http://www.aidainformazioni.it
aida-logo AIDAinformazioni
trimestrale - ISSN 1121-0095, ISSN elettronico 1594-2201
n. 4, anno 23, ottobre-dicembre 2005

Il dossier
Certificazione degli specialisti dell'informazione: opinioni ed esperienze dall'Europa = Skills certification of information professionals: viewpoints and experiences from Europe
Atti del Seminario AIDA svoltosi al CNR - Roma, 13 maggio 2005. Seminario di replica della Sessione italiana all'Online Information Meeting 2004 di Londra -
a cura di Lucia Maffei


Il percorso AIDA per la certificazione 

Lucia Maffei
Università  di Siena, maffei@unisi.it
Gli Italian forum che AIDA organizza ogni anno all'Online Meeting di Londra costituiscono un filo rosso che, come evidenziato recentemente da Elisabetta Di Benedetto in un suo contributo per la rivista dell'Associazione [1], hanno mantenuto nel tempo la caratteristica di essere spesso anticipatori di dibattiti che di là a poco costituiranno il fulcro dell'interesse del mondo professionale anche nel nostro Paese. È forse per questo che per ben due volte, nel 2002 e nel 2004, la Sessione italiana dell'Online Meeting ha affrontato le tematiche della certificazione delle competenze professionali.

In più, l'interesse di AIDA per i temi delle professionalità  che cambiano e del conseguente aumento della necessità  di un riconoscimento delle competenze è testimoniato da un impegno ormai più che decennale vòlto a sviluppare una cultura professionale dinamica e capace di supportare lo sviluppo di professionalità  di specialisti dell'informazione in contesti nuovi, emergenti, talvolta inediti.

Più recentemente, nel gennaio 2004, il Consiglio Direttivo di AIDA ha approvato un documento programmatico [2] sulla certificazione della professione, proposto da Ferruccio Diozzi, che mette a frutto i risultati delle iniziative di seminari e confronti organizzati da AIDA o ai quali essa ha partecipato (elencati nell'Appendice). Esso ha lo scopo di delineare un percorso di lavoro, di cui la giornata odierna vuol essere una tappa importante, ma non certo la conclusione. Sinteticamente il documento adotta una prospettiva che si basa su due cardini:
Delinea alcuni obiettivi specifici:
Insieme con gli obiettivi sono individuati interlocutori e azioni:
L'occasione della consueta replica della Sessione italiana dell'Online dello scorso dicembre [3], e che di solito vedeva l'integrazione di quanto proposto a Londra con inediti contributi italiani, si carica in più, quindi, questa volta, anche di intenzioni che vanno al di là  della semplice riproposizione del tema.

Il problema della certificazione europea delle professioni degli specialisti dell'informazione sta ricevendo risposte adeguate in tutti i Paesi dell'Unione; in Italia, dopo le recenti iniziative di legge sulla disciplina delle professioni non regolamentate con Albi od Ordini, la situazione appariva in vivace movimento, ma recentemente abbiamo avuto un nuovo stop con lo stralcio delle norme relative a questa tematica dal provvedimento governativo sulla competitività .

Il Seminario odierno tenta di definire confini precisi e indicare strategie ottimali per l'applicazione del progetto CERTIDoc in Italia, insieme con un progetto di aggregazione di un ampio fronte professionale in stretta collaborazione con istanze sociali e istituzionali del nostro Paese. AIDA intende caratterizzare fortemente il suo impegno nel rendere operativa anche in Italia la cultura e la pratica della certificazione delle competenze. Sulla necessità  di una certificazione professionale molte opinioni sembrano convergere, a livello parlamentare, delle forze sociali, oltre ovviamente dei professionisti.

I percorsi per giungere però a questo obiettivo sono diversificati nelle competenze e negli esiti. Per quanto riguarda le prime, entrano in campo le Regioni e alcune hanno lavorato o stanno lavorando in tal senso; per quanto riguarda gli esiti, la domanda è: certificazione di competenze o di profili professionali? Qual è l'opinione del mondo professionale? Quale il ruolo delle associazioni? In che modo le associazioni possono o devono collocarsi in rapporto alla costruzione di percorsi legislativi o di piattaforme sindacali che volessero tener conto di certificazioni professionali?

Domande cruciali, generate dal corto circuito fra un mercato del lavoro destrutturato in maniera selvaggia e un'accelerazione di richieste di nuove professionalità nel campo del trattamento dell'informazione, indotta dalla centralità  che le attività  connesse all'organizzazione, al trasferimento e alla conservazione dell'informazione stanno assumendo nelle aziende e nelle pubbliche amministrazioni. Questo fenomeno genera un vero e proprio smottamento delle categorie professionali così come le abbiamo conosciute.

