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trimestrale - ISSN 1121-0095, ISSN elettronico 1594-2201
anno 22, numero 4, ottobre-dicembre 2004

Manifestazioni dopo
Gli atenei italiani per l'Open Access: verso l'accesso aperto alla letteratura di ricerca
. Messina, 4-5 novembre 2004
Paola Gargiulo

CASPUR [Consorzio interuniversitario per le Applicazioni di Supercalcolo per Università e Ricerca], Roma, p.gargiulo@caspur.it


Il workshop nazionale Gli atenei italiani per l'Open Access: verso l'accesso aperto alla letteratura di ricerca, organizzato dall'Università di Messina in collaborazione con la Commissione Biblioteche della CRUI [Conferenza dei Rettori delle Università Italiane] a Messina il 4 e 5 novembre, ha segnato la prima azione significativa da parte della CRUI a sostegno dell'Open Access (OA) [1].

L'evento, alla cui realizzazione hanno partecipato anche i consorzi CASPUR [Consorzio interuniversitario per le Applicazioni di Supercalcolo per Università e Ricerca] e CILEA [Consorzio Interuniversitario Lombardo per l'Elaborazione Automatica], l'OSI [Open Society Institute], SPARC [Scholarly Publishing Academic Research Coalition], l'AIB Sicilia, ha avuto due valenze: una politica ed una tecnico-operativa.

Dal punto vista politico e culturale, sono da evidenziare la presa di posizione della CRUI sull'accesso aperto e l'impegno che la stessa si è assunta per la creazione e la diffusione degli archivi aperti negli atenei italiani; dal punto di vista tecnico-operativo, è invece significativa la messa a fuoco dei problemi tecnici, organizzativi e culturali dei costi relativi alla creazione e alla gestione di archivi aperti istituzionali/disciplinari, in una situazione nella quale sono comuni il bisogno e la voglia di lavorare in modo coordinato e collaborativo, di essere "comunità" per garantire l'affermazione e il successo dell'accesso aperto in Italia.

La giornata "politica"

Il primo giorno è stato di segno "politico". Nella mattinata, a porte chiuse, si sono tenute le riunioni dei Gruppi di lavoro della Commissione Biblioteche; nel pomeriggio, a porte aperte, la manifestazione è stata inaugurata con gli interventi del rettore dell'Università di Messina Francesco Tomasello e del rettore Vincenzo Milanesi, presidente della Commissione Biblioteche della CRUI. Entrambi i relatori hanno espresso il proprio impegno a sostegno dell'OA; in particolare, Milanesi ha evidenziato il ruolo che la CRUI intende assumere per la diffusione dei principî dell'accesso aperto presso gli atenei italiani, principî dei quali l'iniziativa di Messina rappresenta il primo momento di sensibilizzazione e di presa di posizione della comunità accademica e alla quale farà seguito una serie di iniziative a sostegno degli archivi aperti istituzionali e dell'editoria universitaria.

Dopo questa prima dichiarazione di impegno, tre illustri esponenti della comunità dell'OA, David Prosser, direttore di SPARC Europe, Fred Friend, consulente di JISC [Joint Information System Committee] e dell'OSI e Jean-Claude Guédon dell'Università di Montréal, hanno presentato diversi aspetti dell'accesso aperto. David Prosser ha evidenziato come l'accesso aperto rappresenti una risposta valida alla crisi della comunicazione scientifica dovuta agli alti costi delle riviste e costituisca, soprattutto, una soluzione per la disseminazione e l'aumento di impatto dei risultati della ricerca. Fred Friend ha riferito sulle iniziative inglesi a sostegno dell'accesso aperto e si è soffermato sull'inchiesta parlamentare inglese sull'editoria scientifica e l'accesso aperto. Questa indagine ha posto all'attenzione del Governo inglese tutti i problemi che la comunicazione scientifica sta attraversando e al medesimo tempo ha evidenziato i vantaggi dell'accesso aperto. L'intervento di Jean Claude Guédon, invece, ha proposto l'evoluzione degli archivi aperti verso strumenti della ricerca e della valutazione, attraverso un sistema condiviso e cooperativo di "referaggio".

Il dibattito, moderato da Alberto Sdralevich dell'Università dell'Insubria, ha visto una partecipazione attiva dei docenti presenti e ha confermato l'interesse dei docenti nei confronti dell'accesso aperto, la loro apertura verso questo modello e, soprattutto, il bisogno di saperne di più, in modo da fugare dubbi e timori rispetto alla propria carriera, all'impatto dei risultati della propria ricerca, ecc.

Successivamente, e in un clima molto partecipe, al cospetto di una platea di oltre 250 persone tra bibliotecari, docenti, ricercatori, informatici, provenienti da 35 istituzioni italiane, davanti alla stampa e alle televisioni locali, si è proceduto alla lettura della "Berlin Declaration on Open Access to Knowledge in the Sciences and Humanities" da parte del rettore Milanesi, a cui hanno fatto seguito la declamazione da parte del rettore Tomasello della Dichiarazione di Messina e dei nomi degli atenei firmatari, seguita dall'apposizione della firma da parte dei rappresentanti presenti dei 32 enti aderenti (31 atenei italiani più l'Istituto di Medicina Sociale).

La giornata "operativa"

Il secondo giorno è stato dedicato agli operatori. Nella prima sessione, moderata da Benedetta Alosi dell'Università di Messina, sono stati presentati alcuni archivi aperti istituzionali presenti in Italia [2] (delle università di Bologna, di Messina, di Trento e della SISSA / ISAS [Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati / International School for Advanced Studies]) e ne sono state illustrate le problematiche affrontate e le soluzioni adottate. Tutte le presentazioni hanno offerto spunti di riflessione e suggerito idee e proposte a chi non ha ancora preso alcuna iniziativa in questo ambito; in particolare, sono da segnalare l'interessante iniziativa dell'Università di Trento e quella dell'Università di Messina.

