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AIDA Informazioni |
trimestrale - ISSN 1121-0095, ISSN elettronico
1594-2201
n. 3, anno 23, luglio-settembre
2005
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Gli articoli
La
politica della formazione dell'AIDA
Ferruccio Diozzi,
presidente AIDA
CIRA, f.diozzi@cira.it
Parole chiave: AIDA [Associazione Italiana
per la Documentazione Avanzata] - Formazione - Sistema formativo - Fabbisogni
formativi
Abstract: La formazione è una delle
aree sulle quali il Consiglio Direttivo dell'AIDA è impegnato con
maggiore determinazione. In questo campo le attività progettate
e sviluppate dall'AIDA si sono notevolmente ampliate e nuove, ulteriori
prospettive si stanno aprendo. Si è creato un "circolo virtuoso"
che rafforza le ipotesi di lavoro sviluppate negli anni passati e premia
gli investimenti operati. Quest'articolo esamina i caratteri distintivi
della formazione progettata ed erogata dall'AIDA, l'interazione con gli
altri attori del sistema della formazione (Università, Agenzie private),
la sua organizzazione ad hoc, alcuni casi particolarmente significativi.
AIDA professional training.
Professional Training is one of the topics that AIDA Board are strongly
implementing. In this field AIDA has enlarged his activities, according
to the guide lines of the last years. Now, new perspectives are developing.
This article describes the most relevant characters of AIDA training, his
interaction with other actors of the Training System (Universities, Private
Agencies), the AIDA "ad hoc" organization, some most relevant cases.
Premessa
Nel n. 1-2 del 2004 di "AIDAinformazioni" (p. 5 e sgg.) ho illustrato
la linea che il neo-eletto Consiglio Direttivo avrebbe seguito, indicando,
al tempo stesso, l'impostazione generale e le aree tematiche sulle quali
l'impegno dell'Associazione sarebbe stato più forte. Una di queste
aree era, naturalmente, quella della formazione. Nell'anno appena trascorso
le attività di formazione, progettate e sviluppate dall'AIDA, si
sono notevolmente ampliate e nuove prospettive si stanno aprendo. In un
certo qual modo si è generato un "circolo virtuoso" che rafforza
alcune ipotesi di lavoro sviluppate negli anni passati, comincia a premiare
gli investimenti operati e nel contempo richiede un sempre maggiore impegno
dell'Associazione.
In quest'articolo vorrei esaminare i caratteri distintivi della formazione
dell'AIDA, come essi si stiano incontrando con esigenze diversificate,
come costituiscano un tramite importante attraverso il quale si accresce
la credibilità della nostra associazione.
Il sistema formativo nella Documentazione e nella Scienza dell'informazione
in Italia: evoluzione e criticità
Negli ultimi anni le attività dell'AIDA si sono sviluppate anche
a partire da obiettive carenze del sistema formativo nelle discipline della
Documentazione e della Scienza dell'informazione.
Naturalmente, dal nostro punto di vista, abbiamo sempre tenuto ferma
la convinzione in base alla quale ogni attore dovrebbe giocare un ruolo
preciso e la formazione proposta dovrebbe differenziarsi se svolta:
-
dal sistema universitario;
-
dalle associazioni professionali di riferimento;
-
dalle agenzie private.
È pur vero che la situazione italiana si contraddistingue per la
sua particolarità. Malgrado la maturazione di certi processi, la
disciplina Documentazione è assente dall'ambito universitario; a
fronte dei numerosi insegnamenti attivati negli ultimi anni nel campo della
Biblioteconomia non corrisponde una vera e propria filiera formativa. Anche
se molti di questi insegnamenti sono tenuti da una generazione di docenti
attenti all'evoluzione dei servizi di biblioteca ed informazione ed ai
paradigmi concettuali che ne sono alla base, essi sono inseriti in contesti
eccentrici rispetto alle problematiche della società dell'informazione
e della conoscenza.
Nell'insieme i percorsi formativi universitari, quantitativamente ampliati,
sono lontani dal soddisfare le esigenze di formazione, di base e specialistica,
di coloro che vogliono impegnarsi professionalmente nel settore dell'informazione.
Questo fattore incide negativamente sulla formazione delle giovani generazioni,
contribuendo a rendere difficili lo sviluppo ed il ricambio di una professione
intellettuale, un fenomeno che caratterizza ormai fortemente la situazione
italiana.
Per avere un quadro del sistema della formazione occorre ovviamente
osservare anche quello che riescono a fare o meno gli altri attori coinvolti:
associazioni professionali e società private di formazione.
