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trimestrale - ISSN 1121-0095, ISSN elettronico 1594-2201
n. 4, anno 23, ottobre-dicembre 2005

Il dossier
Certificazione degli specialisti dell'informazione: opinioni ed esperienze dall'Europa = Skills certification of information professionals: viewpoints and experiences from Europe
Atti del Seminario AIDA svoltosi al CNR - Roma, 13 maggio 2005. Seminario di replica della Sessione italiana all'Online Information Meeting 2004 di Londra -
a cura di Lucia Maffei


Verso l'applicazione in Italia del Sistema CERTIDoc 

Augusta Franco
Università della Basilicata, franco@unibas.it
Abstract:
La relazione illustra l’attività dell’AIDA, in Europa e in Italia, per lo studio delle competenze professionali dell’I&D e per lo sviluppo e la divulgazione degli obiettivi e dei risultati dei progetti europei DECID, DECIDoc e CERTIDoc attraverso l’azione dei rappresentanti AIDA presso l’ECIA e dei Gruppi di lavoro “Euroguida” (2001-2004) e “CERTIDoc” (2005-2006). Viene presentato il corpus regolamentare del Sistema europeo di certificazione dei professionisti dell’I&D CERTIDoc. Si annuncia la fase operativa del progetto AIDA per la costituzione di un organismo di certificazione professionale nazionale secondo il Sistema CERTIDoc.
Parole chiave:
Certificazione delle competenze professionali – Valutazione delle competenze professionali – Sistema europeo di certificazione dei professionisti dell'I&D CERTIDoc – Attività del Gruppo di lavoro Euroguida dell'AIDA [Associazione Italiana per la Documentazione Avanzata] – Progetto europeo DECIDoc [Développer les Eurocompétences en Information et Documentation] – Progetto europeo CERTIDoc [Certification Européenne en I&D] – Euroguida I&D – ECIA [European Council of Information Associations / Conseil Européen des associations de l'information-documentation]

AIDA, membro dell’ECIA [European Council of Information Associations - Conseil Européen des associations de l’information-documentation], aderisce fin dall’inizio ai progetti europei per lo studio e sviluppo delle competenze professionali nel campo dell’I&D: DECID 1997-1998, DECIDoc 1998-2000 e CERTIDoc 2002-2004.

Viene costituito un primo Gruppo di studio Euroguida, i cui lavori si svolgono tra la fine del 2001 e il 2004, con la funzione di supportare l’azione dei rappresentanti dell’Associazione in seno all’ECIA e svolgere le attività che comportavano l’adesione ai progetti DECIDoc e CERTIDoc.

Le attività del Gruppo Euroguida hanno riguardato la realizzazione del portale Guida all’Euroguida nell’ambito del sito web di AIDA; l'attivazione di una lista di discussione; la creazione del servizio di cerca-trova lavoro, AIDAjob; l'avvio di contatti con associazioni professionali affini interessate alle tematiche della certificazione con i relativi Gruppi di lavoro (ANAI – Associazione Nazionale Archivistica Italiana, AIB – Associazione Italiana Biblioteche); la divulgazione degli obiettivi e dei risultati del progetto DECIDoc e CERTIDoc tramite la pubblicazione di contributi in riviste professionali anche di altre associazioni (di archivistica e biblioteconomia), con interventi a seminari e con l’organizzazione di eventi sul tema coinvolgendo le professioni più prossime. AIDA ha anche aderito al coordinamento di associazioni non riconosciute, il CoLAP, per costituire una lobby finalizzata ad influire sulla produzione legislativa italiana per la riforma delle  professioni intellettuali.

Dal dicembre 2004 il Consiglio Direttivo di AIDA ha inteso rafforzare tale organismo e trasformarlo per renderlo più adatto alle attività che si prevedeva di affrontare con la conclusione del progetto CERTIDoc e l’avvio del Sistema europeo di certificazione dei professionisti dell’I&D. Così, è stato costituito un nuovo Gruppo di lavoro, denominato CERTIDoc, che rappresenta un ampliamento del Gruppo di studio precedente per affrontare nel modo più conveniente tutte le sfaccettature della questione. Ne fanno parte documentalisti, esperti di certificazione, docenti in scienze dell’informazione, formatori in I&D, liberi professionisti. In base alle direttive del CD, il Gruppo ha formulato un nuovo programma di attività il cui principale obiettivo è l’implementazione del Sistema CERTIDoc in Italia.

