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AIDAinformazioni |
trimestrale
- ISSN 1121-0095, ISSN elettronico
1594-2201
anno 28, numero 3-4, luglio-dicembre 2010 |
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Elena Giglia Università degli Studi di Torino - elena.giglia@unito.it |
| Elena Giglia è responsabile, da giugno 2010, dei Progetti Open Access all’interno del Sistema Bibliotecario di Ateneo dell’Università di Torino. Fa parte della Commissione Nazionale Università e Ricerca (CNUR) dell’AIB, del Gruppo di lavoro Open Access della CRUI e, all’interno di questo, del Gruppo di lavoro sui Metadati. Fa parte del Comitato Editoriale di JLIS. Si interessa – oltre che dei suoi tre figli - di Open Access e di strategie di ricerca dell’informazione biomedica. | |
La ricerca di una strategia comune sull’accesso e la conservazione nell’ERA [European Research Area] è divenuta prioritaria dopo l’adozione della politica EU 2020 per una crescita “smart, sustainable and inclusive”. La Commissione, inoltre, nella COM (2010) 546 dal titolo «Innovation Union» riconosce l’Open Access quale strumento fondamentale per la circolazione della conoscenza, passo imprescindibile in un’ottica di innovazione e crescita complessiva delle società europea.
Il 25 e 26 novembre, a Bruxelles, si è tenuto un workshop sul tema Open Access and preservation in the European Research Area: paving the way towards a sound strategy, che ha riunito esperti da ogni paese dell’Unione. Scopo del workshop era sia favorire la riflessione comune e la condivisione di esperienze e buone pratiche, sia individuare le priorità e i filoni di intervento per le future politiche della Commissione.
La metodologia adottata, basata su tecniche innovative e partecipative di brainstorming e di creazione comune di mappe concettuali condivise, ha reso le sessioni di lavoro un’esperienza intensa e produttiva e ha portato a risultati molto concreti. Alma Swan, presente in qualità di relatrice delle conclusioni per la Commissione, ha stilato un resoconto dei punti chiave emersi nel workshop. Sono tanti e tali che è difficile riprenderli tutti, provo a darne una sintesi ragionata:
Perché dovremmo sostenere l’Open Access:
Al termine dei lavori, Gilles Laroche, coordinatore della Unit Governance and Ethics della DG Research & Innovation, ha confermato che sui risultati del workshop verranno modellate le prossime politiche europee. Il suo auspicio, inoltre, è stato quello di una collaborazione non solo bidirezionale EU-stati membri o stati membri-EU, ma trasversale fra i diversi stati membri, che possono creare una efficace rete di supporto all’Open Access sul territorio.