trimestrale
- ISSN 11210095, eISSN 15942201 n. 1-2, anno 27, gennaio-giugno 2009
Note di documentazione avanzata“BiblioLive”: chat
reference in biblioteca
Gabriella
Tufano
La Sapienza Università di Roma. Biblioteca “Mario
Costa”,
Latina
Introduzione
La Biblioteca “Mario Costa” della Sapienza Università di Roma, sede di
Latina, risponde alle esigenze didattiche e di ricerca delle quattro
facoltà esistenti presso il polo pontino, che conta un bacino di utenza
di circa cinquemila studenti. Da una indagine, svolta nella primavera
del 2008, sulla soddisfazione degli utenti e sulla percezione che essi
hanno dei servizi bibliotecari erogati, è emerso che un gran numero di
studenti non utilizza al meglio i servizi o perché non li conosce o
perché non si è mai recato in biblioteca. Questo dato, in parte
prevedibile vista la distanza delle facoltà dalla biblioteca, ha
evidenziato la necessità di cercare nuove strade che incontrassero gli
utenti per informarli ed aggiornarli su tutti i servizi e le risorse
delle quali possono disporre.
Per facilitare il contatto con gli studenti la Biblioteca eroga, già da
anni, il servizio di reference digitale, tramite l’uso della posta
elettronica. Collabora altresì al funzionamento dei servizi di ateneo “Chiedi al
Bibliotecario” e “Virtual Reference Desk”.
Evidentemente, tutto ciò non è stato sufficiente per raggiungere gli
utenti e per invogliarli ad usare la biblioteca e rivolgersi ad essa
per i loro bisogni informativi. È quindi necessario garantire agli
utenti dei canali supplementari di contatto con la biblioteca e
un’assistenza informativa immediata e costante. In questo contesto, ha
avuto inizio un progetto di implementazione dei servizi online,
con particolare attenzione verso gli strumenti innovativi che il
cosiddetto Web 2.0 rende disponibili. In particolare, si è deciso di
rimodellare il servizio di reference digitale
esistente, con l’adozione della metodologia sincrona interattiva e il
ricorso all’Instant Messaging (IM). Nell’àmbito del medesimo progetto,
si è deciso anche di registrare la Biblioteca
“Mario Costa” nel popolare social network Facebook.
Con questo articolo si intende riportare l’esperienza della Biblioteca
“Mario Costa” con il servizio di chat reference ed
esporre le fasi di progettazione, di realizzazione e di valutazione.
Scelta del software
Il lavoro iniziale è consistito in un'indagine sui prodotti di
messaggistica istantanea disponibili in Rete. Si citano i più popolari:
MSN Messenger, ICQ, AIM, Yahoo messenger, Skype, Google Talk. Per
ognuna di queste applicazioni è necessario registrare un account
e scaricarne il software sul proprio computer,
anche se è ormai disponibile l’accesso diretto alla versione web-based. Per
consentire al maggior numero di utenti di “chattare” con la biblioteca,
sarebbe stato necessario scegliere più di uno dei protocolli citati.
Questo, però, avrebbe significato registrare una username
e una password per ciascuno di essi e mantenere
aperte sul proprio computer le finestre
corrispondenti. Se si fosse optato per uno solo dei sistemi, quello più
conosciuto, il servizio non sarebbe stato accessibile per gli utenti
registrati con altri sistemi e soprattutto per tutti coloro che non
fossero iscritti a nessun servizio di IM e quindi sprovvisti di account.
Il progetto mirava a realizzare un servizio di real time
reference o chat reference che potesse
essere usato da tutti, e soprattutto che potesse essere erogato
attraverso la pagina web della biblioteca, fruibile, pertanto, da
chiunque la visitasse. La soluzione sarebbe stata adottare un software
gratuito multi-protocollo che supportasse gli instant
messenger più importanti e che consentisse la produzione di
una finestra di dialogo, un chat box, da inserire
nel sito web.
Prima di giungere a una decisione riguardo alla scelta del software,
è stato fondamentale osservare il panorama bibliotecario nazionale e
internazionale, per verificare quanto fossero diffusi i servizi di IM,
e come fossero organizzati. Uno sguardo a Library
success: a best practise wiki, e in particolare
alla pagina Libraries
using IM Reference, ha fornito un quadro della
diffusione geografica dei servizi di chat in
biblioteca e dei protocolli adottati. Nessuna biblioteca italiana era
presente nell’elenco, poche quelle europee. Tra gli instant
messenger adottati il più diffuso risulta essere MSN,
installato da Windows in maniera predefinita, e tra i software
multi-protocollo compaiono Meebo e Trillian. Da ulteriore ricerca è
emerso che, in Italia, solo la Biblioteca del Dipartimento di
Bioingegneria del Politecnico di Milano, attraverso il suo blog,
eroga il servizio di chat via Meebo, supportando
MSN e Skype.
