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AIDA Informazioni
trimestrale - ISSN 1121-0095, ISSN elettronico 1594-2201
anno 22, numero 1-2, gennaio-giugno 2004

AIDA 2004-2006: un'agenda per i prossimi tre anni
Ferruccio Diozzi
Presidente di AIDA, f.diozzi@cira.it
Premessa

All'inizio degli anni Settanta una bella canzone, portata al successo da un giovanissimo Massimo Ranieri, indicava nei "vent'anni" compiuti dal protagonista l'inizio della vita.
Si può dire qualcosa di analogo per la nostra associazione: anche attraverso molte difficoltà, siamo riusciti, nei vent'anni passati, a diventare un organismo adulto; ora, naturalmente, siamo chiamati ad assumerci un numero sempre maggiore di impegni da assolvere nella maniera migliore possibile.
Il nostro lavoro nel prossimo triennio sarà orientato in questa direzione.

Lo scenario

AIDA si muoverà, in questi tre anni, presumibilmente in uno scenario in ampia evoluzione.
Tre sono le condizioni al contorno che determinano tale scenario:

Su ognuna di queste grandi tematiche AIDA ha già espresso posizioni nette: suo compito, nel prossimo triennio, sarà quello di svilupparle ulteriormente, perfezionandole e, dove necessario, integrandole; creando occasioni di scambio di idee con le comunità professionali e con quelle degli utenti; sviluppando un'adeguata azione politica nei confronti dei decisori, istituzionali, politici, economici; ponendo all'attenzione di tutti la professione ed i suoi risvolti.

Società dell'informazione, bisogni informativi, libertà
Via via che passa il tempo questo tema assume una valenza sempre più concreta e si allontana dalla chiacchiera, salottiera e francamente fastidiosa, da cui, per un lungo periodo, era stato caratterizzato, soprattutto in un Paese come il nostro.
Non si parla più, o si parla meno di una "società dell'informazione", troppo spesso confusa con il "mercato dell'informazione", che avrebbe beneficato tutti, economicamente e culturalmente.
Accanto alle opportunità, vengono sempre più messe in evidenza le criticità della società complessa sul tema. L'"accesso all'informazione" incontra sempre nuovi ostacoli. Alcuni presupposti, culturali e tecnologici, lo farebbero immaginare sempre più facile e più diretto. Al contrario gli osservatori attenti notano lo sviluppo ed il radicarsi di fenomeni come quello delle "asimmetrie dell'informazione": una distribuzione ineguale dell'informazione che determina il mantenimento ed anzi il rafforzamento di ampi fenomeni di esclusione sociale nelle società più sviluppate e l'allargamento del divario tra le diverse aree del pianeta.
Nella vita di tutti i giorni queste tendenze si concretizzano, spesso, in una forte limitazione provocata ai cittadini da approcci, da normative di legge e da regolamenti da questi derivanti che diminuiscono il grado di libertà per i cittadini nell'accesso all'informazione. Basti pensare, su scala internazionale, al DMCA - Digital Millennium Copyright Act; alla Direttiva della UE che conduce al ticket per le biblioteche; nel nostro Paese, al recepimento di alcune impostazioni del DMCA con la L. 106/2004, che comporta il vincolo di registrazione dei siti web presso le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e di Firenze ed al cosiddetto "Decreto Urbani" che, nella sua stesura originale, prevedeva sino a 4 anni di carcere per qualsiasi violazione del diritto d'autore, e che ora sta per essere, fortunatamente, modificato.
In ogni caso, una visione limitata al solo ambito nazionale non basta più, non solo in termini di nuove realtà da prendere in considerazione (come l'Europa allargata e la globalizzazione delle culture prima ancora che dell'economia e dei mercati), ma anche in relazione alla nuova complessità del "gioco" internazionale, nel quale l'economia, il mercato, la cultura e - nel caso nostro specifico - l'informazione e la documentazione sono inseriti in un'interdipendenza che condiziona le scelte locali e regionali. È a questo livello di complessità che è importante che le associazioni professionali del settore siano presenti con nuove analisi, strategie e ipotesi d'intervento.
Un'associazione professionale degna di questo nome, raccogliendo le critiche e le spinte che provengono dagli specialisti e da molti utenti, deve sapere organizzare una posizione politica su tale materia, esercitando le proprie competenze in tutte le sedi di dibattito; agevolando, con adeguate azioni, la costruzione di alternative.
Facendo ciò AIDA farà crescere la coscienza  professionale di soci e di interlocutori ma, ancora di più, fornirà un contributo non di poco conto, al mantenimento ed allo sviluppo di una società compiutamente democratica.

