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AIDAinformazioni
trimestrale - ISSN 1121-0095, ISSN elettronico 1594-2201
anno 23, numero 1-2, gennaio-giugno 2005

Manifestazioni dopo
La documentazione nel sociale, organizzazione delle attività e  possibile profilo del documentalista a partire dall'esperienza del carcere. Tavola rotonda
. Padova, Casa di Reclusione "Due Palazzi", 9 marzo 2005
Stefano Fattorelli, Cesare Maria Giuliana, Peter Paul Rainer, Alpidio Recchia
Casa di Reclusione "Due Palazzi" - Centro di Documentazione, Padova, ristretti@virgilio.it

Nella giornata di mercoledì 9 marzo 2005 si è svolta, all'interno della Casa di reclusione di Padova, una Tavola rotonda sul tema della documentazione nel sociale. L'incontro è stato organizzato dal Centro di Documentazione "Due Palazzi" (CDDP) che opera fin dal 1997 nell'istituto penitenziario omonimo per iniziativa inizialmente della scuola, poi dell'associazione "Il Granello di Senape", a cui si è affiancata da un anno la cooperativa sociale AltraCittà, con lo scopo di inserire nel lavoro i detenuti (sia dentro il carcere che nel territorio). Sotto la sigla del CDDP sono operanti cinque Gruppi di lavoro: la Rassegna Stampa, la Redazione del bimestrale "Ristretti Orizzonti", la Redazione del "TG2 Palazzi", la Legatoria e la Biblioteca del carcere.

Nel 2004 si è svolto un corso per 'tecnico documentalista' che ha visto la collaborazione tra i docenti esterni e i volontari, con l'obiettivo di sviluppare al meglio le tecniche di gestione dell'informazione su qualsiasi tipo di supporto (cartaceo, informatico, video, ecc.).

Il corso è durato 300 ore, è stato finanziato dalla regione Veneto, gestito e cofinanziato dal CIOFS [Centro Italiano Opere Femminili Salesiane] e si è concluso nel novembre 2004 con un test, da cui sono emersi sia il buon livello delle conoscenze acquisite che la soddisfazione dei detenuti.

Al centro dell'incontro del 9 marzo c'era il confronto con altre esperienze di documentazione nel sociale: Angela Dragonetti presentava il centro di documentazione ed il Thesauro della Fondazione Italiana per il Volontariato (FIVOL); Annamaria Melloni tracciava storia e sviluppo del Centro di Documentazione Maderna; le due relazioni hanno evidenziato aspetti significativi e differenze sia riguardo alla genesi che all'organizzazione dei centri nel sociale esterni rispetto al nostro.

Significativa anche la presenza degli esperti già intervenuti al corso e che provengono dall'università, dal mondo delle biblioteche e dalle associazioni professionali di documentalisti: Paola Capitani (consulente), Antonella De Robbio (responsabile Biblioteca Digitale Università degli Studi di Padova), Paola Ellero (corsi di scrittura, Università di Padova), Fausto Rosa (direttore del Sistema  Bibliotecario di Abano Terme), Massimiliano Tosato (AIDA) e Antonio Zanon (Sistema Bibliotecario di Abano Terme); dai loro contributi sono emerse, oltre alla positiva valutazione dell'esperienza condotta nel corso, offerte concrete di collaborazione e indicazioni verso possibili futuri percorsi di lavoro.

Il Convegno ha avuto un buon intreccio con l'esterno, come ha mostrato la partecipazione di bibliotecari della città e della provincia di Padova, di rappresentanti di vari enti pubblici (comuni, Ente Parco Colli Euganei, Consiglio di quartiere…) e dell'Ufficio di Sorveglianza. Significativa la presenza del sindaco del comune di Limena, nella cui biblioteca è impiegato come assistente ai servizi bibliotecari un detenuto in semilibertà formato nel centro di documentazione.

Il centro di documentazione valuta positivamente l'incontro che ha offerto spunti per una riorganizzazione e un miglioramento della qualità dei servizi e si è concluso con propositi di collaborazione tra gli intervenuti.

Un altro aspetto significativo dell'iniziativa è stato sottolineato dal direttore della Casa di Reclusione, dott. Salvatore Pirruccio, che nel suo intervento si è compiaciuto del fatto che la Tavola rotonda si sia svolta dentro il carcere, ma contrariamente al solito non abbia avuto come oggetto il carcere stesso ma, appunto, la documentazione. Segno che in carcere si può produrre cultura e formare anche su contenuti culturali avanzati [1].
 

Note

  1. Il resoconto è stato scritto dai detenuti addetti alla Rassegna Stampa, del Centro di Documentazione del carcere "Due Palazzi"di Padova.
  Una riflessione personale 
di Massimiliano Tosato, docente del corso

Raccontare un'esperienza didattica e professionale in un ambito particolare come il carcere va oltre il semplice resoconto di quanto avvenuto.