Le attività finora svolte:
I punti da sviluppare prossimamente:
Delle sette fasi del progetto CERTIDoc la seconda ha riguardato l’elaborazione del sistema di norme per la costituzione ed il funzionamento del Sistema europeo di certificazione professionale dell’informazione e documentazione. Si può ben definire questa fase fondante, essendo l’obiettivo quello di formulare il Regolamento generale del Sistema, le linee guida per l’attività di valutazione e regole e criteri per la selezione dei valutatori e formazione delle giurie, si è giunti quindi alla definizione dei tre testi: il Règlement général, la Guide de l'évaluation, l’Habilitation des évaluateurs et organisation des jurys.

Questi documenti costituiscono il corpus regolamentare del sistema, nel quale si ritiene di includere anche il testo dell’Euroguida I&D quale standard fondamentale della procedura di certificazione. I quattro testi sono strettamente collegati e complementari tra loro, pur distinguendosi nettamente l’Euroguida I&D  per la sua originalità e perché è possibile un suo utilizzo anche al di fuori del Sistema stesso e per fini anche diversi dalla certificazione.


Regolamento generale

Il testo è stato approvato dal Consorzio CERTIDoc il 18 novembre 2003, elaborato da un Gruppo di lavoro formato da un componente per ogni membro del Consorzio. Tradotto e pubblicato già oltre che in francese anche in inglese, spagnolo e tedesco e di prossima pubblicazione in italiano a cura dell’AIDA. È chiara la derivazione di tale testo dal Règlement général della certificazione stilato dall’ADBS Certification, la cui versione più recente è quella approvata dal Consiglio di amministrazione dell’ADBS il 4 marzo del 2003.

Il Regolamento stabilisce la configurazione del Sistema europeo e i suoi organi, le regole generali per il funzionamento del Consorzio; l’organizzazione di questo e l’organizzazione degli stessi organismi di certificazione che lo costituiscono; i requisiti degli organismi per ottenere il riconoscimento dal Consorzio e poter esplicare un’attività di certificazione conforme alla normativa europea alla quale il Regolamento stesso è strettamente conforme.

Definisce, poi, le norme comuni per la procedura di certificazione, oltre a tutti gli altri aspetti formali e funzionali ad esse connessi (come la gestione della documentazione – dossier e atti degli organismi; gestione delle informazioni sui professionisti certificati, ma anche sui valutatori; riservatezza dei dati personali; procedure di ricorso, di appello; verifiche durante il periodo di validità del certificato; sanzioni; equipollenza etc.).

Può ben definirsi un regolamento quadro per il Sistema europeo di certificazione: infatti, sebbene definisca anche nello specifico dettaglio pressoché tutti gli aspetti della materia (in particolare relativi alle procedure e ai requisiti), lascia libertà agli organismi di certificazione di stabilirne alcuni (come nella costituzione dei Comitati di certificazione, il numero dei componenti, le modalità della loro designazione etc.) fissando in tal caso solo dei criteri generali. Ma è regolamento quadro anche rispetto agli altri due testi regolamentari, poiché tratta e definisce norme generali nelle materie che la Guida alla valutazione e le Norme per l’accreditamento dei valutatori e formazione dei Giurì approfondiscono in maniera specifica. Sotto il profilo della normativa europea, il riferimento è costituito dalla norma EN ISO/IEC 17024:2003, la cui traduzione italiana è: UNI CEI EN ISO/IEC 17024:2004 Valutazione della conformità - Requisiti generali per organismi che operano nella certificazione delle persone.

Uno dei punti del Regolamento su cui si ritiene importante focalizzare l’attenzione è l’Art. 1 - Oggetto e campo di applicazione, nel quale, discostandosi decisamente dal modello, si definisce un ambito decisamente più ampio rispetto al tradizionale settore I&D. Infatti, vengono considerate nell’area dell’Informazione e documentazione, oltre al documentalista, figure professionali quali l’archivista, il bibliotecario, il record manager, il cybrarian, il gestore di servizi di informazione, l’incaricato del monitoraggio, il knowledge manager, etc.

Questo ci sembra di notevole importanza e si impone come significativo dato di fatto il riconoscimento di un nucleo comune di conoscenze quali requisiti per lo svolgimento, a livello professionale, di mestieri distinti – forse – nelle modalità e procedure, ma assolutamente affini nei principî che queste governano.
Quindi l’approfondita analisi delle attività dei professionisti della conoscenza ha enucleato un insieme essenziale di saperi e di saper-fare, pratiche professionali e attitudini riconosciuto comune ad un ampio numero di “mestieri”, tradizionali (archivistica, biblioteconomia, documentazione) ma anche bagaglio comune di figure professionali più recenti (record manager, cybrarian, knowledge manager…).

In virtù di questo riconoscimento viene adottato in ambiti affini e in Paesi culturalmente diversi un unico sistema di valutazione delle competenze professionali, con incalcolabili positive conseguenze sia nell’ambito professionale, per la crescita della qualità delle professioni stesse, della riconoscibilità di queste, della mobilità geografica e lavorativa dei professionisti all’interno e tra i Paesi europei.


