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AIDAinformazioni
trimestrale - ISSN 1121-0095, e-ISSN 1594-2201

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Supplemento elettronico alla versione analogica del n. 1-2, a. 27, gennaio-giugno 2009

"Documentazione, terminologia e scienze dell'informazione. Una riflessione del testo e del documento". Roma, 12 giugno 2009. CNR, Aula Marconi.
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Cinzia Mescolini
Dottoranda alla Sapienza Università di Roma,  <cinziamescolini@logi3d.it>

Laureata in Lettere Moderne e diplomata con una tesi in Documentazione presso la Scuola Speciale Archivisti e Bibliotecari dell'Università degli Studi di Roma la Sapienza, è attualmente dottoranda in Scienze del libro e del documento con un progetto di ricerca sull'accesso alla documentazione di fonte pubblica on line. Dal corrente anno accademico è cultrice della materia per la cattedra di Documentazione. I suoi interessi riguardano l'informatica umanistica, la teoria dell'informazione e le politiche di accesso alla Rete.

È stata una giornata densa di stimoli, spunti di riflessione, aperture interdisciplinari, quella che si è svolta il 12 giugno 2009 nell'Aula Marconi del Consiglio Nazionale delle Ricerche fino al tardo pomeriggio, con un serrato avvicendarsi di interventi volti a definire sul piano teorico, ma anche applicativo, i molti aspetti della Documentazione.

L'incontro, dal titolo "Documentazione, terminologia e scienze dell'informazione. Una riflessione sull'interrelazione cognitiva delle scienze del testo e del documento", ha avuto un taglio di sicuro respiro internazionale, con la partecipazione dell'Università "Pompeu Fabra" di Barcelona, il Mundaneum di Bruxelles e il College of Saint Elizabeth di
Morristown, New Jersey. Tra gli interventi, quello di Françoise Levie, autrice del libro L'homme qui voulait classer le monde e regista dell'omonimo film-documentario dedicato alla vicenda umana e intellettuale di Paul Otlet il quale, con il suo Trattato di documentazione del 1934, segna le origini della disciplina.

La giornata di studi è stata organizzata dal Laboratorio di Documentazione dell'Università della Calabria, l'Associazione Italiana di Documentazione Avanzata e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (SEGID) come continuazione ideale del convegno nazionale Ass.I.Term: "Iterando: terminologia, documentazione e analisi testuale nella città digitale" che si è svolto nel giugno dello scorso anno presso l'Università della Calabria e i cui atti sono stati recentemente pubblicati in "AIDAinformazioni" (n. 1-2/2008). Tra i partecipanti, l'Istituto Superiore di Sanità e l'Università di Firenze.

L'inizio dei lavori è stato brevemente introdotto dal presidente del CNR Luciano Maiani - che ha sottolineato la centralità della ricerca scientifica nell'àmbito del processo di dematerializzazione in corso nel settore della Pubblica Amministrazione, nel quale il CNR svolge un ruolo di guida - e dall'interveto di Domenico Bogliolo, segretario di AIDA, portavoce, per l'occasione, del presidente dell'Associazione Piero Cavaleri. Bogliolo ha ricordato la nascita di AIDA, fondata venticinque anni fa per volontà di Paolo Bisogno, al quale si deve la paternità nazionale della Documentazione, con l'obiettivo di coniugare gli aspetti teorici, tecnologici e scientifici della disciplina. L'originaria vocazione generalista ha permesso in questi anni un impegno ad ampio raggio sui molti aspetti della documentazione, rispetto ai quali l'Associazione ha assunto e svolge tuttora un importante ruolo catalizzatore. L'attenzione attuale, ha ricordato Bogliolo, spazia dalla riflessione sull'identità della Documentazione, che investe gli aspetti terminologici oltre che quelli definitori del contenuto, alla ricerca di una nuova definizione riconoscibile anche fuori dall'area dell'Europa latina, all'attività, iniziata nel 1995 con la Dichiarazione di Roma, per la promozione della professione attraverso il riconoscimento della certificazione europea delle competenze professionali acquisite nel settore dell'informazione-documentazione.

