http://www.aidainformazioni.it
 |
AIDAinformazioni |
trimestrale - ISSN
11210095, eISSN 15942201
n. 3-4, anno 25,
ottobre-dicembre
2007
|
Il dossier
Certificazione degli specialisti
I&D: "Brave new world"?
Intervista ad Éric Sutter, segreteria ADBS Certification e Consorzio europeo CERTIDoc
Domenico Scavetta
Azienda sanitaria locale, Servizio protocollo, archivi e gestione documentale, Matera
Éric Sutter, consulente in management
dei servizi di informazione, ha contribuito attivamente dal 1994 alla
realizzazione del dispositivo di certificazione del livello di
qualificazione dei professionisti dell'informazione e documentazione,
prima in Francia e poi a livello europeo a partire dal 2005. È anche
membro del Comitato direttivo di ADBS Certification
e valutatore abilitato dal Consorzio. È autore di uno stato dell'arte
riguardante lo sviluppo in Francia della certificazione delle
competenze individuali basate sul modello internazionale ISO/CEI 17024.
Quali sono le prospettive attuali, gli sviluppi e le criticità del dispositivo europeo di certificazione CERTIDoc?
CERTIDoc
è un dispositivo innovativo nella nostra professione. Bisogna mettere
in conto un certo tempo per riuscire a padroneggiarlo, ma questo tipo
di certificazione basata su una valutazione delle pratiche
professionali e sull'esperienza si sta sviluppando anche per altre
professioni. La certificazione, basata sulla ISO 17024, esiste per i
professionisti della qualità, dell'ambiente, del project management, per gli ingegneri...
Per
ispirare fiducia al datore di lavoro o ai clienti, bisogna presentare
delle "prove" della propria professionalità e uno dei modi più
credibili per farlo è di fare attestare questa qualificazione operativa
dai propri pari nel quadro di un organismo indipendente.
Attualmente,
parecchie associazioni professionali hanno realizzato una struttura per
il rilascio degli eurocertificati o hanno firmato un accordo di
partenariato con uno dei quattro organismi certificatori membri del
Consorzio europeo. Altre associazioni professionali bussano alla porta
del Consorzio, specialmente quelle dell'Europa centrale. Undici
professionisti sono già eurocertificati ma parecchie decine di altri
preparano il loro dossier o
aspettano la convocazione davanti a un giurì. Lo sviluppo
dell'eurocertificazione è progressivo, perché la preparazione di un dossier
richiede ai candidati un po' di tempo e bisogna anche costituire i
giurì. Ma sono numerosi i professionisti consapevoli della posta in
gioco che questo tipo di certificazione comporta in termini di
riconoscimento della loro professionalità (questo è vero in particolar
modo per quelli che non hanno avuto l'opportunità di conseguire di
recente un diploma professionale), di posizionamento del loro livello
di qualificazione, di trasparenza, di mobilità professionale o di
mobilità geografica. Il certificato è il medesimo, quale che sia
l'organismo riconosciuto che lo rilascia e quale che sia il Paese in
Europa. Il certificato è complementare in rapporto ai diplomi
accademici. Permette di prendere in considerazione la formazione
continua lungo tutto l'arco della vita e l'esperienza acquisita sul
luogo di lavoro. Si inscrive in un approccio di eccellenza.
Certo,
il dispositivo rimane un po' gravoso da gestire per una piccola
struttura e le spese dei candidati non sono sempre prese in carico dal
datore di lavoro o da altre istituzioni, ma si tratta di un
"investimento" apprezzato dai professionisti certificati, una buona
occasione di fare un "bilancio" dopo qualche anno di pratica
professionale, soprattutto in un universo che è molto in movimento…
Quali sono le linee di evoluzione dell’Euroguida in vista della nuova versione prevista per il 2009?
La
seconda edizione dell'Euroguida, pubblicata nel 2004, incontra un
grande successo all'interno della professione in tutta Europa.
