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AIDA
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ISSN 1121-0095, trimestrale
anno 19, numero 4, ottobre-dicembre
2001
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Recensioni
Brunella
Longo, La nuova editoria. Mercato, strumenti e linguaggi del libro in
Internet, Milano : Editrice Bibliografica, 2001, 209 p.
Mario De Gregorio
Una quindicina di anni fa, a metà
degli anni Ottanta del secolo scorso, Henri-Jean Martin, uno degli autori
de L'apparition du livre, rivelava con meraviglia mista ad una buona
dose di orrore che durante un congresso di bibliotecari francesi un'agenzia
di stampa aveva provveduto ad annunciare con enfasi il titolo del primo
libro «non imprimé»,
Le pharaon aveugle del canadese
Burke Campbell, «écrit sur un ordinateur du Resource Art and
Culture Center de Toronto» e diffuso dagli editori «à
l'échelle de la nation entière, à destination de terminaux»
(cfr. La naissance du livre moderne: un nouveau système de pensée,
in Pour une histoire du livre (XVe-XVIIIe siècle). Cinq conférences,
Napoli 1987, p. 25). Quello che atterriva lo studioso francese, già
choccato nell'occasione dalla rivelazione di un alto funzionario del Ministero
dell'Educazione Nazionale riguardo al fatto che nel 2010 tutti, a casa
o in ufficio, sarebbero stati in grado di avere informazioni in tempo reale,
era in qualche modo il prospettarsi di un futuro a dir poco agghiacciante:
«dans un tel contexte il semble bien que le livre, tel que nous le
connaissons, et qui nous apparaît encore comme la forme de communication
idéale, la plus èlaborée et organisée, en quelque
sorte sacralisée, se trouve concurrencée par d'autres formes
de communication, et vit peut-être ses dernières années»
(ivi, pp.25-26).
In realtà quello
della imminente scomparsa del libro è stato un tema che inaspettatamente
(vista la storica insensibilità al problema) anche in Italia ha
avuto una discreta fortuna, attirando l'attenzione da parte di vari settori
soprattutto nel decennio sopra ricordato, quando si erano fatte finalmente
più pressanti le preoccupazioni, confortate dai risultati di qualche
indagine, per le tradizionali scarse attitudini italiane alla lettura,
per la progressiva concentrazione del settore editoriale, per l'assenza
cronica di politiche di sostegno al mondo del libro da parte dello Stato
(cfr. solo ad esempio la raccolta di saggi in Il destino del libro.
Editoria e cultura in Italia, Roma 1984). Anni in cui la concorrenzialità
di una sostanziale smaterializzazione dell'oggetto/libro, di diverse modalità
di lettura e di approccio testuale e di canali non tradizionali di diffusione
e trasmissione del testo era ancora qualcosa non di lontano a venire, ma
addirittura di inimmaginabile. Chiaro che in tempi recenti le innovazioni
apportate dallíeditoria elettronica facciano fatica a farsi strada nella
coscienza degli addetti ai lavori della penisola, anche se - va riconosciuto
- non mancano positivi segnali di risveglio e l'ultimo torinese «Salone
del libro» ne è stato in qualche modo la testimonianza, insieme
con la consapevole partecipazione editoriale italiana alla recente kermesse
di Francoforte.
