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AIDA Informazioni |
trimestrale - ISSN 1121-0095, ISSN elettronico
1594-2201
n. 3, anno 23, luglio-settembre 2005 |
Devo dire che la versatilità della documentazione e la sua natura composita (ma non eterogenea) è stato uno dei caratteri della disciplina che, attraverso ormai molti anni di attività, maggiormente mi hanno colpito. La versatilità è stata anche uno di quei caratteri che hanno dato adito ad equivoci, spesso di non poco conto, per cui osservatori, pure intelligenti e brillanti, appartenenti al mondo dell'Università e della Ricerca o della Produzione finivano per confondere i confini della documentazione con quelli di altre discipline; ne riconoscevano poco o nulla apparato e contenuti; contribuivano, in una parola, ad una sua sostanziale sottovalutazione.
Negli ultimi anni molte cose sono cambiate: specialisti ed esperti che hanno operato e tuttora operano in questo campo, sia sul piano più teorico che su quello più applicativo, hanno apportato significativi contributi, di elaborazione teorica, di metodologie e di esperienze in modo tale da consolidare lo statuto della disciplina. Da questo punto di vista devo dire di essere molto soddisfatto di quanto AIDA ha fatto in questi anni: con pazienza, con attenzione, individuando, almeno credo, alcuni punti fondamentali su cui lavorare, partendo dai quali poter enfatizzare specialismi e contenuti professionali dei propri soci.
Mi riferisco, certamente, alla problematica della certificazione delle competenze degli specialisti dell'informazione che, attraverso una serie di attività e di relazioni, è oggi uno dei punti centrali nella nostra rappresentanza professionale. Ampi spazi a questo e ad altri argomenti, centrali nella strategia dell'AIDA, saranno dedicati sia nella nostra Assemblea annuale dei soci che, come sapete, si svolgerà oggi pomeriggio, sia nella riunione di domani di ECIA, l'European Council of Information Associations, di cui AIDA è partner italiano e che abbiamo, quest'anno, l'onore di ospitare.
Accanto a questo modo di procedere, ben rappresentativo della nostra attuale identità come associazione, ve ne è però un altro, altrettanto importante, ed è l'attenzione, ricambiata, con cui si guarda a colleghi che operano in altre realtà associative e/o a specialisti che sono vicini al campo di applicazione della Documentazione e delle Scienze dell'informazione, interessati ad avviare o accentuare processi di interscambio culturale e professionale. Ecco, è questa dimensione di relazione che io trovo nuova e molto positiva. Per le professioni (o per gli specialisti) che sentono la continua tensione al cambiamento non avrebbe senso restare all'interno del proprio hortus conclusus. Molto più promettente è la capacità di dialogare, di confrontare esperienze, di "contaminare". L'interscambio, già presente in passato, si è ulteriormente incrementato: dalla prima riunione, tenuta a Roma all'inizio dell'anno passato, tra le associazioni rappresentative dei professionisti dell'informazione, negli ultimi mesi si registrano continui progressi. Credo che le nostre realtà associative, pur con tutte le difficoltà che contraddistinguono il lavoro di organizzazioni volontarie, stiano effettivamente crescendo e, in un prossimo futuro, siano pronte ad ulteriori, positivi sviluppi.
Oggi, intanto, con i colleghi ed amici della IAML [International Association of Music Libraries, Archives and Documentation Centres], affrontiamo il tema specifico della documentazione musicale e di come affrontare problematiche di information management proprie di questo specifico contesto. Come vedrete, e come certamente meglio di me dirà Agostina Zecca Laterza ed i colleghi che interverranno, anche in questo caso si tratta di fare i conti con apparati concettuali di riferimento in rapida evoluzione; con cambiamenti negli strumenti tecnologici che lo specialista dell'informazione non può ignorare e di cui deve, in un certo qual modo, essere anticipatore; con le utenze che i nostri specialisti intendono servire.
Sapete che AIDA ha da sempre posto particolare attenzione agli strumenti di information retrieval, di recupero dell'informazione. Negli ultimi anni, in questo campo, metodologie e tecniche sono andate molto avanti e ci piace sottolineare come, con una delle sue più recenti pubblicazioni, MultiMedia Information Retrieval: metodologie ed esperienze internazionali di content-based retrieval per l'informazione e la documentazione, a cura di Roberto Raieli e Perla Innocenti, la nostra associazione abbia suscitato l'interesse di un pubblico non solo di addetti ai lavori. Siamo quindi particolarmente interessati a confrontare alcune delle nostre esperienze con quella dei colleghi della IAML. Naturalmente vogliamo ripetere, nei prossimi mesi, queste esperienze, in analoghe occasioni pubbliche ed in altri contesti. Ciò nella convinzione che sia necessario uno sforzo comune degli specialisti per accentuare la capacità di incidere sulla realtà che ci circonda e per contribuire, anche come associazioni di professionisti dell'informazione, allo sviluppo di paradigmi concettuali e di metodologie innovative.
Da questo punto di vista gli ulteriori suggerimenti, di metodo e di
contenuti, che possono venire dai nostri soci non potranno che essere benvenuti.