Identità professionali e rappresentanza
AIDA ritiene fondamentale definire adeguatamente tutti gli strumenti che concorrono o possono concorrere allo sviluppo delle identità professionali. Per questo, in particolare nel passato triennio, sono state condotte una serie di attività specifiche in ambito nazionale ed internazionale.
La competenza/le competenze, che discendono a loro volta da conoscenze, guidano qualsiasi processo di rinnovamento professionale e di rafforzamento dell'identità. Per questo AIDA ha lavorato intensamente su tali tematiche. Ora occorre raccogliere i frutti e sviluppare ulteriormente le iniziative.

Sul versante internazionale, la collaborazione in ECIA, raggruppamento di associazioni professionali europee del settore, a partire dai risultati conseguiti nei due progetti di ricerca DECIDoc [Développer les EuroCompétences pour l'Information et la Documentation] e CERTIDoc [Certification européenne en information-documentation] deve evolvere verso forme paritarie di collaborazione.
AIDA ospiterà in Italia il prossimo Spring Meeting di ECIA (primavera 2005): è un appuntamento importante a cui bisognerà arrivare preparati con una proposta di contributo italiano.
L'apertura internazionale dell'Associazione permette, d'altra parte, di confrontarsi anche con ulteriori, importanti esperienze: intendiamo riferirci, in particolare, all'attività che sta svolgendo il CILIP inglese, Chartered Institute of Library and Information Professionals, nato formalmente nel 2002 dalla fusione dell'Institute of Information Scientists (IIS) con la Library Association (LA). Guardiamo con interesse al modello di certificazione sviluppato da quest'associazione e pensiamo che da esso possano derivare elementi utili per la definizione di una nostra politica sul tema.

Sul versante nazionale, è indubbio che proprio il 2004 si sia aperto con un elemento fortemente innovativo per il contesto italiano: intendiamo riferirci al primo meeting "esplorativo", tenutosi a Roma il 18 gennaio scorso, in cui le associazioni professionali italiane del settore dell'informazione hanno affrontato, assieme, una serie di tematiche con l'impegno di rivedersi in maniera periodica e valutando la possibilità di una "federazione" delle associazioni italiane.
Noi siamo molto favorevoli ad un modello che possa, salvaguardando le specificità di ciascuna associazione, aumentarne il peso specifico nell'interlocuzione con gli utenti, con i responsabili istituzionali e politici, in generale con tutti coloro che, in un modo o nell'altro, hanno interesse al settore dell'informazione.
Pensiamo che nel nostro Paese non manchino, ormai, professionalità singole o team molto validi, in grado di confrontarsi con tutti questi interlocutori, senza complessi di inferiorità. Pensiamo, altresì, che per la comunità professionale sia indispensabile una rappresentanza garantita da forme associative più ampie delle attuali.
Non ci nascondiamo le difficoltà che sorgono dalle differenze di approcci: continuiamo ad avere, ad esempio, una posizione molto scettica sull'"Albo professionale dei bibliotecari" creato dall'AIB perché non crediamo che questo sia lo strumento più efficace per la risoluzione di problematiche di riconoscimento professionale molto complesse.
Peraltro, senz'anticipare in questa sede questioni che seguiremo presumibilmente nei prossimi mesi, crediamo che l'attuale dibattito più generale sulle professioni, sugli Ordini e sulla questione dei riconoscimenti, in corso in Italia in sede istituzionale e politica, potrà aiutare noi tutti.
Occorre confrontarsi con gli amici e con i colleghi dell'AIB, come con quelli di altre associazioni, sulla possibilità di individuare percorsi comuni in questa materia. Per questo AIDA:

  • parteciperà con attenzione al dibattito interassociativo per verificare in che modo sia attuabile la "federazione" delle associazioni;
  • prenderà parte, come ha recentemente fatto a Roma il 6 maggio scorso, a tutte quelle sedi interprofessionali quali il COLAP, il Coordinamento delle Libere Associazioni Professionali, che possono aiutare lo sviluppo del riconoscimento professionale.
  • Le risorse

    Di fronte a tante tematiche da affrontare e tanti impegni da assumere quali sono le risorse dell'Associazione, in termini di persone, di idee e di programmi, di strumenti disponibili e come ragionevolmente possono crescere? Il lavoro condotto negli anni appena passati ci permette di affrontare con una certa sicurezza alcune tematiche emergenti: nel prossimo triennio occorrerà comunque sviluppare le risorse. Vediamo come.

