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AIDAinformazioni |
trimestrale - ISSN 1121-0095, ISSN elettronico
1594-2201
anno 22, numero 3, luglio-settembre 2004 |
La pre-conference si è aperta con una presentazione di Anna Maria Tammaro, docente dell'Università di Parma, che ha sintetizzato il leit-motiv dei lavori, ricordando che il mondo in cui si lavorava fino a ieri è cambiato, e che la coscienza del proprio ruolo porta alla necessità di adeguarsi a questo cambiamento: anche gli strumenti per operare tale adeguamento sono cambiati o possono cambiare ed è necessaria una forte spinta da parte della comunità degli operatori dell'informazione, di qualsiasi livello siano, anche studenti, per creare un nuovo modello formativo al passo con i tempi.
Paola Capitani, consulente e coordinatore del Gruppo Websemantico [4], ha introdotto i lavori sottolineando come siano le competenze a fare la differenza nel nuovo universo delle professioni dell'informazione: i vecchi titoli perdono significato a fronte delle nuove capacità, rese a loro volta indispensabili dall'evolversi delle tecnologie per le quali è necessario mantenere un costante aggiornamento.
Il primo intervento è stato presentato dal Gruppo di lavoro sui nuovi profili professionali, nato nel novembre 2003 durante la conferenza "Preparare i professionisti dell'informazione: un'agenda per il presente e il futuro. Prima conferenza italiana dei docenti, dei datori di lavoro, del personale in servizio e degli studenti" [5]. In questo primo appuntamento dopo la costituzione il Gruppo, che ha come membri elementi di provenienza molto varia (studenti, bibliotecari, liberi professionisti, a testimoniare come queste problematiche non siano ristrette solo a quanti sono in cerca di occupazione), ha puntualizzato lo "status quaestionis", inquadrandolo in un contesto europeo, con ampia indicazione di fonti, convegni, pubblicazioni, e sottolineando come al momento l'iniziativa più importante sia il progetto CERTIDoc, progetto europeo per la certificazione delle competenze dei professionisti dell'informazione e della documentazione [6].
Raffaella Ingrosso dell'Università di Modena e Reggio Emilia ha invece esposto i risultati di un'indagine svolta nel 2004, che mira a mettere a fuoco i "perché" del bisogno formativo specificamente dei bibliotecari. Obiettivo della ricerca il capire quanto sia in verità diffusa la formazione in questi settori (ente locale, università), in che forma, e verso quali principali interessi e necessità, per incoraggiare lo sviluppo di competenze.
Anna Maria Tammaro ha chiuso gli interventi della pre-conferenza presentando gli obiettivi del MAIS, che vengono a dare una possibile risposta alle esigenze emerse nelle precedenti esposizioni: attraverso l' "apprendere ad apprendere" innescare un percorso virtuoso di formazione continua, finalizzato a sviluppare la capacità di creare servizi significativi ed efficaci per la società dell'informazione con la soddisfazione delle richieste che provengono dall'ambiente esterno e dai singoli utenti.
Il dibattito che si è aperto ha visto una vivace partecipazione dei presenti, incoraggiati dall'atmosfera informale e dalla disponibilità dei relatori: si è discusso delle responsabilità della certificazione (associazioni professionali, università ma anche rappresentanti della committenza privata in quanto parte in causa), dei costi che il processo inevitabilmente comporta, delle risposte che attualmente il sistema formativo incentrato sull'università può fornire, del quadro legislativo generale in cui la certificazione delle competenze sta muovendo i primi passi, concludendo che il tutto deve muoversi in un'ottica fermamente orientata al mondo del lavoro e alle sue esigenze.
La seconda giornata è stata caratterizzata dalla valutazione dello strumento "e-learning" per la soluzione dei problemi della formazione dei professionisti dell'informazione con contributi non solo di ambito italiano.
Aprendo i lavori, Anna Maria Tammaro ha ricordato come l'e-learning non sia una scelta meramente di comodo, ma soprattutto un sistema di condivisione e di comunicazione che nella prospettiva della formazione continua assume il suo più forte significato.
Terry Weech, della Graduate School of Library and Information Science, University of Illinois at Urbana Champaign, ha presentato una sintesi delle esperienze americane relativamente all'e-learning in ambito LIS, in particolare presso quella notissima scuola, che da più di cinquant'anni con varie modalità offre corsi di formazione a distanza e dal 1995 un Master di studi completamente basato sul Web, chiamato LEEP (in origine fu battezzato Library Education Experimental Program, ma il nome è rimasto anche dopo la fine della fase sperimentale) [7]. Il corso viene regolarmente frequentato da studenti che risiedono in nazioni anche di altri continenti (Giappone, Germania) confermando il valore dell'iniziativa, che è accreditata dall'ALA [The American Library Association]: sinora è stato terminato da 269 alunni.
La modalità di apprendimento via Web si è dimostrata vincente per la capacità di attirare anche fasce di studenti delle minoranze, per i minori costi e per la possibilità di accedere in tempi non prestabiliti, ma a seconda delle disponibilità del singolo, sia in modalità sincrona che asincrona. Terry Weech ha fatto notare come LEEP sia inserito in una serie di corsi che non esclude le vie tradizionali, proprio come elemento che amplia l'offerta formativa per raggiungere i bisogni là dove sono sentiti, e non per "essere raggiunta".