Nel settore della gestione dell'informazione, caratterizzato da un
forte grado di trasformazione, le associazioni professionali possono ricoprire
un ruolo significativo, sia nell'individuazione di nuovi contenuti, sia
nella proposizione di percorsi e di moduli innovativi.
Contestualmente è naturale attendersi un'offerta di formazione
da soggetti commerciali, agenzie e "firme" private, in qualche caso particolarmente
orientate a specifiche tematiche.
In realtà entrambi questi soggetti sono, in Italia, ancora deboli.
Le agenzie private, negli ultimi anni, hanno ristretto la propria offerta
ed alcuni attori sono usciti tout court dal mercato della formazione.
D'altra parte neppure l'universo associativo può dirsi completamente
soddisfatto. A fronte di importanti contributi dati dall'AIDA e da altre
associazioni, è evidente come sia necessario fare ancora altri passi
avanti, evitando, in ogni caso, di giocare surrettiziamente ruoli propri
di altri attori.
La scelta dell'AIDA
In questo contesto la scelta dell'AIDA è stata quella di valorizzare
il proprio ruolo di associazione professionale che, in quanto tale, rappresenta
un integratore di conoscenze, competenze ed esperienze dalle quali possono
derivare capacità d'interpretare bisogni formativi dell'utenza e
capacità di progettare e realizzare interventi formativi di diverso
livello.
In questo processo si sono rivelati elementi determinanti:
-
la capacità di seguire l'evoluzione della società dell'informazione
a livello internazionale, con particolare attenzione alle tendenze di fondo;
-
la capacità di formulare ipotesi innovative, almeno per il contesto
italiano, sia su contenuti (come il knowledge management) sia su
linee operative di sviluppo della professione (si veda il nostro impegno
nella certificazione delle competenze);
-
la capacità di parlare anche al di fuori del nostro confine associativo:
è così per i rapporti che si stanno sviluppando con le altre
associazioni dell'informazione, caratterizzati dal tentativo di comprendere
punti di vista diversi dal nostro ma anche dalla volontà di illustrare,
nella maniera più efficace, le nostre posizioni. È così
nei confronti di professionalità vicine a quella del documentalista
e dello specialista dell'informazione ma comunque diverse (pensiamo a varie
esperienze nel campo delle tecnologie dell'informazione, del management,
della formazione in senso stretto).
Una forte identità culturale e, assieme, una capacità di
"contaminazione", ci ha permesso di rispondere positivamente a quelle domande
formative cui potevamo e dovevamo rispondere.
Soprattutto, ci è capitato già di osservarlo in un recente
passato, quando si era agli inizi del trend positivo, abbiamo trasformato
un'attività di supporto alle finanze dell'Associazione - da un momento
all'altro vistasi costretta a fronteggiare le proprie necessità
senza più alcun contributo istituzionale - in un asset strategico
fondamentale per il futuro dell'AIDA.
I contenuti
I contenuti della formazione offerta corrispondono oggi alle tematiche
più importanti per la professione dello specialista dell'informazione.
Se si visita la sezione del nostro sito dedicata alla formazione si trovano
esperienze relative a:
-
la terminologia della professione, sulla cui importanza già si soffermò
tanti anni fa Paolo Bisogno e che oggi è uno di quegli elementi
connessi alla costruzione di un'identità della Scienza dell'informazione;
-
l'importanza da attribuire ai luoghi, anche virtuali, in cui si fa gestione
dell'informazione. In una visione d'assieme, ciò significa parlare
di biblioteche digitali, di biblioteche ibride, di servizi di documentazione
tradizionali, di laboratori per l'e-learning;
-
la problematica dell'accesso all'informazione intesa nel senso più
ampio: sia dal punto di vista politico, quando si affrontino problemi quali
il digital divide, sia dal punto di vista degli strumenti operativi
che gli specialisti hanno a disposizione, della loro forza e della loro
debolezza;
-
le metodologie e le connesse soluzioni tecnologiche che lo specialista
dell'informazione può avere a sua disposizione per lo sviluppo dei
servizi (si vedano tematiche quali il reference virtuale e le tecniche
di content management);
-
le capacità gestionali. Su quest'ultimo punto, anche sulla base
di una lunga esperienza pregressa, vorrei sottolineare come il problema
non sia solo quello di "tagliare" sulla dimensione dei responsabili delle
attività e dei servizi di gestione dell'informazione paradigmi manageriali,
ma dare risposta, nella maniera più innovativa, anche grazie a competenze
esterne, alle necessità di governo e di autogoverno di servizi che
rappresentano learning organizations, strutture organizzative caratterizzate
dall'apprendimento continuo.
