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AIDAinformazioni |
trimestrale - ISSN
1121-0095, ISSN elettronico 1594-2201
anno 21, numero 4, ottobre-dicembre 2003 |
Da questa capacità di attrarre intelligenze e competenze diverse verso un confronto, ha tratto nuova forza anche la riflessione sulle professioni legate alla documentazione, sui problemi che attengono alla formazione e alla certificazione delle competenze. Su questo terreno l'Associazione ha lavorato a livello europeo come membro associato al progetto CertiDoc; a livello italiano ha organizzato e partecipato a incontri seminariali, contribuendo a far ripartire il dibattito su queste tematiche anche all'interno delle altre associazioni professionali, in primis l'AIB. Sul terreno della certificazione delle competenze, l'Associazione ha di recente approvato un documento redatto da Ferruccio Diozzi, che pone le basi su cui il prossimo Consiglio direttivo potrà, se condividerà il lavoro fin qui svolto, agire concretamente sia sul versante della certificazione delle competenze, sia su quello dell'accreditamento dei corsi. Il documento infatti non è solo il frutto di un confronto interno. Nasce invece da attività a cui AIDA ha partecipato insieme con le altre associazioni professionali ed è pensato quindi come un documento da offrire come base di partenza per l'individuazione di azioni comuni. Di questo documento, che tutti conoscete perché pubblicato sul nostro sito web, vorrei solo richiamare qui la forte sottolineatura a rafforzare e rendere stabili nel tempo i rapporti internazionali dell'Associazione, sia quelli storici con l'ECIA [The European Council of Information Associations], sia quelli che potranno essere attivati con associazioni professionali come il CILIP [The Chartered Institute of Library and Information Professionals] britannico.
Un ulteriore aspetto che vorrei sottolineare è come, proprio dal Convegno nazionale di Roma, sia ripartito un dialogo proficuo e concreto con le associazioni professionali del settore. È stata la prima volta che a un nostro convegno nazionale sono state invitate le più rappresentative associazioni professionali dell'area (AIB - Associazione Italiana Biblioteche, ANAI - Associazione Nazionale Archivistica Italiana, CNBA - Coordinamento Nazionale Biblioteche di Architettura, GIDIF-RBM - Gruppo Italiano Documentalisti dell'Industria Farmaceutica e degli Istituti di Ricerca Biomedica); esse hanno accolto volentieri il nostro invito e hanno partecipato alla sessione di apertura, manifestando una chiara volontà di intessere rapporti proficui. Volontà che si è concretizzata immediatamente con l'invio di un documento congiunto al Ministro per i beni e le attività culturali per protestare contro la paventata abolizione del Dipartimento archivi e biblioteche del Ministero, la cui istituzione, già prevista nel progetto di riforma, stava per essere cancellata, insieme alla visibilità dell'intero settore. Era il primo documento congiunto delle Associazioni, importante quindi in sé e anche utile, visto che ha contribuito a far ritornare il Ministero sulle sue decisioni.
Riteniamo di aver contribuito nel tempo a costruire le condizioni di una nuova stagione di dialogo e collaborazione fra universi professionali contigui. È almeno dal 1996, con il Congresso di Fermo, che AIDA conduce un'indagine sulle professioni che cambiano e sulle nuove competenze che vanno a prefigurare profili professionali aderenti a un mondo dell'informazione in continua evoluzione. L'argomento è stato ripreso e approfondito nel Congresso di Napoli del 2000 e in seminari ed incontri. Il risultato, al momento, è di una nuova stagione che sembra aprirsi a forme di collaborazione strutturata con le associazioni del settore. È un terreno interessante che consegniamo, ancora da dissodare, al prossimo Consiglio direttivo. Noi abbiamo lavorato sino a ora con l'intento di fare dell'Associazione il luogo di discussione, analisi, approfondimento teorico delle tematiche e delle contraddizioni che sorgono dall'evolversi della società dell'informazione e della conoscenza. È uno spazio originale di riflessione, tanto più in un Paese come il nostro, dove queste discipline sono pressoché ignorate a livello accademico. Tali riflessioni, come prassi dell'Associazione, sono però fortemente intrecciate con il mutare della professione. Ed è su questo terreno che si incontrano le altre associazioni, sulla valorizzazione e promozione delle professioni, sulla certificazione delle competenze, sulla formazione.
