trimestrale - ISSN
1121-0095, ISSN elettronico
1594-2201 n. 4, anno 23,
ottobre-dicembre
2005
Manifestazioni
dopo
Made
in Italy: architettura di biblioteche, biblioteche di architettura.
IX Giornate di studio del CNBA. Università
di Napoli "Federico II", Facoltà di Architettura. Napoli,
23-25 giugno
2005
Serena
Sangiorgi Università di Parma, Biblioteca Politecnica: sgiorgi@unipr.it La
nona edizione delle Giornate di studio del CNBA [Coordinamento
Nazionale Biblioteche di Architettura] si è svolta nella bella
aula
convegni della Biblioteca della Facoltè di Architettura di
Napoli,
raccogliendo un folto pubblico di addetti ai lavori, e non
esclusivamente bibliotecari, visto il tema prescelto: l'architettura
delle biblioteche. La biblioteca come luogo fisico vede negli ultimi
anni un notevole interesse: mai come in questo periodo si vedono
restauri, ampliamenti e costruzioni di nuove biblioteche, dopo un lungo
periodo di stasi e di concentrazione sui problemi più tecnici
legati
alle rivoluzioni tecnologiche date dall'introduzione del computer (fase
dell'automazione), dalla nascita di SBN (catalogazione e
compatibilità
dei cataloghi) e poi dalla nascita del web (fase della biblioteca
digitale).
Una riflessione sulla struttura abitabile, vivibile e fruibile, sugli
spazi, sui servizi e sulle soluzioni ergonomiche delle progettazioni
mancava, e il CNBA ne ha offerto un'occasione importante che ha visto
alternarsi docenti, architetti e bibliotecari di varie amministrazioni
pubbliche ed accademiche, in una panoramica di soluzioni, spunti e
tendenze fortemente proiettata sul futuro.
Il primo intervento introduttivo, presentato all'apertura dei lavori
dal prof. Benedetto Gravagnuolo, preside della
Facoltà di
Architettura di Napoli, ha riassunto ed illustrato attraverso una fitta
galleria di immagini la storia dell'architettura delle biblioteche fino
al Novecento, fungendo da ideale cerniera tra una tradizione in qualche
modo consolidata e le ipotesi contemporanee e futuribili dei relatori
seguenti.
Il successivo contributo, costruito a quattro mani dal prof. Paolo
Martegani (Università degli Studi "Roma Tre") e dal
suo
collaboratore arch. Mauro Corsetti, ha infatti proiettato la
platea in una dimensione quasi fantascientifica, supportato da un
percorso visivo di forte impatto che ha sottolineato come i nuovi
materiali documentari, la multimedialità e il web
comportino soluzioni
di netta frattura con la tradizionale immagine della biblioteca "luogo
di deposito".
Antonella Agnoli, consulente per il Comune di Pesaro, in
qualità
di esperta e di tecnico, provenendo dall'ambito delle biblioteche
pubbliche, si è invece soffermata sulla necessità
di un continuo
contatto e confronto tra il bibliotecario ed il progettista, per la
creazione di una sinergia efficace al raggiungimento dei migliori
obiettivi possibili in presenza di un riuso di strutture esistenti.
Alessandro Bertoni, dell'Università Ca' Foscari di
Venezia, e membro
del LIBER Architecture Group nonché della IFLA Section 20
(Library
buildings and equipment), ha presentato una lunga ed articolata
relazione sulle più recenti realizzazioni dell'Ateneo veneziano,
impegnato in una cospicua campagna di recupero di edifici
già
esistenti, e in un piano di accorpamento e razionalizzazione
dell'offerta dei servizi bibliotecari.
La seconda giornata del Convegno è stata aperta dal prof. Aldo
De
Poli, dell'Università di Parma, noto esperto e
specialista del
settore dell'architettura delle biblioteche, che segue con affetto la
storia del CNBA, essendo stato già relatore alle prime
Giornate di
studio a Venezia (1993). Tutto il suo intervento è stato
focalizzato
sulle interazioni tra due aspetti tipici della costruzione-biblioteca,
il "monumento" e la "macchina", tra "rappresentazione" e "funzione",
tra "conservazione" e "fruizione", con un apparato visivo ricchissimo
particolarmente incentrato sulle realizzazioni del secolo appena
trascorso.