Si è quindi proceduto con una breve analisi dei due software
citati:
Trillian
è un software commerciale che offre gratuitamente
solo la versione basic. Esso non supporta tutte le
reti. Per connettersi con Gogle Talk, per esempio, è necessario
acquistare una specifica implementazione.
Meebo
è un aggregatore di messenger gratuito, una sorta
di IM universale. Esso è un client web-based, cioè
utilizzabile tramite browser, senza istallazione di
software. Consente, da un’unica interfaccia, la
connessione con le più importanti piattaforme di messaggistica
istantanea (MSN, ICQ, Gmail, AIM, Yahoo!, Facebook chat e altre
ancora). È possibile, inoltre, accedere alla propria lista di contatti
senza dover inserire ogni volta i dati di accesso di ciascuna rete. Meebo permette
la produzione e la
personalizzazione di un widget, un elemento
grafico, da inserire nel proprio sito web. Esso consente all’utente di
interagire con il programma senza bisogno di effettuare un login
o registrare un account. È sufficiente che egli
trascriva la sua domanda nell’apposito chat box e
darà inizio, direttamente sul sito, ad una conversazione privata,
visibile, infatti, solo alle due persone che in quel momento stanno
conversando.
L’utente rimane anonimo, a meno che non
voglia identificarsi, e lo può fare editando il suo nome nello spazio
apposito. Nel caso in cui non si fosse connessi, il messaggio
dell’utente rimane memorizzato e diviene rintracciabile appena si è online. Meebo contempla
la conservazione dello
storico delle conversazioni, quindi la cronologia dei messaggi, per
tutti coloro per i quali è stato registrato il contatto nella lista.
Per ulteriori informazioni su Meebo si rimanda al sito.
Considerate le caratteristiche sopra
descritte, Meebo
è sembrato il software più adatto
alle esigenza della biblioteca.
Organizzazione
Il passaggio alla fase esecutiva del
progetto esigeva talune opzioni preliminari: l’assegnazione di un nome
al servizio, l’organizzazione del lavoro in biblioteca e la
configurazione del software.
Per quanto riguarda il nome, si è
pensato a qualcosa che fosse rappresentativo di ciò che si intendeva
offrire all’utenza, breve e facile da ricordare. La gran parte delle
biblioteche ha attribuito al servizio il nome di Ask a
librarian.
Seguono: Ask us, Chat with us, Chatta, Reference chat, Live chat,
AskRef, Get help, Can we help you, IM a librarian, Library IM.
Si è pensato di escludere il termine
chat che, pur essendo ormai di uso comune e
sicuramente rappresentativo
dell’azione del dialogare in tempo reale, rischia ancora di essere
associato alle chiacchierate leggere o strettamente personali e
private. La scelta è caduta su “BiblioLive”, un
nome che avrebbe esplicitato sia l’istituzione erogante, una
biblioteca, sia il carattere sincrono, simultaneo, del servizio.
“BiblioLive” rappresenta, così, il
servizio di informazione istantanea, tramite il quale gli
utenti possono contattare in tempo reale il bibliotecario di reference
della Biblioteca “Mario Costa”.
Prima di dare inizio all’attivazione del
servizio, è stato fondamentale valutare la disponibilità dell’unico
bibliotecario operante nella struttura e soprattutto la possibilità da
parte sua di riuscire a dedicarsi a questo nuovo servizio senza
trascurare il resto del lavoro. Per questo motivo “BiblioLive” è
partito
in via sperimentale, con un periodo di rodaggio e di valutazione di sei
mesi. È stato quindi creato un account Meebo e
si è elaborata la personalizzazione del widget, al
quale è stato
assegnato il nome precedentemente scelto e una veste grafica che meglio
si adeguasse al sito web della biblioteca.
Per quanto riguarda l’adesione agli
altri servizi di IM, si è deciso di creare un account
solo per MSN
Messenger, il più diffuso e conosciuto in Italia, consentendo così agli
utenti di aggiungere la Biblioteca
<bibliocosta@hotmail.it>
alla lista dei loro contatti. Non potendo ipotizzare il flusso di
contatti e di domande, si è preferito non fissare un orario di
erogazione del servizio e lasciarlo attivo in concomitanza con la
disponibilità del bibliotecario.
Con “BiblioLive” si sarebbero gestite
richieste di informazioni e chiarimenti circa la biblioteca, i suoi
servizi, le modalità di reperimento di documenti, e altro ancora. Le
domande più complesse sarebbero state rimandate all’uso dell’email
o,
qualora ne fosse emersa la necessità, a un appuntamento con il
bibliotecario. Non si è ritenuto necessario limitare il
servizio a determinate tipologie di utenti.