    Persone
    In questi ultimi anni la crescita di AIDA, in termini di iscritti, soci persone e soci enti, è stata lenta ma costante: senza voler fissare target specifici, in questo triennio è necessario confermare e rafforzare questa tendenza.
    Vi sono alcuni ambiti di sviluppo su cui il "reclutamento" di nuovi soci può trovare un ampio margine di manovra:

    A queste categorie di potenziali soci AIDA può fornire adeguata rappresentanza e, nel contempo, stimoli alla crescita sia soggettiva (immagine professionale e culturale di sé) sia oggettiva (effettivo peso della professione nella realtà produttiva e organizzativa). Al tempo stesso un incremento può dare forza all'Associazione in termini non solo banalmente finanziari ma di attività: gruppi di lavoro, commissioni e task force, la cui continuità è stato un punto di debolezza negli anni passati, possono essere alimentati solo da un maggior numero di iscritti, giovani e meno giovani.
    Naturalmente questo discorso si applica anche agli organi direttivi dell'Associazione: il Consiglio direttivo, mantenendo per sé le responsabilità proprie, potrà e dovrà lavorare richiedendo, in maniera continuativa, il contributo dei soci di maggiore esperienza. Il modello collaborativo già applicatosi in passato dovrà essere esteso il più possibile e reso permanente. Ciò vale sia per attività interne di elaborazione e di presa di decisione, sia per le sempre più numerose occasioni esterne in cui AIDA dovrà essere presente.

    Strutture e organizzazioni
    AIDA identifica anche grandi possibilità di crescita e di contributo di razionalità nell'intervento attivo (con l'elaborazione teorica, la consulenza specifica e la formazione costruita sul cliente), sulle strutture organizzative e produttive, come

    che vivono spesso contraddizioni (anche diseconomiche) nel loro rapporto di incontro-scontro non solo con la tecnologia ma anche con l'informazione e la conoscenza in quanto tali, e che hanno viceversa bisogno di essere aiutate e poste in grado di ottimizzare il loro rapporto con il mondo dell'informazione/documentazione.
    Per tutti, è paradigmatica la difficoltà dei rapporti con il mondo della nuova Europa, sia nella disponibilità di risorse informative, sia nelle modalità corrette di utilizzazione di queste stesse risorse.

    Attività
    Le realtà in crescita come AIDA hanno, in molti casi, il problema di effettuare il  salto da una dimensione di attività "semi-individuale/artigianale" ad una complessa. È questo il passaggio che AIDA si sforza, già da qualche anno, di compiere e su cui in questo triennio occorrerà concentrare gli sforzi.
    Non è possibile, in questa sede, descrivere lo specifico delle singole attività e ci limiteremo ad indicare, per sommi capi, le principali linee di sviluppo.

    Elaborazione teorico-metodologica: AIDA nasce dalla volontà di uno studioso come Paolo Bisogno e, per molti anni, resta vicina alla dimensione di ricerca e sviluppo del CNR/ISRDS. Oggi, con un posizionamento mutato rispetto al passato, resta salda la convinzione che non vi possa essere efficace rappresentanza professionale senza adeguata riflessione sulle tematiche fondamentali della Documentazione e della Scienza dell'informazione.
    Ciò verrà fatto non sovrapponendosi ad altri ambiti più tipicamente di ricerca come l'università ma partendo dal dato per cui, almeno nel nostro Paese, su una serie di problematiche il mondo accademico manifesta un certo ritardo e, soprattutto, tenendo conto come, in molti contesti di knowledge worker (quali sono i documentalisti e gli specialisti dell'informazione), la riflessione teorico-metodologica non può essere considerata dominio esclusivo di un settore ma appartiene, anche attraverso l'azione delle associazioni professionali, a tutta la comunità degli specialisti.

    Certificazione: l'attenzione che AIDA pone a questa tematica è nota agli specialisti: un modello di certificazione delle competenze professionale è quello che non solo l'Associazione ma molti specialisti, utenti e stakeholder, richiedono.
    All'inizio dell'anno il Consiglio direttivo uscente ha approvato uno specifico documento (www.aidaweb.it/2004/certificazione.html) che costituisce la prima bozza di discussione su questa tematica per tutti i soci e dal quale si può partire per lavorare in questo triennio alla definizione di esperienze applicative concrete. Sarà qui indispensabile l'interazione con l'Università e, ad oggi, siamo in possesso di elementi confortanti: è possibile pensare a corsi universitari che potranno  richiedere una certificazione AIDA. Non occorre sottolineare come questo risultato sarà non solo di grande prestigio per l'Associazione ma, soprattutto, costituirà un'esperienza totalmente innovativa nel panorama italiano. Per questo obiettivo ci impegneremo a fondo.