I destinatari
In questa vicenda esigenze e ruolo dei destinatari della formazione
hanno rappresentato gli aspetti più importanti.
Naturalmente, per un'associazione professionale come la nostra, il
destinatario primo delle attività formative è il socio, sia
individuale che collettivo ed all'inizio di questa piccola avventura entrambe
le categorie hanno giocato un ruolo importante.
I primi hanno richiesto all'Associazione interventi formativi e l'hanno
sollecitata ad affrontare alcune tematiche. In seguito, con l'incremento
delle attività, sempre più frequentemente, stiamo chiedendo
a molti dei nostri soci specifici contributi didattici. "Formati" e "formatori"
convivono ed è cosa naturale in un contesto quale il nostro, ricco
di potenzialità ed in grande evoluzione.
Questo fenomeno ha rafforzato la capacità dell'Associazione
di rispondere alle esigenze dei soci collettivi (istituzioni, enti, università,
aziende) che, nell'ultimo anno e mezzo, hanno dato una spinta importante
alla crescita quantitativa e qualitativa della formazione. Da parte di
enti di tipo diverso si sta recependo quanto M. Tosato aveva già
bene evidenziato qualche tempo fa: la necessità, per i percorsi
formativi dei propri collaboratori che operino nel settore dell'informazione,
di trovare un riferimento, istituzionalmente forte e ricco di contenuti.
Ciò in modo da superare una situazione in cui un ente, per la formazione
dei propri specialisti dell'informazione, abbia come unico interlocutore
il personale che ha generato la domanda. Situazione in cui è forte
la tendenza a risolvere il problema "pescando" tra le opportunità
offerte dal mercato senza tracciare un percorso.
Proprio in quest'ultimo anno sono state invece molte le occasioni in
cui enti di tipo diverso hanno richiesto l'intervento dell'AIDA per la
definizione di linee e di programmi di attività formative, personalizzati
a seconda dell'interlocutore.
Occorre fermarsi su questa capacità perché le esperienze
formative più recenti hanno richiesto e stanno richiedendo capacità
di risposta estremamente differenziate. Ciò, ferme restando le linee
guida di fondo nella gestione dell'informazione. A partire da una base
di conoscenze e di saperi comuni stiamo dimostrando di essere capaci di
tenere conto delle diverse caratterizzazioni e delle diverse esigenze di
chi abbia a che fare professionalmente con le tematiche della Documentazione
e della Scienza dell'informazione. È quanto si sta verificando in
almeno tre esperienze rilevanti che vorremmo citare brevemente:
-
l'esperienza di collaborazione con il Consorzio Ventuno/Polaris di Cagliari,
Parco Scientifico e Tecnologico della Sardegna, con il quale stiamo stipulando
un accordo quadro per rispondere alla specifica domanda formativa territoriale,
realizzando iniziative scientifiche e didattiche congiunte nell'ambito
della Documentazione e della Scienza dell'informazione;
-
l'accordo stipulato con l'Università di Modena che ha concordato
con l'AIDA un programma di aggiornamento complessivo dei propri bibliotecari
e responsabili di biblioteca su tematiche, qualche anno fa "di frontiera"
(il reference digitale, la gestione di collezioni digitali), e che
oggi sempre più fanno parte della vita lavorativa del bibliotecario
di università;
-
il corso di formazione sviluppato presso la Presidenza della Repubblica,
in cui l'esigenza dell'ente è stata quella di rendere familiari
a funzionari di alto livello le tematiche e le tecniche della gestione
dell'informazione, a partire dall'accesso alle fonti accreditate più
importanti in alcuni dominî disciplinari.
L'organizzazione ad hoc dell'AIDA
Lo sviluppo delle attività formative ha imposto all'AIDA di rafforzare
la propria organizzazione nel campo. Si è deciso di adottare un
nome "commerciale", AIDAformazione, che rendesse immediatamente
riconoscibili le iniziative e le attività sul tema. Per assicurare
coerenza e continuità alle attività il Consiglio Direttivo
ha deciso di insediare un organismo di consulenza, il "Consiglio scientifico
della formazione".
Di tale organismo fanno ora parte D. Bogliolo, P. Cavaleri, A. De Robbio,
E. Di Benedetto, P. Gargiulo, C. Gnoli, A. M. Tammaro, M. Tosato.
Lo stesso Consiglio Direttivo dell'AIDA sta pensando di insediare un
Coordinatore Organizzativo delle attività di formazione.