Promozione del servizio
“BiblioLive” è
presente in posizione di
primo piano sulla home
page della biblioteca e sulla pagina interna
del “Chiedi al bibliotecario”. Esso è stato pubblicizzato e promosso
tra tutti gli utenti della biblioteca tramite email
e tra tutti gli
studenti tramite - poiché per dare informazione di un nuovo mezzo di
comunicazione è indispensabile ricorrere a un medium differente - una
brochure (Fig. 1) affissa presso le facoltà e
realizzata dagli studenti
collaboratori che hanno cercato di rendere più chiaro possibile il
messaggio da divulgare ai loro colleghi. È stata data informazione ai
docenti e ai colleghi delle biblioteche della Sapienza.
Fig. 1
Valutazioni
Dopo il periodo di sperimentazione di
sei mesi, durato dal 1 agosto 2008 al 1 febbraio 2009, si è proceduto
alla misurazione del numero di contatti e alla valutazione
dell’efficacia e del gradimento del servizio. “BiblioLive”
è stato accolto con molta
curiosità da parte degli utenti/studenti che hanno gradito il carattere
innovativo del servizio. Si sono gestite 118 conversazioni e si
sono registrati 25 contatti MSN, tra i quali anche alcuni docenti che
hanno ritenuto utile tenere la biblioteca nella lista dei loro amici.
La tipologia di domande ricevute è stata
varia e caratterizzata sia dalla curiosità almeno iniziale di scoprire
se e come funzionasse il servizio, sia dalla reale esigenza degli
utenti di ottenere risposte immediate riguardo la possibilità di
reperire testi o informazioni.
In particolare, dall’analisi delle
conversazioni, è emerso quanto segue:
il 50 % delle domande, di natura bibliografica,
concerneva la
localizzazione dei documenti e l’assistenza nella ricerca in OPAC;
il 30 % delle richieste era inerente ai servizi
della biblioteca e alle
modalità di fruizione degli stessi;
il 10 % dei contatti richiedeva conferme sugli
orari di apertura al
pubblico della biblioteca;
un altro 10% di domande non riguardava
propriamente la biblioteca, ma
piuttosto informazioni di tipo amministrativo o didattico.
Dall'analisi delle conversazioni stesse
si è potuto risalire alla tipologia di utenti che hanno utilizzato
BiblioLive: 80% studenti universitari ; 10 % bibliotecari; 5 % docenti;
5 % studenti di scuola superiore o altro. Le conversazioni hanno avuto
un
linguaggio di carattere informale, che meglio si addice a un mezzo di
comunicazione quale l’IM, e al tipo di utenza, costituita da studenti e
giovani studiosi, che notoriamente predilige la chat,
tramite la quale
è facile instaurare un rapporto di immediata “complicità” con l’altra
persona.
La sincronia del contatto implica una
costante attenzione del bibliotecario affinché l’approccio dell’utente
non trovi il silenzio o il ritardo nella risposta. La quantità dei
contatti, inoltre, è determinante per l’organizzazione del servizio
perché, se essi sono numerosi e concentrati in una particolare fascia
oraria, è probabile che un solo addetto non sia in grado di seguirli
tutti contemporaneamente. Se invece il flusso non è consistente, è
possibile anche associare la gestione del servizio con altre attività
che contemplino sempre la vicinanza al pc.
Considerata la carenza di personale
bibliotecario, si è valutata l’ipotesi di affidarne la gestione agli
studenti collaboratori per i quali, però, è necessario un addestramento
che consenta loro di gestire richieste di ogni tipo, fornendo le giuste
risposte e con il giusto linguaggio.
Conclusioni
Il numero di contatti ricevuti, anche se
non elevato, ha significato un successo per la Biblioteca, soprattutto
per il gradimento che “BiblioLive”
ha suscitato tra gli utenti. Esso, ora, fa parte integrante
della
gamma dei servizi erogati. È raggiungibile anche da OPAC, all’interno
della scheda
informativa della biblioteca.
BiblioLive ha costituito il primo passo
di un percorso che la Biblioteca “Mario Costa”, benché piccola, ha
voluto intraprendere verso un nuovo modello di biblioteca che
interagisca maggiormente con i propri utenti, li accompagni nel loro
apprendimento e li affianchi nello sviluppo dei loro programmi di
studio.
William Breitbach, Matthew Mallard, Robert Sage,
Using Meebo's embedded
IM for academic reference services: a case stud., “Reference
Services
Review”, 37(2009), n. 1, p. 83-98
Meredith Farkas, Online
reference, “Library success: A best practices
wiki",
(maggio 2009)