La prima lectio magistralis della mattinata, presieduta dallo stesso Bogliolo, dal titolo “Terminologia y documentación” è stata tenuta da Teresa Cabré dell'Università "Pompeu Fabra" di Barcelona. L'intervento ha inquadrato con rigore scientifico e chiarezza i nuclei concettuali con i quali si articola il rapporto fra documentazione e terminologia, individuando similitudini, differenze, ma anche elementi di contiguità e complementarietà tra i due àmbiti del sapere. Nel campo dell'information retrieval la sinergia fra le due discipline si esplica nel superamento del paradosso fra la necessità dell'espressione in lingua naturale e la restrizione in un linguaggio controllato e formalizzato che i sistemi computazionali impongono. Entrambe fondate sull'interpretazione testuale, sebbene con approcci metodologici e finalità differenti, condividono inoltre una naturale vocazione interdisciplinare e transdisciplinare che le rende partecipi con funzione ausiliare a tutti gli ambiti dello scibile.

A seguire Charlotte Dubray e Stéphanie Manfroid, direttrice del Mundaneum di Bruxelles, hanno tenuto l'intervento “Les Archives de la Connaissance”, incentrato sulla figura di Paul Otlet, ideatore e fondatore del noto istituto, la cui riflessione teorica e il lavoro pionieristico, condotto nella prima metà del Novecento insieme con Henry La Fontaine con l'intento di realizzare un Repertorio Bibliografico Universale, rappresentano il fondamento della disciplina documentaria. L'analisi di Dubray ha evidenziato come la visione mondialista della conoscenza di cui Otlet è stato portatore, supportata da una forte matrice pacifista, sembra oggi sorprendentemente anticipare, negli scritti riguardanti l'organizzazione e la disseminazione del sapere, la stessa idea di Internet.

I due interventi successivi hanno ripreso e approfondito le tracce proposte dalla Cabré, appuntando l'attenzione sul testo, da una parte, e sul documento, dall'altra.

Vito Pirelli dell'Istituto di Linguistica Computazionale "Antonio Zampolli" del CNR di Pisa, ha successivamente focalizzato, con "ILC: Le scienze del Testo", sull'incontro fra tecnologie informatiche e analisi testuale come nuovo paradigma in grado di superare la dicotomia chomskyana tra la "conoscenza del cosa", di approccio logico deduttivo, e la "conoscenza del come", di carattere empirico-behaviouristivo. In tale rivoluzione copernicana, che integra nella sfera linguistica le dimensioni del "fare" e del "sapere", il computer non assume soltanto un valore strumentale ma anche euristico, consentendo l'indagine della struttura nascosta del documento e dunque agevolando l'estrazione degli elementi significativi. In ambiente informatico la conoscenza si presenta allora come un sistema complesso di nodi, in cui le ontologie svolgono un ruolo strategico di mediazione nella struttura logica dei database, le cui interfacce si orientano sempre più verso la codifica di query in linguaggio naturale. L'evoluzione nella gestione documentale, conclude Pirelli, deve orientarsi verso sistemi informativi integrati che rispondano a esigenze reali evitando una eccessiva parcellizzazione dei processi.

Le "Scienze del documento" sono state invece il focus dell'intervento di Roberto Guarasci, ordinario di Documentazione presso l'Università della Calabria, il quale, attraverso una riflessione sull'evoluzione concettuale del documento nel passaggio dalla forma analogica, univoca e riconoscibile, a quella digitale, poliedrica e sfuggente, agli usuali approcci di indagine, ha posto interessanti interrogativi sulla possibile assimilazione delle tradizionali discipline del documento nell'àmbito delle scienze dell'informazione.  In questa prospettiva, Guarasci ha riproposto la questione terminologica relativa alla definizione "Documentazione" per una disciplina che a partire da Paul Otlet fa del documento, oggi così profondamente mutato, la sua stessa ragione d'essere. Nel passaggio dai metodi di analisi documentale soggettivi, propri dell'approccio tradizionale al testo, a una tendenza sempre più spiccata verso l'oggettività assoluta supportata dall'informatica, Guarasci individua l'anello mancante nell'intersoggettività, nel quale tecnica e teoria potrebbero trovare una sinergia costruttiva. Il rischio, conclude, consiste nel possibile ripiegamento su se stesse delle tradizionali discipline del documento, evitabile con la creazione di profili formativi basati sulla contaminazione disciplinare, in grado dunque di coniugare l'oggettività dell'informatica all'intersoggettività di un approccio umanistico-scientifico.