I compiti del Consiglio Scientifico e del Coordinatore Organizzativo
dovrebbero essere così ripartiti:
Il Consiglio Scientifico:
-
promuoverà o effettuerà studi e ricerche sulle esigenze e
sulle ricadute formative nel settore dell'Informazione e della Documentazione;
-
contribuirà a costituire una solida e dinamica immagine scientifica
e commerciale dell'Associazione nel settore della formazione;
-
orienterà l'Associazione nel mercato della formazione;
-
promuoverà accordi di collaborazione con altri enti, associazioni
e organizzazioni ai fini della formazione nel settore, da proporre all'Associazione;
-
promuoverà la sperimentazione di forme innovative delle attività
di formazione;
-
delineerà linee guida scientifiche, programmatiche e procedurali
delle attività formative dell'Associazione;
-
accrediterà i docenti idonei alle attività formative svolte
per l'Associazione;
-
promuoverà specifiche iniziative di formazione;
-
costruirà specifici percorsi formativi, certificandone la rispondenza
alle finalità associative e all'immagine professionale dell'Associazione.
Il Coordinatore Organizzativo:
-
produrrà iniziative commerciali di formazione secondo le indicazioni
del Consiglio;
-
curerà l'organizzazione ottimale delle specifiche iniziative approvate;
in particolare, per quel che riguarda i docenti individuati, curerà
che gli stessi presentino in maniera chiara ed esaustiva il proprio contributo
a corsi e ad altre occasioni formative;
-
gestirà e svilupperà la banca dati dei docenti accreditati;
-
redigerà e proporrà il business plan relativo ad ogni
specifica iniziativa;
-
istruirà accordi di collaborazione con altri enti, associazioni
e organizzazioni secondo le indicazioni del Consiglio.
L'auspicio è che la coerenza e la sistematicità delle iniziative
nel campo della formazione ricevano un forte supporto da questi organismi
e dalle attività che essi stanno già svolgendo: naturalmente
non crediamo di aver dato risposta a tutte le difficoltà ed a tutte
le complessità che si presenteranno, ma certamente la dimensione
ampliata e la qualità che ci prefiggiamo di mantenere non richiedevano
qualcosa di meno.
Con quest'azione coordinata l'AIDA guarda già ai futuri sviluppi
delle proprie politiche formative ed all'intreccio con il quadro complessivo
della formazione, non nascondendo l'ambizione di esercitare una forte azione
di orientamento.
Conclusioni
È quasi superfluo sottolineare che, con una politica della formazione
capace di attrarre e di convincere, l'AIDA stia adempiendo ad un compito
istituzionale. Contemporaneamente sono almeno due le ricadute positive
più importanti:
-
la prima riguarda le stesse capacità dell'Associazione di giocare
un ruolo forte ed innovativo nelle attività di formazione intraprese
nel campo della Documentazione e della Scienza dell'informazione. Ciò
significa non solo dimostrare capacità di comprendere le esigenze,
di proporre i contenuti, di gestire i processi formativi ma, anche considerate
le difficoltà di fondo del sistema della formazione in queste discipline,
di portare un contributo determinante al miglioramento del sistema;
-
la seconda riguarda il beneficio più generale che una valida politica
formativa può arrecare agli specialisti dell'informazione che se
ne sono avvalsi. E ciò non solo per aver trasmesso metodologie di
lavoro più efficaci o tecniche più avanzate, ma anche per
aver proposto il ruolo dell'Associazione come punto di riferimento nella
rappresentanza professionale, soprattutto se l'offerta formativa correrà
in parallelo con altre fondamentali linee di attività quali, soprattutto,
la certificazione.
Ringraziamenti
Mi è grato cogliere l'occasione di quest'articolo per ringraziare
tutti i soci che sono in prima linea nell'organizzazione e nello sviluppo
delle attività di formazione: Massimiliano Tosato, innanzitutto,
che per primo e con maggiore efficacia ha affrontato le richieste ed i
bisogni formativi di alcuni utenti trasformandoli in linee di intervento
dell'AIDA; tutti i membri del Consiglio Scientifico della Formazione; tutti
gli esponenti AIDA che hanno, a vario titolo, contribuito allo sviluppo
delle attività formative.
Ad essi va il mio più caloroso ringraziamento e l'augurio
di proseguire nelle attività con sempre maggiore successo.
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- Creato 2005-10-25