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trimestrale
- ISSN 1121-0095, ISSN elettronico
1594-2201
anno 27, numero 3-4, luglio-dicembre 2009 |
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Lucio Lubiana Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) - lubiana@sissa.it |
Il giorno 22 settembre 2009 si è tenuto a Trieste, presso la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA),
il convegno Open access, archivi aperti e valutazione della ricerca: i nuovi compiti dell'organizzazione
della conoscenza.
Il convegno è stato organizzato dalla SISSA e dalla sezione del Friuli Venezia Giulia dell'Associazione Italiana Biblioteche .
Fra i relatori ci sono stati alcuni dei principali protagonisti italiani, studiosi, ricercatori e creatori dell'editoria digitale e degli archivi digitali aperti del nostro paese.
Dopo una breve introduzione da parte degli organizzatori del convegno (SISSA, AIB), ha preso la parola la dott.ssa Paola Gargiulo (CASPUR)
che ha delineato il quadro generale e le diverse problematiche legate all'open access nell' editoria internazionale e della diffusione e radicamento degli archvi aperti in Italia e all' estero. Il quadro generale delineato dalla relatrice ha evidenziato la complessità del processo evolutivo nella comunicazione editoriale e ha sottolinetao lo scontro in atto fra i diversi modelli (economici e editoriali, innovativi e tradizionali) di comunicazione e diffusione dell' editoria scientifica.
Ha auspicato, in un prossimo futuro, l'integrazione fra gli archivi istituzionali delle università con l'anagrafe della ricerca italiana. Ha ricordato la recente proposta del CIVR [Comitato di Indirizzo per la Valutazione della Ricerca]
delle linee guida per la creazione degli archivi istituzionali con metadati standard (OAI-PMH) e con la possibilità del harvesting.
Il secondo relatore, il dott. Enrico Balli, amministratore della società SISSA 25045 Medialab di Trieste, una società spin off della SISSA,
si è soffermato sulla storia della editoria digitale presso la SISSA con la fondazione di importanti riviste digitali (JHEP
per la fisica e JCAP per l'astrofisica) e del loro impatto sull'editoria scientifica nella diffusione del movimento dell'open access nel campo della fisica. Il travagliato
passaggio dal modello economico tradizionale, fondato sugli abbonamenti, ad un nuovo modello economico, fondato sull'open access, non è ancora stato fatto, per
il dott. Balli, in quanto non si sono trovate le nuove modalità economiche della nuova editoria scientifica, incentrata sull'open access, ma anche per l'opposizione
a questo processo da parte delle case editrici.
Il terzo relatore, la dott.ssa Bonaria Biancu, ha parlato della creazione dell' archivio istituzionale, Bicocca Open Archive (BOA),
presso l'Università della Bicocca di Milano. In questo archivio vengono autoarchiviati, usando il software Dspace, dagli autori stessi, membri dell'Università,
articoli di rivista, capitoli di libri, monografie, interventi di convegni, brevetti, tesi di dottorato e tesi di specializzazione. Questo archivio è interoperabile
con l'archivio anagrafico della ricerca e quello delle segreterie amministrative e consente il deposito remoto, tramite Sword, di oggetti digitali e relativi metadati all'interno del deposito istituzionale.
Il quarto relatore è stato il prof.Mario Bressan, dell'Università di Chieti, membro del Comitato di Indirizzo di Valutazione della Ricerca (CIVR), che ha parlato
della valutazione della ricerca in Italia in base alle rilevazioni dal 2001 al 2003 e delle differenze
di valutazione dei ricercatori nel campo scientifico e in quello umanistico. Ha parlato dell'attività svolta dal CIVR e ha mostrato alcune tabelle di rilevazione sui risultati della ricerca
in Italia negli ultimi anni.
Il tema dell'"Open access e dei diritti d'autore" è stato analizzato dalla dott.ssa Paola Galimberti dell' Università di Milano, che ha evidenziato la
complessità dei diritti d'autore in ambito digitale e la distinzione fra diritti morali e diritti patrimoniali nell' analisi del diritto d'autore. Ha poi spiegato le
diverse problematiche relative all'archiviazione, i mandati di deposito, l'autoarchivazione, il mandato istituzionale di deposito (ad es. l'Università di Harvard) ;
gli usi consentiti (quale versione archiviare : post-print e pre-print, l'embargo) ; i diversi contratti di edizione fra gli autori e le case editrici e, in ambito internazionale,
il progetto Sherpa/RoMEO, la versione tedesca di Sherpa e il progetto dei diritti d'autore australiano.
La conservazione dei materiali digitali negli archivi digitali è stato il tema analizzato dalla dott.ssa Angela di Jorio dell'Università
"La Sapienza" di Roma. Ha spiegato il modello standard di conservazione OAIS (Open Archive Information System) e le diverse problematiche relative alla conservazione digitale
(sfide economiche, organizzative, tecnologiche e legali).
Ha preso quindi la parola la dott.ssa Stefania Arabito dell'Università di Trieste che è intervenuta con una relazione sulle linee guida del CIVR
per le tesi di dottorato e quelle per gli archivi istituzionali digitali aperti.
Ha spiegato le diverse modalità di inserimento delle tesi di dottorato nell'archivio istituzionale dell'Università di Trieste e il suo collegamento, con un apposito
protocollo informatico, con il database amministrativo delle segreterie degli studenti.
L'ultima relazione della fitta giornata è stata quella del prof. Loriano Bonora della SISSA, che ha trattato il tema del ruolo degli archivi aperti
e dell'Open access nella valutazione della ricerca. Egli ha chiarito le due finalità dell'editoria scientifica (validazione e diffusione della conoscenza) e i diversi parametri per valutare le istituzioni accademiche (l'uso delle citazioni) e dei singoli ricercatori (Impact factors, i diversi tipi di peer review, la natura del "review"). Ha definito gli archivi istituzionali come una nuova forma di editoria che affiancherà quella tradizionale nella diffusione della ricerca e che verrà sempre più usata dai ricercatori. Ma anche i lavori depositati negli archivi istituzionali dovranno venire valutati per la loro validità scientifica. La sua conclusione è che il "peer review" continuerà ad essere alla base della valutazione dei lavori scientifici in quanto tutti gli altri elaborati fino ad ora non si sono rivelati all'altezza di quello che si proponevano.
Tutti gli interventi e gli atti del convegno sono disponibili sul sito della biblioteca SISSA.
Il dott. Balli ha analizzato il nuovo modello ibrido di editoria scientifica iniziato con JHEP e le complesse relazioni di Medialab con le case editrici
scientifiche (Elsevier, Springer, IOP). Per Balli la "peer review" è l'unico servizio che gli scienziati dovrebbero pagare alla casa editrice e poi tutto il resto dovrebbe
essere accessibile liberamente. C'è poi il problema dei diritti d'autore che, secondo il dott. Balli, dovrebbero passare sotto il modello "creative commons".
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