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AIDA Informazioni
ISSN 1121-0095, trimestrale
anno 20, numero 2-3, aprile-settembre 2002

Recensioni
A cura di Anna Baldazzi
"Storia e futuro. Rivista di storia e storiografia", n. 1, aprile 2002 <www.storiaefuturo.com>
Recensita da Mario De Gregorio <degregor@comune.siena.it> Biblioteca Comunale degli Intronati, Siena 
Nasce una nuova rivista italiana di storia on-line. Ed è certamente una notizia positiva, destinata com'è a vivacizzare ulteriormente un panorama che, comunque, si presenta da qualche anno a questa parte, da quando cioè anche nel nostro Paese gli stessi restii studiosi di discipline umanistiche si sono dovuti interrogare sulla possibilità che l'information technology possa rappresentare per la ricerca e la didattica uno strumento sicuramente utile o addirittura per certi versi irrinunciabile, abbastanza in movimento.
Questo pure in assenza di quel dibattito che invece si è sviluppato negli Stati Uniti e in Gran Bretagna e che si è limitato, nel contesto della storiografia italiana accademica, a proporre grosso modo una generica divisione fra accaniti sostenitori (non molti) e altrettanto implacabili scettici (la gran parte), senza per questo investire l'insieme della professione storica ai suoi massimi livelli istituzionali. Tant'è che, a dispetto delle prove sempre più consistenti delle potenzialità offerte dall'IT, il ricorso alle potenzialità della rete in questo specifico settore in questo momento sembra ancora ben lontano in Italia da livelli accettabili.

Vanno ricordati in questo senso, tanto per limitarsi a citare alcuni esempi noti al grande pubblico, le esperienze di alcuni e­journalcome "Cromohs, cyber review of modern history" <www.cromohs.unifi.it>, rivista elettronica di storiografia moderna e biblioteca elettronica di fonti di storiografia storica e filosofia della storia in età moderna, "Storia in network" <www.storiain.net>, fondata nel 1996, la prima rivista di storia italiana nata e pensata per la rete, "Storia in rete" <www.storiainrete.com>, "Storie contemporanee. Didattica in cantiere" <www.novecento.org/novecento.htm>, rivista di didattica della storia curata da una specifica commissione dell'INSMLI (Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia); e le versioni on-line di riviste storiche tradizionali come "Studi storici", trimestrale dell'Istituto Gramsci, www.mediatel.it/liberliber/biblioteca/testiinhtml/riviste/studis>), "Passato e presente" <www.storia.unifi.it/_paspres>, "Novecento" <www.comune.modena.it/associazioni/istorico/page/editoria/home_novecento.htm>, "I viaggi di Erodoto" <www.viaggidierodoto.com>.

In realtà poi va detto che alla categoria della "storia" può essere ricondotta una grande varietà di prodotti elettronici multimediali, molto diversi fra loro e lontani di fatto da quello che in àmbito professionale e accademico si qualifica tradizionalmente come "storia" o "storiografia". Questa molteplicità e multiformità dei prodotti e il loro stesso livello finiscono spesso per condizionare l'approccio al web in questo campo. Pongono cioè il problema di una equiparazione degli strumenti e dei prodotti storiografici destinati alla rete con quelli tradizionali. Il che vuol dire anche interrogarsi se la validità dei primi non risieda solo e soltanto nel poter essere ricondotti a standard omogeneizzabili invece di configurare concretamente nuove forme di produzione e di comunicazione dell'informazione storica, nei suoi aspetti documentari, didattici e narrativi.

L'idea di "Storia e futuro. Rivista di storia e storiografia", il nuovo prodotto nato dalla collaborazione di conosciuti docenti ed esperti del settore come Maurizio Degli Innocenti, Franco Della Peruta e Angelo Varni, è quella – come viene esplicitato in apertura del primo numero – di porsi a metà fra l'elaborazione storiografica tradizionale ed una nuova morfologia di intervento nel contesto della ricerca storica che tenga nel dovuto conto il prendere piede di nuovi media, avviando «una rivista storica tendenzialmente pensata per le specifiche esigenze del web, ma che si richiami agli obiettivi di sempre della metodologia della ricerca storica».

Siamo lontani quindi da una volontà di sovvertimento radicale degli obiettivi e delle metodologie che hanno caratterizzato finora la disciplina - processo che rischierebbe di far perdere di vista aspetti decisivi dell'euristica stessa delle scienze storiche e che continua a contraddistinguere di fatto anche tutta una serie di prodotti esistenti in rete, non solo italiani. «Le procedure disciplinari consuete» - questa è l'irrinunciabile premessa del nuovo periodico on-line -, non possono essere disconosciute, ma serve piuttosto «avvalorarle e verificarle lungo un processo cognitivo in costante evoluzione, aperto, largamente partecipato e fondato sul principio della rete».