Ciò è particolarmente evidente nella pubblica amministrazione, investita da ondate successive di normative che introducono prassi e strumenti assolutamente innovativi per la gestione dei flussi documentali e di conseguenza delle procedure che vi sottendono. Normative, come il Codice dell'Amministrazione digitale appena emanato, che, partendo dalla digitalizzazione della documentazione nella pubblica amministrazione, prevedono processi di profonda innovazione in tutti i rapporti che imprese e cittadini intrattengono con essa. Archivisti, bibliotecari, documentalisti si trovano spesso ad essere chiamati a gestire tali processi che sono al punto di congiunzione di differenti competenze (a quelle classicamente proprie infatti si aggiungono l'informatica, il diritto, l'organizzazione aziendale, la comunicazione, etc.). È la dimostrazione dell'attualità  del percorso europeo dell'Euroguida che non enuncia profili professionali, ma competenze che si possono comporre e scomporre in maniera da dare vita a professionalità  diverse.

È da tenere poi in considerazione il percorso che si sta lentamente compiendo nel Parlamento europeo. Dal 2002 è in discussione una proposta di direttiva europea relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali [4]. È dell'11 maggio 2005 l'approvazione di una relazione del vicepresidente della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori Stefano Zappalà  nell'àmbito della procedura di codecisione. La proposta intende consolidare quindici direttive che, adottate nel corso degli ultimi quarant'anni, hanno istituito regimi di riconoscimento differenti. Pur mantenendo le garanzie inerenti ad ogni sistema di riconoscimento esistente, la proposta di direttiva prevede l'istituzione di un quadro giuridico unico e coerente, che poggia su una liberalizzazione più estesa della prestazione di servizi, una maggiore automaticità  nel riconoscimento delle qualifiche e una maggiore flessibilità  delle procedure di aggiornamento della direttiva. In pratica, la direttiva mira a creare uno spazio comune di riconoscimento delle professioni (intendendo sia il loro espletamento in posizione subordinata che autonomo). Rimane la distinzione fra professioni regolamentate e non regolamentate, ma proprio per queste ultime viene previsto un processo di riconoscimento valido per i Paesi membri. La proposta prevede inoltre la possibilità  per le associazioni professionali di stabilire piattaforme comuni, che riuniscano a livello europeo tutte le organizzazioni o le associazioni professionali rappresentative, pubbliche o private, che definiscono gli standard intesi a fornire garanzie adeguate per quanto riguarda il livello delle qualifiche [5]. Sarebbe auspicabile che il respiro europeo, il mutuo riconoscimento e il contributo delle associazioni professionali nel quadro delle loro relazioni e attività  sopranazionali diventassero concetti condivisi anche nella discussione sul piano nazionale nel nostro Paese.

Ma questo processo innovativo si scontra con incongruenze importanti. Una e forse la più importante è relativa alla formazione spesso inadeguata e incapace di fornire gli strumenti per aggiornamenti e riconversioni professionali rapide. La formazione accademica vive molte contraddizioni, la più profonda delle quali è, a mio giudizio, quella di aver perso il suo carattere di formazione metodologica, strategico per dotare i giovani della capacità  di fronteggiare opportunità  di lavoro in settori diversificati e con caratteristiche professionali che possono assumere connotati diversi, per costruire percorsi professionalizzanti, che spesso si limitano ad inseguire e a non prevenire le richieste del mondo produttivo. La seconda contraddizione è l'organizzazione stessa del mercato del lavoro che da una parte si destruttura nei diritti e nelle tutele, e dall'altra ragiona ancora per comparti e categorie, con sezioni quindi di tipo verticale, che pongono dei freni alla valorizzazione di professionalità  trasversali che potrebbero, per loro natura, spostarsi agevolmente fra pubblico e privato e fra categorie diverse (penso alle nostre professioni, ma anche agli informatici o ai comunicatori).

In questo quadro, quindi, la certificazione delle competenze si configura ormai come un processo europeo che apre una serie di opportunità  e di contraddizioni, ma che sembra essere comunque la risposta vincente alla richiesta in continuo mutare di professionalità  nel settore del trattamento dell'informazione.


Appendice
Congressi nazionali AIDA [Gli atti sono acquistabili online]
I seminari AIDA
Progettazione, servizi, competenze AIDA
I contributi AIDA
Per maggiori dettagli e un aggiornamento corrente, cfr. il sito dell'Associazione www.aidaweb.it.

Note

1 Elisabetta Di Benedetto, L'Online Meeting: un'occasione per vivificare la professione. "AIDAinformazioni", 22 (2004), n. 1-2, p. 81-85.

2 Il testo completo del documento è reperibile all'URL www.aidaweb.it/2004/certificazione.html.

3 Lucia Maffei, Online Information 2004. "AIDAinformazioni", 22 (2004), n. 4, p. 99-102.

4 Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali [COM(2002) 119 def. - Gazzetta Ufficiale C 181E del 30.07.2002].

5 Le informazioni relative a questa direttiva e al suo iter sono tratte dalla banca dati Scadplus all'indirizzo europa.eu.int/scadplus/leg/it/cha/c11065.htm. Si ringrazia Domenico Bogliolo per la segnalazione dell'iter in corso. Per avere inoltre informazioni ampie sulle iniziative legislative, ma anche sull'attività  di certificazione di altre organizzazioni europee, si consiglia il portale Euroguida I&D all'indirizzo www.aidaweb.it/euroguida.


© AIDA - Mail to Webmaster - Creato 2006-03-13