La parola è poi andata a Maria Cristina De Martino, attuale vicepresidente dell'AIB, che invece ha presentato una panoramica della situazione italiana: il quadro delinea una situazione ancora piuttosto incerta, con una netta prevalenza di offerta formativa proveniente dalle università. I progetti CREMISI [CREazione di Mediateche per Introdurre la Società dell'Informazione] ed ABSIDE [Apprendere in Biblioteca: la Società dell'Informazione contro la Discriminazione e l'Emarginazione] invece puntano a promuovere le biblioteche pubbliche, statali e di ente locale, come fulcro per l'autoapprendimento e la formazione continua.
Il terzo intervento è stato presentato da Giada Costa dell'Università di Parma, che ha illustrato puntualmente le diverse fasi dell'evoluzione della FAD [Formazione a Distanza] verso l'e-learning, sottolineandone le componenti comuni e le differenze, sia nel contesto LIS che più in generale nell'università italiana. Assai interessante l'analisi dei costi, che confermano come, dopo una fase iniziale di maggiori spese imputabili ai costi dell'allestimento tecnico, l'e-learning si presenti decisamente competitivo abbattendo le cifre: in particolare, l'aumento degli alunni non si traduce in necessità di aule più capienti (con aumento dei costi di mantenimento) o di un maggior numero di docenti. L'e-learning si presenta ancora in una fase poco più che sperimentale, più legata a spinte esterne come il trend europeo che ad una raggiunta, matura convinzione sulla validità delle sue particolarità (interattività, multimedialità e ipertestualità) nella creazione di un sistema italiano di "long-life learning".
Pat Dixon, della Northumbria University, ha portato una riflessione basata sull'esperienza maturata dai cicli già conclusi del Master internazionale in Scienze dell'informazione e della comunicazione, soffermandosi sulla necessità di tarare meglio l'organizzazione pratica, che non è affatto eliminata in un corso basato sull'e-learning, ma semplicemente si presenta "diversa" e deve essere gestita con attenzione per supportare al meglio gli allievi, nuovo centro del processo, e non più i docenti. I problemi maggiori sembrano essere, in questa fase, la mancanza di un "real costing model" e di un "time costing model" proprio per la natura "non materiale" dei corsi basati sull'e-learning: mettere a punto questi aspetti diventa fondamentale per il management del Master.
L'ultimo intervento di Lucia Bertini, dell'Università di Firenze, è stato incentrato sull'importanza della creazione di una biblioteca digitale come strumento integrante dell'e-learning. La biblioteca digitale diventa il centro di un processo che vede coinvolti bibliotecari, docenti ed allievi in una sinergia molto stretta, che può e deve essere valutata con indicatori e misuratori per affinare e migliorare la resa effettiva. In questo processo i bibliotecari hanno un ruolo essenziale di trasmissione tra docenti ed allievi e viceversa.
Poiché Linda Ascroft di MCB University Press non è potuta essere presente per la presentazione di Emerald (una delle storiche collezioni digitali di periodici LIS), Anna Maria Tammaro ha quindi tracciato le conclusioni della giornata. I problemi aperti sono essenzialmente ancora valutazione e riconoscimento dei corsi basati sull'e-learning, in una società che continua a trascurare gli studenti: le necessità del mondo del lavoro devono essere prese in maggiore considerazione per un collegamento virtuoso tra domanda e offerta di formazione.
Si è aperto a questo punto un vivace dibattito, molto partecipato, tra i relatori e il pubblico, composto sia da studenti che da rappresentanti del mondo del lavoro e delle associazioni (tra cui Massimiliano Tosato, per AIDA). È stato sottolineato come un altro attore in gioco sia attualmente piuttosto trascurato, cioè i bibliotecari stessi, sia come apporto/supporto nell'e-learning che come destinatari dell'e-learning; l'intervento di Tosato ha rimarcato l'importanza di un chiaro quadro istituzionale della certificazione, anche in questo contesto; e soprattutto è emerso come sia necessario da parte dei professionisti dell'informazione assumere un ruolo trainante, e farsi promotori di quella autonomia e capacità di apprendimento (skills) che sono tra le migliori caratteristiche dell'e-learning.
Note
1 - Si veda alla pagina: <www.aldus.unipr.it/master/2004.htm>,
con i materiali degli interventi.
2 - Per informazioni complete sul Master
e sulle attività ad esso correlate: <www.aldus.unipr.it/master/index.htm>.
3 - Si veda la pagina generale curata
dagli studenti: <www2.unipr.it/~edigital/HomePage.html>;
in particolare si segnala il "blog" <infoelearning2004.splinder.com>,
aggiornato direttamente in tempo reale durante i lavori.
4 - Il Gruppo mantiene una ricca pagina
web: <www.indire.it/websemantico/index.php>.
5 - Anche questo evento è raggiungibile
a partire dal sito del MAIS: <www.aldus.unipr.it/master/2003.htm>.
Ampia relazione nell'articolo di Monica Vezzosi, Preparare i nuovi professionisti
dell'informazione. "Biblioteche Oggi", XXII (2004), n. 2, p. 93-95.
6 - Si veda alla pagina: <www.certidoc.net>;
per l'Italia è referente l'Associazione Italiana per la Documentazione
Avanzata (AIDA): <www.aidaweb.it>.
7 - Per maggiori informazioni si veda
all'indirizzo: <www.lis.uiuc.edu/gslis/degrees/leep.html>.