Dell'impresa convince proprio questo volontario e ragionevole permanere, ampiamente garantito dalla serietà e dall'esperienza dei collaboratori, nell'àmbito della impostazione scientifica tradizionale, con la volontà comunque di misurarsi criticamente con i nuovi strumenti di diffusione del sapere e con un approccio orientato fortemente anche all'attualità e alle molte e diversificate implicazioni della didattica della storia.

La sfida, che auspichiamo vincente, del gruppo di "Storia e futuro" consiste alla fine insomma proprio nella capacità di sottrarsi, tentando di costruire un ponte fra passato storico e prospettive di futuro, ad una semplicistica operazione di "innovazione per l'innovazione", per restare nell'alveo di un approccio tradizionale, seriamente scientifico alla conoscenza storica, ma coniugato sul piano di una accessibilità diversa e certo più attagliata alle esigenze di un target composito e di una didattica diffusa della storia. «Non quindi - come viene chiarito nella Presentazione - una semplice trascrittura informatica di una rivista cartacea; ma un prodotto capace di adeguare all'innovazione tecnica le modalità scientifiche e le forme espressive della disciplina storiografica.

Con l'obiettivo, certo ambizioso, di individuare stili e contenuti in grado di parlare ai giovani, di aprire con essi un dialogo sul passato, così da non trovarli impreparati di fronte all'attualità, per la cui analisi devono ricorrere all'affannosa e concitata formazione fornita dalla superficialità di qualche programma televisivo o alla buona volontà di qualche giornalista in vena di documentarsi. Se lo spazio della rete - è stato tante volte detto - è indicato per dar vita a nuove comunità virtuali, ci proponiamo con "Storia e Futuro" di costruire una comunità fatta da quanti colgono nei processi della storia non una fredda successione di date e di eventi, bensì quel cammino nel tempo denso di speranze e di tragedie, di ideali e di miserie, di eroismi e di disillusioni, che ci ha portato nel presente e senza il quale risulta assai difficile inoltrarci nel domani».

È ben presente ai redattori, come si vede, quali siano i mutamenti indotti dal ricorso alla rete nell'àmbito della ricerca storica. Un tema denso, su cui non sono mancati negli ultimi anni tentativi di bilancio basati su diverse metodologie d'indagine. Vanno ricordati a questo proposito almeno il rapporto del 1997 di Pavliscak, Ross e Henry, IT in Humanities Scholarship: Achievements, Prospects and Challenges (American Council of the Learned Societies, "Occasional Paper", n. 37, 1997), il primo numero del "Journal of the Association for History and Computing" <ssd1.cas.pacificu.edu/history/jahc/jahcindex.htm>, l'indagine promossa dall'American Historical Association e pubblicata su "Perspectives" nel febbraio 1998 <chnm.gmu.edu/aha/persp>, il volume Writing, Teaching and Researching History in the Electronic Age, a cura di Dennis A. Trinkle (New York : M. E. Sharpe,1998).

Specificamente per l'Italia vanno almeno ricordate le due raccolte di atti congressuali Storia e Multimedia (1994), a cura di F. Bocchi e P. Denley (Atti del VII Congresso Internazionale dell'Association for History and Computing. Bologna, 1994) e Storia e computer. Alla ricerca del passato con l'informatica (1996), a cura di S. Soldani e L. Tomassini (Milano : B. Mondadori, 1996). Contributi che non hanno certo esaurito la discussione anche nel nostro Paese (cfr. di recente ad esempio la rassegna di Michelangelo Vasta, Storia di Internet. Internet per la storia. La rete e le risorse per lo storico economico. "Archivi e imprese", n. 17, gennaio/giugno 1998, p. 109-146).

La grafica della nuova rivista on-line si configura come non proprio essenziale ma certamente efficace e studiata per un impatto non invasivo. L'impaginazione si affida giustamente ed utilmente ad una rubricazione molto scandita. I link presenti nella home page rispecchiano sostanzialmente i caratteri fondanti del periodico: Percorsi (problemi di storia e ricerca storiografica. - In questo numero un editoriale di Carlo Spagnolo su Il passato della ricerca e il futuro degli istituti storici tedeschi), Didattica (problemi connessi alla didattica della storia. - Nel numero di apertura, di Umberto Baldocchi e Stefano Bucciarelli, il resoconto di Teaching Europe. Firenze, 15-16 giugno 2001 e un'interessante intervista/confronto di Angelo Varni sull'Insegnamento della storia contemporanea nella scuola italiana con De Bernardi, Sabbatucci, Della Peruta), Scaffale (recensioni, ma con un taglio volutamente orientato al commento), Laboratorio (ricerche in corso, puntualizzazioni su percorsi di ricerca), Agenda (convegni ed eventi in Italia e all'estero).


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