La Tavola rotonda oggetto di queste righe ha rappresentato il punto di arrivo dell'intervento formativo realizzato nel 2004 all'interno del carcere "Due Palazzi" di Padova [1], [2], e allo stesso tempo il punto di partenza di una attività professionale in uno degli ambiti più "diversi" in cui la trasversalità della nostra professione si esprime [3]

L'incontro è stato caratterizzato da una intensa partecipazione di tutti i presenti - relatori e non - che nei diversi interventi hanno accentuato il ruolo e l'importanza che il Centro di Documentazione sta assumendo dentro e fuori dal carcere.

Significative, per la loro valenza sociale, le presenze del sindaco di Limena e di alcuni rappresentanti del quartiere in cui ha sede il carcere.

Oltre a quelli dei relatori, vi sono stati alcuni interventi dei detenuti stessi che hanno presentato le varie attività svolte all'interno del Centro di Documentazione: Rassegna Stampa, "TG2 Palazzi", Sito web, Redazione di "Ristretti Orizzonti" e Legatoria.

Il dibattito che si è intrecciato tra pubblico, relatori e operatori del Centro di Documentazione ha messo in luce l'importanza e la qualità professionale delle attività svolte verso l'esterno:
 

  1. la Rassegna Stampa realizzata ad hoc per l'Ente Parco Colli Euganei;
  2. l'intervento settimanale del "TG2 Palazzi" realizzato all'interno del telegiornale di una tv locale;
  3. il sito che per qualità e livello di aggiornamento è certamente il più importante sulle tematiche carcerarie a livello nazionale sino a divenire di fatto un punto di riferimento anche a livello istituzionale. 
Qualità professionale che ha contribuito significativamente a far superare immagini stereotipate e preconcette circa la vita e l'ambiente carcerario.

Una piccola nota di grande valore: il sito è stato sviluppato interamente dentro il carcere da Francesco Morelli - detenuto fin dal 1991, cioè prima "dell'era Internet" - in modo assolutamente autodidattico, non essendovi alcuna possibilità di comunicazione con l'esterno, né tantomeno connessioni telematiche.

Attualmente Francesco - con una borsa di studio del comune di Padova - cura il sito all'esterno del carcere, poiché usufruisce di un regime di misura alternativa (art. 21) durante il giorno. 

Gran parte dei relatori ha espresso la propria soddisfazione per la particolare opportunità che il corso ha loro offerto, con sottolineature molto personali circa la valenza e la specificità di un intervento che per alcuni ha rappresentato una novità anche sul piano professionale.

Molti gli aspetti sociali e professionali evidenziati nei vari interventi.

Su tutte l'atipicità dei centri di documentazione operanti nel sociale - sottolineata da più relatori - è emersa nella sua interezza soprattutto per quanto concerne il totale coinvolgimento degli addetti, rispetto all'ambiente in cui operano, e la funzione storico-culturale che le attività di documentazione assumono in questo ambito.

Atipicità che trasforma gli addetti stessi fino a far assumere loro anche un ruolo di "mediatori socio-culturali". E che nel contempo consente alla documentazione di completare la sua primaria funzione - la fornitura di servizi di informazione - dando vita a scambi e rapporti e ad una "riorganizzazione della memoria" basata su continue riflessioni e verifiche.

Infine un elemento di non secondaria importanza è rappresentato dalla integrazione organizzativa avviata per far sì che tutte le attività presenti all'interno del Centro di Documentazione lavorino in stretta collaborazione secondo modalità, con ruoli e responsabilità definite e in rapporto alle varie professionalità presenti, per consentire una maggior funzionalità ed efficacia dei servizi.

La giornata si è conclusa con un graditissimo e ottimo buffet multietnico realizzato dai detenuti. 

Tutto l'incontro è stato organizzato e gestito dagli addetti del Centro di Documentazione coadiuvati dalle operatrici dell'associazione "Il Granello di Senape" cui va rivolto un particolare plauso per tutta l'attività svolta per la realizzazione del Centro.
 

Note

  1. Paola Capitani, Ristretti.it: la conoscenza in un "altro mondo". "AIDAinformazioni", 22 (2004), n. 4, p. 45-53.
  2. Nicola Sansonna, UNA PROFESSIONE che si apre anche A CHI STA IN CARCERE. "Ristretti Orizzonti", 6 (2004), n. 6, p. 31-34.
  3. "Terzo settore: associazionismo, cooperazione, volontariato", in Documentazione: professione trasversale. Atti del 5° Convegno Nazionale AIDA. Fermo, Palazzo dei Priori, 23-25 ottobre 1996, a cura di Carla Basili. Roma : AIDA; CNR-ISRDS, 1998, p. 417-441.

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