Quest'ultimo aspetto in particolare, a differenza di quanto succedeva
in passato in AIDA, ha assunto un suo rilievo importante. Grazie all'intelligente
lavoro di Massimiliano Tosato, abbiamo creato un programma AIDA di formazione
con una sua decisa caratterizzazione, che ha dato luogo anche a una collaborazione
sperimentale con AIB, sui cui esiti ambedue le associazioni faranno le
loro riflessioni per valutare se e come proseguire la collaborazione. L'attività
di formazione ha avuto un riscontro positivo nei soci e ci ha anche consentito
di indagare un po' meglio il loro profilo e i loro interessi, nonché
saggiare le aspettative più in generale dei professionisti rispetto
ai contenuti formativi. Il questionario, che infatti è presente
sul nostro sito, è alimentato quotidianamente dalle risposte che
vengono dal mondo professionale. L'esame delle risposte ci aiuta a modellare
l'offerta formativa e a conoscere chi sono i nostri interlocutori. Essi
si collocano in una fascia anagrafica che copre tutto l'arco della vita
lavorativa (dai 25 ai 60 anni), in un'area geografica prevalentemente di
Centro-Nord, e in possesso di titoli di studio decisamente elevati. Le
richieste per attività formative si concentrano prevalentemente
nell'area di base, in quella specialistica e nei campi di intersezione
con attività contigue come il knowledge e learning management
e provengono spesso anche da soci di altre associazioni professionali.
Quello della formazione sappiamo essere un tema cruciale. Compito di un'associazione
professionale non è certo di sostituirsi alle istituzioni educative
e formative. Ma riteniamo che, non solo perché in Italia la formazione
professionale nel nostro settore è ancora in attesa di risposte
soddisfacenti dalle istituzioni, esista comunque uno spazio da coprire,
data proprio la natura in continua mutazione delle professioni della documentazione.
Questo può servire a far emergere bisogni formativi nuovi che l'associazione
professionale può cogliere prima dell'accademia, proprio per il
suo legame con le attività, e che potrebbero costituire terreno
di incontro a un tavolo di collaborazione con l'università.
| È un momento, questo, della vita dell'Associazione,
che reputiamo positivo, ma anche delicato. In qualche modo essa è
definitivamente uscita dal grembo protettivo che l'aveva partorita e ha
cominciato a camminare con le sue gambe. La rescissione dei legami con
l'ISRDS ha consentito all'Associazione di mettersi in discussione, capire
se c'era un posto reale per AIDA nel mondo professionale italiano. Oggi,
a distanza di quasi tre anni da questo evento, possiamo dire di avercela
fatta. AIDA ha un suo posto nel panorama italiano delle professioni dell'informazione
e in quello della riflessione sui temi della documentazione. Il suo "portale"
con tutti i suoi servizi, le sue riviste, le sue pubblicazioni, i suoi
seminari e i suoi interventi formativi, sta lì a testimoniare una
vitalità ed una capacità attrattiva indiscutibili.
Aumenta il numero dei soci (siamo a quota 109 se guardiamo soltanto agli iscritti in regola con i pagamenti delle quote), ma aumenta, e questo è il dato confortante in quanto è un segno di vitalità e una premessa per l'acquisizione di nuovi soci, il numero delle persone con le quali AIDA mantiene contatti. A titolo esemplificativo, vi propongo i dati relativi a due delle iniziative AIDA che hanno raccolto maggiori consensi in questi ultimi anni: "AIDAlampi", che giunge ai 394 iscritti e AIDAjob, che è arrivata a 137 inserzioni individuali e 5 di enti. È interessante in particolare vedere nei grafici allegati il trend di questi numeri, distribuito per anno e, ancora più interessante e incoraggiante, la distribuzione per mese. Attività in crescita di consensi. Inutile poi sottolineare come incrementi di iscritti vengano dall'attività di formazione. In tutto, compresi gli iscritti alle varie liste di discussione tematiche disponibili per i soci sul portale, sono quasi 1.000 le persone che negli ultimi tre anni sono entrate in contatto con l'Associazione. Da questa consapevolezza può partire un nuovo rapporto con le associazioni professionali del settore e, ci auguriamo, anche con quelle di settori contigui. Essere consapevoli della propria autonoma identità e del fatto che in essa risiede la forza attrattiva della nostra Associazione che porta nuovi soci, potrà consentire di affrontare una nuova stagione che premia la nostra costanza nell'aver perseguito l'obiettivo della collaborazione. Al prossimo Consiglio direttivo, oltre ad affettuosi auguri di buon lavoro da parte di tutto l'attuale Consiglio, trasmettiamo alcuni nodi che l'attuale Consiglio ha ritenuto utile segnalare per il futuro:
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Sono felice del lavoro di gruppo che abbiamo potuto fare. I risultati li valuteranno in ultima istanza i soci. Lascio con un po' di emozione, ma con piena fiducia che un cambiamento sia sempre un'occasione positiva di crescita.
Un ultimo saluto affettuoso vorrei dedicarlo agli altri due soci che, insieme con me, lasciano il Consiglio direttivo: Carla Basili, Vicepresidente, e Massimiliano Tosato.