    Formazione: la frontiera della formazione è stata per anni un argomento "caldo" per l'Associazione. È accaduto ad AIDA un fenomeno che ha contraddistinto la vita di altre associazioni: bisogni formativi presentati da molti specialisti e da diversi enti, a fronte di uno scenario nazionale in cui i contenuti degli insegnamenti universitari o di altre sedi formative, anche private, non rispondevano alle domande.
    Qualche anno fa, l'attenzione di AIDA è stata fortemente concentrata su queste domande di formazione, per adempiere ad un mandato istituzionale ma pure per rispondere ad un'esigenza di autofinanziamento, in una fase in cui la fine della partnership (e del finanziamento) CNR faceva intravedere scenari economici più difficili da affrontare. Oggi, superato il punto più critico per le finanze dell'Associazione, l'approccio rivolto alle questioni ed alle domande formative è più sereno ed individua, chiaramente, percorsi e destinazioni finali.
    L'esperienza dei corsi "catalogo", prima da soli, poi anche in collaborazione con AIB, ha dimostrato come sia possibile occupare uno spazio prevalentemente orientato alla formazione specialistica di base. D'altra parte continuano a pervenire all'Associazione domande di formazione, da parte di enti anche importanti, che virano spesso nella richiesta di consulenze globali.
    Assunto che lo scenario è complessivamente favorevole, sul versante più operativo si tratterà di contemperare questi due filoni, soprattutto individuando, tra i soci, il maggior numero possibile di esperti in grado di erogare efficaci contributi formativi.

    Attività editoriali: le attività editoriali costituiscono un altro asset strategico dell'Associazione. Nel campo delle pubblicazioni periodiche "AIDAinformazioni" e "AIDAlampi" coprono segmenti fondamentali della Scienza dell'informazione e della professione: la prima con una forte attenzione alla teoria ed alle metodologie, la seconda dedicandosi all'informazione veloce ed alla divulgazione. Nel frattempo si è ampliata l'offerta editoriale attraverso gli Atti del VI e del VII Convegno nazionale (quest'ultimo pubblicato per la prima volta in coincidenza del Convegno stesso) e con pubblicazioni monografiche come il volume MultiMedia Information Retrieval. Metodologie ed esperienze internazionali di content-based retrieval per l'informazione e la documentazione (a cura di R. Raieli e P. Innocenti. Roma : AIDA, 2004).
    Per questo triennio è in definizione un piano editoriale complessivo che terrà conto di diversi aspetti, da quelli di contenuto a quelli finanziari. Un'attività editoriale che negli ultimi anni si è tanto sviluppata ha determinati costi la cui sostenibilità deve essere individuata da un adeguato piano di business. Dal punto di vista dei contenuti, poi, è quasi superfluo dire che la linea editoriale terrà conto sia della politica complessiva dell'Associazione sulle tematiche che abbiamo qui sopra affrontato, sia di alcuni temi specifici. Nella direzione di una forte internazionalizzazione si tenterà poi di pubblicare il maggior numero possibile di contributi di rilievo provenienti da altri Paesi, in lingua originale o attraverso traduzioni.
    Infine il nostro sito, che ha ormai ha assunto la valenza di portale verso una molteplicità di informazioni e di servizi, sarà ulteriormente potenziato, per raggiungere la maggiore interattività possibile con l'utenza, interna ed esterna all'Associazione.

    Relazioni
    Le relazioni che abbiamo stabilito in questi anni fanno, naturalmente, anch'esse parte delle risorse che l'Associazione potrà mettere in campo per il perseguimento dei propri scopi istituzionali. Anche in questo caso è possibile misurare la forte crescita determinatasi negli ultimi anni: dibattiamo con franchezza e, ne siamo convinti, con proficuità, con tutte le altre associazioni e, anche nel caso in cui dovessimo riscontrare una non praticabilità della prospettiva "federale", il metodo del confronto ci arricchisce comunque.
    Naturalmente siamo estremamente interessati alle realtà "border line" e vogliamo rafforzare i rapporti con altre realtà professionali.
    Una nuova credibilità ci accompagna verso gli interlocutori universitari e, più in generale, pensiamo di poter trasformare le relazioni episodiche con enti ed istituzioni in relazioni strutturate.
    Sul versante internazionale, infine, affrontiamo la dimensione europea con sicurezza e pensiamo di poter stabilire dei primi, importanti link anche in direzione di altri Paesi come gli Stati Uniti.

    Conclusioni

    Questo rapporto può aver tralasciato, probabilmente, alcune cose. D'altra parte la nostra intenzione non era quella di preparare un documento completo una volta per tutte ma di avere un'"agenda", per sua natura in continua evoluzione: nei prossimi tre anni, assieme, organi direttivi dell'Associazione ed iscritti, dovremo provvedere al periodico aggiornamento di quest'agenda.
    In conclusione vogliamo solo evidenziare alcune tematiche particolarmente importanti:

    Su di esse sarà incentrata l'attività di AIDA nei prossimi tre anni.

    © AIDA, 2004 - Mail to Webmaster - Creato 2004-07-18