Nell'ultima lectio magistralis della mattinata, Augusto Leggio ha affrontato un aspetto di estrema attualità riassumibile nel titolo steso dell'intervento: "Conoscenza, Informazione e ICT nella crisi finanziaria". La lucida analisi delle dinamiche globali all'origine della crisi economica odierna ha evidenziato il processo di virtualizzazione della finanza teso ad accentuare enormemente, nel contesto della globalizzazione, il divario con l'economia reale, e si è concluso considerando il ruolo decisivo del fattore di produzione delle tecnologie ITC nelle logiche di investimento, tale da occupare una parte cospicua nella piramide del potere economico globale. E' stato così mostrato un esempio concreto, tangibile, della realtà nella quale si muove l'informazione e delle ricadute che l'informazione stessa provoca nel mondo "reale".

La seconda parte della giornata, dedicata a "I contesti operativi" e condotta da Giovanni Adamo, è stata invece dedicata all'illustrazione di singole realtà effettive del settore, a partire dall'intervento di Paolo De Gasperis, direttore del "Servizio per la gestione informatica dei documenti e dei flussi documentali", SEGID, del CNR, che ha esposto le modalità con cui l'Istituto ha finora affrontato, a partire dall'introduzione del protocollo informatico, il processo di dematerializzazione degli archivi.

È poi intervenuta Maurella Della Seta, esponendo l'impegno del Settore Documentazione dell'Istituto Superiore di Sanità nella traduzione dei descrittori del MESH (Medical Subject Headings), tesauro adottato in campo biomedico e realizzato dalla più grande biblioteca medica mondiale che produce PubMed, la statunitense National Library of Medicine.

A seguire, Anna Rovella, coordinatrice del Laboratorio di Documentazione del Dipartimento di Linguistica dell'Università della Calabria, ha presentato le attività di ricerca sulla gestione del protocollo informatico e dei flussi documentali nel settore della pubblica amministrazione condotte in collaborazione con il CNR, il CNIPA e le PA locali.

L'intervento di Alexander Murzaku, del College of Saint Elizabeth, ha trattato invece gli aspetti dell'indagine scientifica volti ad indagare le dinamiche dell'interazione uomo-macchina nei processi di analisi testuale, naturale e/o artificiale, finalizzati alla progettazione di sistemi per la classificazione automatica dei documenti.

Per chiudere la panoramica dei diversi contesti operativi a cui la ricerca scientifica è approdata, Maria Taverniti dell'Università della Calabria e Francesca Iozzi del CNR hanno illustrato l'esito di un lavoro decennale consistente nella realizzazione di un manuale sulla valutazione e la selezione dei documenti destinato al contesto internazionale europeo.

E' seguita la presentazione video dell'Osservatorio Neologico della Lingua Italiana (ONLI), un progetto di ricerca sulla formazione dei neologismi coordinato da Giovanni Adamo e Valeria Della Valle, operativo da circa dieci anni con il sostegno dell'Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e la Storia delle Idee del CNR (ILIESI). Il progetto consiste nella rilevazione sistematica delle formazioni neologiche attraverso lo spoglio della stampa quotidiana e l'implementazione di una banca dati che classifica i dati, rilevandone le specifiche morfologiche, nei settori tematici.

Gli interventi conclusivi, tenuti da Paola Carucci dell'Archivio della Presidenza della Repubblica e da Mauro Guerrini dell'Università di Firenze e presidente di AIB, hanno proposto alcune riflessioni di sintesi sulle prospettive della disciplina documentaria, sempre più orientata verso una dimensione interdisciplinare, che interseca la linguistica, la biblioteconomia e l'archivistica.

A seguire, la proiezione del film - documentario 
L'homme qui voulait classer le monde, che ricostruisce la parabola umana, intellettuale e politica di Paul Otlet attraverso un suggestivo montaggio dei documenti d'archivio ritrovati nel Mundaneum. Un breve dibattito tra la regista Françoise Levie e il pubblico ha chiuso la giornata.

Il sito media.src.cnr.it/Filmati.php?evento=71&scheda= del Reparto Servizi Multimediali e Documentali del CNR contiene alcune registrazioni video della giornata.
Gli atti della stessa saranno pubblicati in un prossimo fascicolo di "AIDAinformazioni".


© AIDA - Mail to Webmaster - Creato 2009-06-15