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AIDAinformazioni |
trimestrale - ISSN 1121-0095, ISSN elettronico
1594-2201
anno 22, numero 1-2, gennaio-giugno 2004 |
L'Osservatorio Permanente sul Wi-Fi [Wireless Fidelity] in Italia nasce alla fine del 2002, coordinato da Umberto Bertelè e Andrea Rangone con la collaborazione di Stefano Mainetti, e, dopo aver già presentato nel 2003 una prima panoramica dello stato dell'arte, ha organizzato uno studio più approfondito delle applicazioni correnti, raccogliendo dati provenienti dal settore pubblico e privato [1].
La Giornata è stata accolta con grande interesse dagli operatori del settore, che hanno affollato l'aula del Politecnico insieme ad un alto numero di studenti. Una prima sezione è stata dedicata all'esposizione dei dati della ricerca, seguita poi da una Tavola rotonda tra i maggiori protagonisti del Wi-Fi [2] in àmbito nazionale, sezioni collegate tra loro da un intervento di ambito giuridico sul contesto normativo italiano ed europeo.
Il primo dato evidente è la crescita più che esponenziale della disponibilità di reti wireless nel nostro Paese, che depone a favore della maturità di una tecnologia fino a pochi mesi fa ritenuta poco più che sperimentale. Altro dato altrettanto evidente è la sua duttilità, poiché le applicazioni presenti spaziano dalla gestione di magazzino aziendale alla gestione delle cartelle cliniche in reparto ospedaliero, dall'offerta di servizi Internet alla didattica, dalla rete aziendale (Intranet) all'hot spot negli aeroporti per la connessione di utenti in transito.
I problemi emersi sono invece legati alle ipotesi di diffusione capillare di questa tecnologia, e sono soprattutto problemi legati alla commercializzazione della connessione mobile attraverso i dispositivi portable già disponibili (il proprio computer portatile ed i telefoni cellulari): licenze ai provider e costi di tariffazione dell'utente finale.
Vivace, a tratti anche polemica la risposta della platea, a testimonianza dell'interesse reale di una Giornata che si può già presumere sarà replicata la prossima primavera. Benché di taglio tecnico-econonico, questa manifestazione può e in qualche modo deve interessare anche chi si occupa di informazione come i bibliotecari e i documentalisti, per diversi motivi.
Il Wi-Fi come strumento di accesso all'informazione è una tecnologia che si presta eccezionalmente bene ai servizi per l'utenza organizzati in biblioteca o nel centro di documentazione: arriva direttamente all'utente finale, che viene liberato totalmente dalla dipendenza fisica della connessione.
Il diffondersi dei computer portatili tra gli utilizzatori di biblioteche e centri di documentazione genera problemi di disponibilità di prese di rete che sono in questo modo risolti con spesa notevolmente inferiore, ed altre economie si verificano sulla eliminazione delle stampe dei materiali o della creazione di dischetti o CD-Rom. Per chi lavora in edifici storici può significare una diminuzione consistente dei problemi legati alle connessioni in rete, semplicemente perché «servono meno buchi nei muri», meno lavori di muratori ed elettricisti, e diviene più facile aumentare o spostare i computer già presenti. Si possono così ridurre le spese per la creazione di aule informatiche, che comunque offrono sempre un numero limitato di postazioni, purtroppo spesso insufficiente; oppure crearne ad hoc per corsi (sempre più diffusi soprattutto nelle biblioteche accademiche, che mettono a disposizione ingenti risorse in rete) di formazione degli utenti, semplicemente facendo usare i computer personali.
Ma soprattutto l'utente in una rete wireless entra direttamente a farne parte, senza passare attraverso mediatori: se questo può porre problemi di sicurezza (come è emerso durante il dibattito, ma soluzioni diverse sono disponibili per ovviare anche a ciò), d'altra parte realizza completamente il modello @you cui la società dell'informazione tende per il terzo millennio, un modello che le biblioteche hanno già largamente adottato, perlomeno come filosofia. La pervasività futura della rete non è al momento concretamente prefigurabile: gli scenari potranno essere molti, a causa di tante variabili tra prezzi e mercato che pochi si azzardano a dare per certe [3]. Alcuni utenti particolarmente "avanzati" (forse più che "esperti" in questo caso) hanno già espresso pareri estremamente favorevoli alla tecnologia e alle sue possibilità, seppur con riserve sulla sicurezza [4]: probabilmente saranno necessari alcuni assestamenti, anche tecnologici, prima dell'affermarsi di questa nuova generazione di connessioni a livello di grande diffusione, ma certamente la tendenza è già nettamente marcata dalla produzione hardware di componentistica per reti wireless, in costante aumento. Un aumento che si traduce nella crescita anche degli impianti attualmente operativi: la sensazione è stata che le indicazioni fornite nel corso dell'incontro fossero approssimate per difetto, soprattutto per quanto riguarda il settore dei beni culturali. Una carenza di informazione che l'organizzazione ha ammesso e che si ripromette di colmare per la prossima edizione, considerando l'utenza potenziale di questo settore particolarmente interessante per lo sviluppo prossimo delle reti wireless in Italia.
Note
1 - Il testo del Rapporto è disponibile alla pagina: www.hotspotworld.biz/images/stories/report.pdf.
2 - Per una definizione di Wi-Fi si veda la corrispondente voce in Wikipedia: en.wikipedia.org/wiki/Wi-fi.
3 - Alberto Salarelli, I bit in tasca: strumenti e servizi nell'era della "portable documentation", in La biblioteca ibrida: verso un servizio informativo integrato, a cura di O. Foglieni. Milano : Editrice Bibliografica, 2003, p. 205-218.
4 - L'editoriale di Ernesto Damiani sul
n. 4 (aprile) 2004 della rivista "InternetNews" e intitolato Riprendiamoci
l'identità critica le modalità, troppo complesse e lunghe
da un lato ma non abbastanza sicure per la privacy personale dall'altro,
di accesso ad un Hot spot wireless da parte di un giornalista in
transito in un aeroporto italiano. Addirittura scontato, invece, l'interesse
per la tipologia di collegamento sfruttando le caratteristiche costruttive
del proprio portatile.