Questo volume di Brunella
Longo rende conto in qualche misura anche in ambito nazionale della «rivoluzione
inavvertita» (tanto per usare il titolo della traduzione italiana
di un famoso saggio sulla storia del libro come fattore di mutamento di
Elisabeth L. Eisenstein, proprio degli anni sopra ricordati) maturata nel
mondo del libro nel corso, grosso modo, dell'ultimo decennio: quello dell'impatto
devastante di Internet e dell'epocale sconvolgimento delle tradizionali
coordinate di produzione e di mercato all'interno del complesso universo
editoriale mondiale. Un cambiamento radicale di cui agli inizi degli anni
Novanta non si avvertiva la prossimità nemmeno fra gli addetti ai
lavori d'oltreoceano (cfr. ad esempio la totale assenza di riferimenti
ad Internet anche nella conferenza tenuta alla fine di gennaio 1992 alla
scuola per librai Umberto e Elisabetta Mauri da un addetto ai lavori come
Herbert R. Lottmann, di Publishers Weekly, ora in Dieci domande
sui libri, Palermo 1993), ma che si è venuta configurando in
un tempo relativamente breve come repentina e di portata storica. Ormai
- come sintetizza efficacemente la Longo - «né le relazioni
tra gli attori, né i comportamenti di consumo, né l'offerta
di tecnologia, né le tipologie di ricavi, né i format editoriali,
né tantomeno gli assetti proprietari delle grandi concentrazioni
globali si basano su modelli lineari» (p. 11). Soprattutto - ed è
il dato di partenza del volume - cíè la consapevolezza di trovarsi
di fronte ad una sorta di «editoria senza editori», ad uno
scenario insomma in cui la figura del tradizionale intermediario/fornitore/finanziatore
del mercato del libro sembra correre verso una sua inevitabile destrutturazione
e dispersione. Un vuoto di ruolo e di funzioni che è anche lecito
chiedersi se verrà in futuro riempito da una diversa generazione
di autori, nuova casta destinata a gestire, com'è stato immaginato
ad esempio dallo Jason Epstein di Book Business, tutte le fasi del
processo relativo al testo, dall'elaborazione al mercato (cfr. in proposito
le anticipazioni allíedizione italiana: L'era del libro fai da te,
suppl. a Il sole 24 ore, domenica 13 maggio 2001, p. 1).
In uno scenario di questo
tipo il volume della Longo individua in un ampio spettro del mercato internazionale
(una fitta serie di case history esemplificano la concettualizzazione
e scandiscono tutto il volume) le strade scelte dagli editori tradizionali
e dalle grandi concentrazioni editoriali nell'approccio con Internet: una
gamma di soluzioni diversificate che nella loro varietà finiscono
certo per rappresentare un campionario delle incertezze ancora presenti
sul mercato, ma tutte, di fatto, caratterizzate dalla presa d'atto di un
massiccio fenomeno di disintermediazione o almeno di ricerca di nuove morfologie
di intermediazione in grado, in ultima analisi, di giustificare in qualche
misura la persistenza del ruolo dellíeditore. Il fenomeno, ricorda il volume,
ha interessato molti editori nella seconda metà degli anni Novanta,
tentati dallo sfruttamento della rete come canale diretto di vendita e
come recettore di entrate supplementari legate allíofferta pubblicitaria.
Tentativi in gran parte destinati al fallimento di fronte alla crescita
di risorse finanziare da destinare alla manutenzione dei siti Internet
e alla constatazione della funzionalità in termini commerciali di
questi ultimi soltanto se inseriti in un'azione parallela di consolidate
relazioni dirette con gli utenti finali, di promozione tradizionale, di
pubblicità su canali usuali.
Questi insuccessi - sembra
suggerire il volume - non inficiano il fatto che la ricerca di nuove forme
di intermediazione sia un'esigenza ormai irrinviabile per gli editori,
che devono in sostanza rivedere líintera organizzazione del proprio business,
nella prospettiva che la progressiva crescita del canale elettronico nella
diffusione dei testi renderà di fatto non più necessari i
ruoli di stampatore e di distributore.
Su questa strada il volume
passa ad una rassegna analitica sulle nuove forme di intermediazione dell'editoria
digitale: siti che si propongono di costruire rapporti fiduciari con il
pubblico; infomediaries, che mettono a dispozione motori di ricerca
specifici; servizi di comparative shopping; servizi per la pubblicazione
e la vendita di libri elettronici. La successiva individuazione delle tipologie
di ricavi introduce invece direttamente ai meccanismi e alle prospettive
di mercato del settore, con una serie di riflessioni - in una parte consistente
del volume che si potrebbe definire "manualistica" - sul commercio elettronico
e sulla sua attuale legislazione, sulla progettazione dei siti, sui sistemi
software, sui pagamenti on-line. Il tutto con appunti illustrativi sull'attività
di Amazon.com e sulla libreria virtuale italiana che aprono a considerazioni
finali sul passaggio dal commercio elettronico al mercato elettronico.