Attualmente, questo referenziale delle competenze è disponibile in undici lingue
e sono in preparazione altre traduzioni. È diventato un vero e proprio
documento di riferimento per la professione sia per la riorganizzazione
dei corsi di insegnamento superiore, come in Spagna, sia per la
definizione di profili di posti di lavoro, la redazione di un CV o
anche come base per la valutazione del livello di qualificazione nel
quadro di CERTIDoc.I nostri mestieri e le nostre
funzioni sono comunque in continuo movimento: è apparso il web 2.0, i
documenti elettronici si diffondono sempre di più, i servizi a valore
aggiunto diventano necessari per far fronte alla "concorrenza" della
consultazione diretta di Internet da parte degli utilizzatori; tutto
questo richiede nuove competenze, nuovi modi di esercitare i nostri
mestieri. E le frontiere tra i mestieri tradizionali diventano più
sfumate: il referenziale deve poter ricoprire tutta la gamma dei
mestieri che si occupano della gestione dei documenti e dei contenuti
informativi. È questo il motivo per cui, a giugno 2007, è stata presa
la decisione di rivedere questo strumento e di preparare una nuova
edizione che dovrebbe essere realizzata, se tutto va bene, nel corso
del 2009. Per compiere questa revisione sarà richiesto un finanziamento
europeo.È probabile che faranno la loro apparizione
alcuni nuovi domíni (per esempio, una competenza in materia di
animazione diventa sempre più necessaria nelle biblioteche pubbliche),
mentre altri domíni dovrebbero essere accorpati (I08 e I09 che
riguardano le collezioni) o sparire (per esempio, S01: conoscenze
complementari). Dovrebbero essere introdotti nuovi esempi per tener
conto dei domíni specialistici nei quali esercitano alcuni
professionisti (per esempio, il settore della sanità). Sarà senz'altro
sviluppata la parte riguardante le attitudini. Vedremo quali saranno le
proposte dei differenti gruppi di lavoro che saranno costituiti in
ciascun Paese. È il momento di fare proposte migliorative. Si tratta di
uno strumento che deve essere di tutti e dunque ricoprire i differenti
bisogni o utilizzazioni!
Quali sono i rapporti e le specificità che legano l’Euroguida e il dispositivo di certificazione?
Si
tratta di due strumenti ben distinti che hanno finalità differenti e
una propria vita (e organi di gestione specifici). Come ho detto prima,
l’Euroguida è uno strumento analitico polivalente che è utilizzato in
molteplici situazioni. È un "documento di riferimento" che può essere
utilizzato senza che ciò porti necessariamente alla certificazione.
Quanto
al dispositivo di certificazione, si tratta di un processo, di un
approccio, che ha come sbocco il rilascio di un certificato, che
equivale a un "marchio". L'Euroguida serve solo da "guida" per
strutturare il dossier, aiuta
il candidato a descrivere il suo "profilo" attraverso il posizionamento
all'interno di ogni dominio di competenza. Questo posizionamento deve
essere giustificato da "prove", da realizzazioni concrete. È questo dossier di prove che è valutato dai membri del giurì e che permette loro di preparare il colloquio con il candidato.
È
talvolta causa di confusione il fatto che ciascun dominio di competenza
dell'Euroguida sia strutturato in quattro livelli di difficoltà (dalla
sensibilizzazione alla padronanza metodologica) e che la certificazione
si applichi a quattro livelli di qualificazione. Essere a livello
"Esperto" non significa che si abbia la "padronanza metodologica" nei
33 domíni descritti nell'Euroguida! Un
professionista di livello "Tecnico" può essere a livello 3 in un
dominio e a livello 1 in uno o parecchi altri. È una questione di
contesto professionale o di percorso personale. Fortunatamente, è
ammessa la diversità nei differenti profili!
© AIDA - Mail to
Webmaster
- Creato 2008-05-20