. Se ad esempio ci rifacciamo alla narrazione della recente scoperta a 13 metri di profondità avvenuta a Roma di un grande mosaico neroniano rappresentante una vendemmia (cfr. "Il Messaggero", 18 gennaio 2005), apprendiamo che vi hanno contribuito l'occhio elettronico di un robot prima, e poi un gruppo di speleologi specializzati in questi tipi di intervento.

Inoltre, se andiamo indietro nel tempo ad una trentina di anni fa seguendo i nostri ricordi personali, in un Istituto del CNR in cui già si associavano chimica e antichità, si riuscì a "resuscitare" profumi contenuti in ampolle romane. È anche noto che subito dopo la seconda guerra mondiale furono utilizzate foto aeree del territorio italiano, scattate a suo tempo dagli "alleati" a fini bellici, per la identificazione di siti archeologici, come tumuli funerari, percorsi di strade antiche, etc.
 
 

Ritornando alla nostra fonte originaria, accanto alle figure professionali emergenti, frutto dell'accostamento tra archeologia e scienze naturali o tecnologie, il "Corriere Lavoro" pone anche quella del "manager culturale", che si interessa dell'aspetto business della cultura. È una «figura molto richiesta  sul mercato», secondo Rosanna Cappelli, archeologa e direttore area musei, mostre e beni culturali di Mondadori Electa, per la quale però - come d'altronde per altre - non esiste una formazione ad hoc, donde: «tanta gavetta sul campo».

Il periodico considera infine due figure professionali "affiancatrici" dell'archeologia, che stanno anch'esse acquistando sempre maggiore considerazione. Purtroppo, per ragioni contingenti e diverse, nel loro ambito agiscono professionisti non sempre abbastanza preparati. Sono: il restauratore, per il quale «non esiste una vera certificazione che distingua il professionista vero da chi ha frequentato un corso di restauro di tre mesi»; e la guida turistica, per cui, anche se sono già pronti elenchi di professionisti iscritti ad albi ufficiali, si sta aspettando che «le province pubblichino sui loro siti internet gli elenchi delle guide autorizzate».

Ci siamo forse troppo dilungati sui tanti "mestieri" dell'archeologo. Si deve al fatto che vi abbiamo rinvenuto tante assonanze con quanto si va verificando per i professionisti di altri settori tra cui l'I&D. Leggendo le righe del "Corriere Lavoro", troviamo infatti più volte citate tematiche quali: formazione, certificazione, management della conoscenza, nuove figure professionali nate dalla commistione di competenze differenti, etc. Giustamente consideriamo tali tematiche come "nostre". D'altronde, ribadiamo, sono comuni a quelle discipline in cui oggi notiamo i tentativi di innovare, anche aggregando competenze professionali diverse, fermo restando - a parer nostro - che per ognuna di esse esistono campi di conoscenza ineludibili, perché riportabili alla specifica base di quella stessa disciplina. Per tutte auguriamo che riescano a trovare risposte e soluzioni a comuni problemi.


© AIDA - Mail to Webmaster - Creato 2006-06-24