Gli e-book costituiscono
l'argomento della seconda parte del volume. Protagonista anche di recente
di dibattiti spesso contrastati sullíargomento, l'autrice ripercorre brevemente
le vicende e le difficoltà legate alla diffusione del libro elettronico,
additando per questa particolare nicchia di prodotto una prospettiva non
condizionata dallíespansione dei cd-rom, sempre più indirizzati
verso soluzioni ibride on/off line e i DVD, ma «dalla capacità
di individuare formule di distribuzione in rete, a pagamento, di libri
utilizzabili attraverso una molteplicità di computer diversi (handled
o palmari, computer da tavolo, apparecchi dedicati alla lettura come gli
e-book) e che, in definitiva, si possano stampare in versione personalizzata,
su richiesta» (p. 96). Su questo terreno - come sottolinea il volume,
che poi ne trarrà le conclusioni nellíultimo capitolo - le difficoltà
si incontrano sul piano, a partire dal 1998-99, della crescita esponenziale
di edizioni in formati proprietari: la fruibilità delle edizioni
richiede di fatto all'utente finale la disponibilità di diversi
programmi software o apparecchi hardware per la lettura.
Interrogandosi sul futuro
dell'e-book, che finora ha "appassionato" gli addetti ai lavori, la Longo
sembra a nostro avviso moderatamente pessimista, prefigurando scenari abbastanza
interlocutori: «Sembra già di poter intravvedere - dichiara
- che in futuro l'eterogeneità dei formati, sebbene ridotta dalla
più puntuale adozione di standard aperti, continuerà a giocare
un ruolo decisivo ai fini della differenziazione e del versioning dei contenuti»
(p. 97). Al di là delle previsioni per il futuro, comunque il volume
contribuisce anche in questo caso ad esemplificare una serie consistente
di informazioni e dati di indubbia utilità sull'intera questione,
analizzando a lungo il problema sia dalla parte dei produttori (autori
ed editori) che dei fruitori, e affrontando con estrema competenza ed estensione
la diversificazione dei prodotti e delle apparecchiature, visto che lo
stesso futuro dell'editoria in Internet - questa la tesi del volume - risiede
negli scenari che potranno prefigurarsi - oltre che nella «organizzazione
della produzione mediante nuove architetture tecnologiche» (p. 102)
- nell'hardware e nel software.
L'ultima parte di questo
volume di Brunella Longo attiene - e non a caso - ad un altro decisivo
aspetto dell'editoria elettronica: il print on demand. Un fenomeno, anche
quest'utimo, esploso nel mondo dell'editoria a partire dagli anni Novanta
e che, di fronte ai cambiamenti avvenuti nel settore della stampa dal secolo
XVIII in avanti (in successione macchina di Koenig, legatura meccanica,
rotativa, fabbricazione meccanica della carta, linotype, fotocomposizione)
presenta, attraverso l'impiego della stampa digitale, la particolarità
di superare l'equazione tradizionale innovazione = aumento della produzione
e diminuzione costi di stampa e imporre invece un mutamento sostanziale
nel rapporto tra domanda e offerta di prodotti editoriali a stampa e non
solo. Le innovazioni legate al print on demand, illustrate con acribia
dall'autrice nellíultima parte del volume, costituiscono insomma - e questa
sembra in qualche modo la vera conclusione del saggio - la quadratura del
cerchio nell'ambito attuale dello status dell'intera editoria elettronica,
«l'anello mancante perché la produzione editoriale e la distribuzione
dei libri possano migrare, radicalmente trasformate, nello spazio del mercato
elettronico, per tornare a offrire sempre e comunque il prodotto finito
a chi lo richieda, in un formato, quello a stampa, che a differenza del
formato e-book ha una domanda certa e di proporzioni economicamente rilevanti
ben al di là del mercato embrionale del libro elettronico»
(p. 166). Cioè, comunque e in qualche modo, un ritorno al libro
classicamente inteso.
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- Creato 2001-12-20