Francesca Valentini, dell'Università di Trento, ha presentato la personalizzazione di "E-prints", uno dei software più utilizzati per gli archivi istituzionali, e la sua integrazione con l'Anagrafe della ricerca scientifica dell'Università, con il progetto di Valutazione Triennale della ricerca del CIVR [Comitato di Indirizzo per la Valutazione della Ricerca] (VTR 2001-03) e con i software di analisi citazionale, evidenziando la necessità di ampliarne le potenzialità qualitative e la copertura disciplinare ai fini di una possibile applicazione ai processi valutativi della ricerca scientifica.

Nunzio Femminò, dell'Università di Messina, ha illustrato l'installazione realizzata, grazie ad un altro software utilizzato per gli archivi aperti, "CDSWare", dal Centro di Ateneo per le Biblioteche che prevede non solo l'archivio aperto dell'ateneo ma anche un portale per l'interrogazione dei tre diversi cataloghi elettronici presenti all'Università di Messina, dell'archivio aperto istituzionale dell'ateneo e di altre risorse elettroniche OA e a pagamento. La realizzazione si presenta alquanto promettente e potrebbe essere una buona soluzione di sviluppo per gli atenei che non intendono acquisire prodotti commerciali (Metalib, Metafind, Muse, Iport) né intendono sviluppare un prodotto in casa.

Nella sessione moderata da Susanna Mornati del CILEA, Ugo Contino del CASPUR e Zeno Tajoli del CILEA hanno illustrato l'iniziativa PLEIADI [Portale per la Letteratura scientifica Elettronica Italiana su Archivi aperti e Depositi Istituzionali], la piattaforma nazionale sviluppata dai due consorzi allo scopo di offrire una serie di servizi a valore aggiunto agli utenti degli archivi aperti istituzionali e/o disciplinari italiani. In particolare, Zeno Tajoli ha presentato una relazione approfondita sui metadati raccolti dal service provider che è alla base del portale e ha evidenziato la necessità di uniformare i metadati a livello nazionale dando delle utili indicazioni in questo senso.

Durante la poster session che si è tenuta in parallelo nel pomeriggio, i partecipanti hanno avuto modo di parlare e di scambiare informazioni con i responsabili delle varie installazioni e anche con le istituzioni che non hanno avuto modo di presentare i loro archivi aperti durante la mattinata.

Nel pomeriggio, nella sessione moderata da Paolo Bellini dell'Università di Trento si è parlato di copyright (Antonella De Robbio), delle politiche di promozione e di sostegno per gli archivi istituzionali (Ezio Tarantino), successivamente vi è stata un'interessante Tavola rotonda sull'open access, moderata da Valentina Comba dell'Università di Bologna, sui possibili modelli economici; si è inoltre parlato dei costi di gestione degli archivi istituzionali.

La maggior parte dei membri del Gruppo di lavoro sull'editoria elettronica della Commissione Biblioteche CRUI era a Messina. Il Gruppo ha confermato il suo impegno a redigere delle linee-guida sull'open access e a includere nel documento argomenti come: l'armonizzazione dei metadati, l'adozione di un sistema di classificazione comune del materiale depositato negli archivi, lo scambio di informazioni, un help desk per gli autori che depositano relativamente al copyright, ecc.

Luoghi, persone e ideali

Mentre la manifestazione del primo giorno si è tenuta nella maestosa Aula Magna dell'università, la seconda giornata ha avuto luogo presso la Facoltà di Scienze, che è dislocata in una bella località fuori del centro di Messina: tutti i partecipanti sono stati portati in pullman dal centro alla sede dell'incontro, e il viaggio è stato anche corredato da un'interessante gita che ha permesso di godere delle bellezze naturali e architettoniche della zona, il cui futuro appare però seriamente minacciato se la costruzione del ponte di Messina avrà luogo.

L'Università di Messina e in particolare il Centro di Ateneo per le Biblioteche si sono adoperati fino allo stremo [3] per il successo della manifestazione; nell'arco di poco più di un mese hanno organizzato, con il supporto del comitato tecnico e scientifico del workshop, un evento memorabile che rappresenta una svolta davvero epocale della quale oggi non siamo ancora in grado di misurare gli effetti né l'impatto.

Adesso, all'impegno politico deve seguire la pratica: la strada è stata imboccata, le basi per costituire una comunità dell'accesso aperto sono state poste. Bisogna dunque proseguire numerosi affinché il sapere scientifico abbia più ampia e rapida diffusione al fine di contribuire a migliorare la consapevolezza critica e, in definitiva, la qualità della nostra vita, in Italia e nel resto del mondo.
 

Note

1 - Programma e Atti sono disponibili all'indirizzo www.aepic.it/conf/index.php?cf=1.
2 - Sia la lista completa degli archivi istituzionali in Italia, sia i link ai software utilizzati per gli archivi aperti istituzionali sono disponibili sul sito <www.aepic.it>.
3 - L'espressione suona retorica, ma effettivamente i colleghi del Centro di Ateneo per le Biblioteche (Benedetta Alosi, Marilena Barone, Enzo Brunello, Nunzio Femminò, Santina Francolino, Dario Orselli, Luciano Parisi, Gaetano Raspaolo) hanno lavorato davvero molto e con molto entusiasmo; alla fine erano stanchissimi, ma contenti.


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