A seguire, Paolo Bellini dell'Università di Trento
ha messo
l'accento sull'esperienza ancora in corso nell'Ateneo trentino, ovvero
sui problemi che la costruzione di una nuova struttura possono portare
in termini di programmazione degli interventi, necessitando di una fase
di transizione tra il vecchio ed il nuovo edificio, rappresentata dal
riuso di spazi già esistenti nella città
recuperati ad hoc ma
già con la consapevolezza del successivo trasloco: una
soluzione non
scevra di pesanti complicazioni pratiche, ma resa necessaria dalla
particolare complessità del progetto generale di ateneo
per la nuova
biblioteca.
Raffaella Inglese, socia sin dalla fondazione del CNBA, ha
presentato una relazione in veste di architetto, insieme con un altro
professionista, l'architetto Giovanni Maini, incentrata sulle
soluzioni più avanzate che la progettazione attualmente
consente,
esemplificate attraverso l'esperienza del riuso dei volumi dell'ex Sala
Borsa di Bologna e dell'ancor più recente restauro di Palazzo
Paleotti,
entrambi in Bologna. Queste soluzioni si presentano caratterizzate da
crescente flessibilità di fruizione degli spazi, in un
radicale
ripensamento della progettazione di arredi, impianti, attrezzature, per
una progressiva moltiplicazione delle possibilità di
offerta di servizi
a seconda della bisogna o dell'occasione contingente: supportato da un
video dagli effetti sofisticati, questo intervento ha vivamente
impressionato la platea presente.
Di seguito, la prof. Maria Grazia Eccheli
dell'Università di
Firenze ha illustrato il progetto di restauro e ampliamento, attraverso
un accorto sistema di percorsi raccordati, dei locali delle Murate (ex
convento) in Firenze per risolvere le crescenti necessitÃ
di spazi
della Biblioteca della Facoltà , collegandola però
urbanisticamente al
contesto della città circostante.
La relazione di Paolo Messina, del Sistema bibliotecario di
Torino, si è invece soffermata sulle necessità che
spingono alla
costruzione di una nuova biblioteca: nuova per servizi e funzioni
perché nuove sono le esigenze degli utenti, i cittadini di una
città e
di un mondo in forte evoluzione. Numeri, quindi, e nuova costruzione in
una città che va cambiando profondamente fisionomia, ma in
una ardita
proiezione sul futuro dei prossimi cinquant'anni.
Cecilia Angeletti della Mediateca Santa Teresa di Milano ha
presentato una struttura fuori dagli schemi: intanto, non una
biblio-teca ma una media-teca, caratterizzata quindi... dall'assenza di
libri; ma soprattutto uno spazio inusuale, una chiesa sconsacrata,
restaurata e resa fruibile a più livelli da un progetto
fortemente
innovativo, come si deduce dall'uso dei materiali (molto vetro, esili
strutture metalliche, ecc.), della luce, degli ambienti di
socializzazione (bar, angolo relax, giardino pensile).
Infine, Daniele Ronzoni, della Biblioteca civica di Abano
Terme, bibliotecario, ha chiuso i lavori con un intervento giocato su
una sottile polemica con i progettisti, soprattutto se di grande nome,
sottolineando con arguzia le manchevolezze riscontrate nei sei anni
seguiti all'inaugurazione di una biblioteca che, a suo tempo, fu molto
presente sulle riviste professionali sia di biblioteconomia che di
architettura. Non bisogna dimenticare, in effetti, che perfino nella
famosissima Casa sulla cascata di Wright le infiltrazioni d'acqua sono
sempre state un problema...
Il Convegno è stato un momento di incontro tra molti e diversi
attori
in gioco nel problema dell'edilizia bibliotecaria, e un'occasione per
gettare le basi di altre iniziative sullo stesso argomento, in regioni
diverse (nella provincia di Treviso, ad esempio); ha anche ospitato, in
un'altra sala della Biblioteca, una riunione dello specifico Gruppo di
lavoro AIB, confermando la validità di un appuntamento
dedicato che si è auspicato possa essere ripetuto in futuro.