Guida alla valutazione

Testo complementare al Regolamento generale, risponde alla necessità di definire in dettaglio le modalità della procedura di certificazione e di fornire indicazioni e riferimenti, nonché parametri comuni ai membri delle Giurie di valutazione con l’obiettivo di conferire la maggior coerenza ed obiettività possibili all’attività ed ai giudizi dei valutatori. Anche questo testo è stato elaborato da un Gruppo di lavoro durante la seconda fase del progetto CERTIDoc e approvato dal Consorzio il 6 febbraio 2004. Tradotto e pubblicato già oltre che in francese anche in inglese, spagnolo e tedesco, di prossima pubblicazione in italiano a cura dell’AIDA. Costituiscono i riferimenti normativi di questa guida, ovviamente, il Regolamento generale, l’Euroguida I&D, le Norme per l'abilitazione dei valutatori e organizzazione dei Giurì.

All’Articolo 3 si esplicita quale debba essere l’obiettivo della valutazione: «il processo di valutazione, che comprende diverse fasi, ha il fine di valutare le competenze professionali del candidato, quindi di verificare – prima del rilascio di un certificato – che il candidato padroneggi i saperi, le pratiche intellettuali, le modalità di soluzione dei problemi, il saper-fare, le abilità, la realizzazione di tecniche, strumenti… etc. che sono quelli che la professione normalmente richiede ad una persona attiva nell’ambito del proprio mestiere ad un determinato livello (tra quelli contemplati dal Regolamento generale e che sono menzionati nei differenti dominî di competenza dell’“Euroguida”)».

È uno strumento che tende a limitare il rischio di mancanza di obiettività dei valutatori fornendo griglie di riferimento, ovvero standard – primo fra tutti l’Euroguida – e linee guida procedurali per arginare la naturale non uniformità dei giudizi nel tempo e fra giurie di diversa composizione dinanzi a situazioni analoghe eppure mai identiche. Nei vari articoli si prendono in considerazione i metodi e i criteri per la valutazione della scheda di autovalutazione del candidato, che deve fare riferimento al secondo volume dell’Euroguida e prescrive di allegare pezze d’appoggio corredate di annotazioni e da referenze separatamente per ogni dominio. Per la compilazione di questa scheda è stato anche elaborato un software, i-Profil.

La Guida enumera la tipologia di documenti che è possibile allegare come pezze d’appoggio, fornisce criteri per la valutazione di tale documentazione presentata dal candidato; aspetti particolari da tenere presenti per ognuno dei quattro livelli di certificazione; descrive le modalità di conduzione del colloquio fornendo raccomandazioni; prende in esame le modalità di assegnazione dei punteggi e i criteri di calcolo per giungere all’assegnazione di un punteggio complessivo.


Norme per l'abilitazione dei valutatori e organizzazione dei Giurì

Cruciale per la qualità dell’attività di valutazione organizzata da un organismo di certificazione, è il rispetto di chiare e rigorose norme che riguardino la costituzione delle giurie di valutazione, così come il rispetto di criteri per il riconoscimento delle caratteristiche professionali dello stesso personale valutatore che andrà a formare le giurie.

Il terzo testo normativo del Sistema CERTIDoc prende in considerazione, da un lato, i requisiti del personale da selezionare come componenti delle giurie e stabilisce le regole di formazione delle giurie e del loro funzionamento, nonché delle modalità di supervisione del lavoro delle giurie da parte del Comitato; dall’altro, fornisce raccomandazioni sulle modalità di conduzione delle procedure di valutazione e norme relative alla registrazione e conservazione degli atti e documenti. Anche quest'ultimo testo è stato tradotto e pubblicato, oltre che in francese, anche in inglese, spagnolo e tedesco, di prossima pubblicazione in italiano a cura dell’AIDA.

Al Comitato di certificazione di ogni ente certificatore compete individuare, valutare e  scegliere i valutatori e formare le giurie. I requisiti del personale valutatore sono definiti con chiarezza in relazione ai titoli culturali e professionali, alla riconosciuta autorità nel campo, all’inquadramento lavorativo a livello dirigenziale o di elevata responsabilità, in base alle pubblicazioni, all’esperienza nel campo dell’insegnamento e della formazione, all’attività nell'ambito professionale e, naturalmente, in base all’esperienza di valutazione di persone. Per tutti è prescritta, in ogni caso, una formazione specifica sulle procedure di valutazione del Sistema CERTIDoc. I valutatori sottoscrivono un impegno a rispettare la riservatezza ed astenersi in caso di conflitto di interessi con candidati o di incompatibilità in genere.

© AIDA - Mail to Webmaster - Creato 2006-03-13