124 Grazia Serratore, Emanuela Nicole Donato
sofferenza emotiva continua associata a tensione e irrequietezza, paura immo-
tivata o disperazione. Al contrario, la melanconia stuporosa descrive una forma
in cui prevalgono il rallentamento psicomotorio e l’inibizione estrema delle
funzioni psichiche e comportamentali. Il soggetto appare immobile, poco re-
attivo, con riduzione marcata della capacità di iniziativa e della comunicazio-
ne, fino a configurare veri e propri stati di arresto comportamentale. Alcune
delle diagnosi riscontrate nelle cartelle cliniche sembrano dunque inserirsi
pienamente in una tradizione psichiatrica che tende a scomporre le grandi
categorie affettive in sottotipi descrittivi, mantenendo però un forte legame
tra osservazione clinica e classificazione fenomenologica del comportamento.
L’influenza di Andrea Verga sul lessico nosografico presente nelle diagnosi
girifalcesi emerge anche dalla presenza della categoria diagnostica frenosi sen-
soria, attestata con frequenza 3, e nella variante grafica frenosi sensoriale, con
frequenza 4. Verga definiva la frenosi sensoria come una forma di alterazione
psichica caratterizzata da un errore dei sensi, ossia da distorsioni percettive e
allucinatorie, che egli includeva tra le frenosi complicate. In tal senso, le alluci-
nazioni potevano costituire il punto di avvio sia di manifestazioni a prevalenza
eccitativa, assimilabili allo stato maniaco, sia di quadri clinici a prevalenza ini-
bitoria, riconducibili al versante melanconico. Nella classificazione verghiana,
inoltre, la natura eziologica delle allucinazioni assumeva un ruolo classificato-
rio rilevante: quando esse ad esempio erano ricondotte all’alcolismo o all’iste-
rismo si parlava di frenosi alcolica e frenosi isterica.
Nel corpus si riscontra una significativa proliferazione di varianti termi-
nologiche che rielaborano e ampliano tale schema classificatorio, tra cui: fre-
nosi della mestruazione, frenosi epilettica, frenosi isterica, frenosi senile, frenosi
sensoria, frenosi sensoria (episodio di demenza senile), frenosi sensoria in soggetto
sifilitico (episodi di demenza precoce), frenosi sensoriale, frenosi sensoriale (episodio
di paranoia?) e frenosi sensoriale della menopausa. Questa eterogeneità riflette la
flessibilità con cui una categoria generale è stata adattata nella pratica clinica
attraverso l’aggiunta di specificazioni eziologiche o contestuali.
Particolarmente rilevante, considerando il caso specifico delle pazienti don-
ne, è la presenza di diagnosi direttamente connesse alla fisiologia riproduttiva
femminile, quali frenosi della mestruazione, frenosi isterica, frenosi sensoriale del-
la menopausa, psicosi mestruale, psicosi isterica e psicosi puerperale. Anche all’in-
terno delle cartelle cliniche, il quadro clinico delle pazienti era letto in rappor-
to alla regolarità del ciclo mestruale, alla quantità di gravidanze o aborti avuti,
all’ingresso nella fase di menopausa. Si indagava specificamente il rapporto
tra insorgenza o acutizzazione della malattia e fattori come l’età di comparsa
del menarca, la regolarità e qualità del ciclo mestruale, l’epoca e le modalità
dello sviluppo puberale, l’andamento di gravidanze e parti. La regolarità del
ciclo mestruale e la sua assenza, spesso riportata con espressioni quali non fu
mai mestruata, sono scrupolosamente annotate, a dimostrazione dell’impatto